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D.L. 119/2018 — Anno 2023

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227 provvedimenti

Altri anni per D.L. 119/2018

Carenza di interesse e definizione agevolata liti
Una società operante nel settore edile ha impugnato un avviso di accertamento basato su metodo induttivo e valori OMI. Dopo i primi due gradi di giudizio, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata delle liti tributarie. Successivamente, la società ha depositato un atto di rinuncia al giudizio, dichiarando la sopravvenuta carenza di interesse a seguito dell'iscrizione a ruolo della cartella. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, compensando le spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Accertamento analitico-induttivo: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini dell'accertamento analitico-induttivo applicato a un professionista del settore odontoiatrico. L'Amministrazione Finanziaria aveva riscontrato incongruenze tra l'acquisto di materie prime (protesi e materiali per igiene) e i compensi dichiarati. Il contribuente aveva tentato di accedere alla definizione agevolata, ma la Corte ha stabilito che rileva esclusivamente la data di deposito della sentenza e non quella di deliberazione. Nel merito, i giudici hanno accolto il ricorso dell'ufficio, spiegando che l'uso di ricarichi medi su costi certi configura un accertamento analitico-induttivo legittimo, differente dal metodo induttivo puro che richiede invece la totale inattendibilità della contabilità.
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Violazioni formali: sanatoria e costi black list
Una società di capitali ha impugnato le sanzioni irrogate per l'omessa indicazione separata in dichiarazione di costi relativi a operazioni con paesi a fiscalità privilegiata. Nonostante la presentazione di una dichiarazione integrativa, l'Agenzia delle Entrate ha contestato la legittimità della condotta. La Corte di Cassazione, rilevando l'avvenuto pagamento della somma forfettaria prevista dalla cosiddetta pace fiscale per le violazioni formali, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che tale adempimento regolarizza gli obblighi di natura formale senza impatto sul tributo dovuto.
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TARSU e alberghi: rinvio per definizione agevolata
Una società operante nel settore alberghiero ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla TARSU, contestando la legittimità di tariffe maggiorate rispetto alle civili abitazioni. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'ente comunale, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata della lite fiscale. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria e il pagamento delle rate previste, sospendendo temporaneamente la decisione sul merito del ricorso.
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Definizione agevolata: stop al processo in Cassazione
Una società operante nel settore turistico ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla TARSU per una struttura alberghiera. Dopo una decisione sfavorevole in appello, che confermava la legittimità delle tariffe comunali, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la ricorrente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della normativa vigente. La Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per verificare l'esito del pagamento rateale previsto dalla sanatoria fiscale, sospendendo temporaneamente la decisione sul merito.
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Errore revocatorio e mancata notifica udienza
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un contribuente che ha richiesto la revocazione di una sentenza tributaria sfavorevole. Il motivo risiedeva nella mancata notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza, fatto che aveva impedito al soggetto di confermare la propria adesione alla definizione agevolata della lite. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente dichiarato inammissibile il ricorso, sostenendo che tale vizio dovesse essere fatto valere solo tramite ricorso per Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribaltato tale visione, chiarendo che la falsa percezione del giudice circa la regolarità delle notifiche costituisce un errore revocatorio ai sensi dell'art. 395 c.p.c., poiché si tratta di una svista su un dato oggettivo del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla detraibilità IVA per l'acquisto di merci. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: guida alla chiusura delle liti
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro un contribuente per il recupero di imposte IRPEF e IRAP. Durante la pendenza del giudizio, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018, documentando regolarmente la procedura. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini stabiliti, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione conferma che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, essendo la causa di estinzione sopravvenuta alla presentazione del ricorso.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a maggiori redditi imponibili. Dopo l'esito negativo nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018, provvedendo al versamento degli importi dovuti. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha sollevato obiezioni, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Estratto di ruolo: guida alla sua impugnabilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un contribuente che intendeva impugnare un estratto di ruolo per far valere la prescrizione di crediti tributari. La decisione ribadisce che, in assenza di atti esecutivi o notifiche irregolari, manca l'interesse ad agire richiesto dall'Art. 100 c.p.c. Inoltre, l'annullamento automatico dei debiti sotto i mille euro previsto dal D.L. 119/2018 giustifica la compensazione delle spese legali.
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Rottamazione cartelle: stop al giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito a un contenzioso tributario riguardante una società immobiliare. Al centro della disputa vi è la rottamazione cartelle invocata dai contribuenti per estinguere i debiti derivanti da accertamenti su compravendite immobiliari ritenute incongrue. La Corte ha disposto il rinvio della causa per permettere la notifica formale della documentazione relativa al pagamento delle rate della definizione agevolata, al fine di verificare se permanga l'interesse dell'ufficio a proseguire il giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a un gruppo di società operanti nei settori sanitario e immobiliare, contestando presunti abusi del diritto in operazioni di riorganizzazione. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa speciale. La Corte di Cassazione ha preso atto del venir meno dell'interesse delle parti alla decisione, dichiarando l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata: stop al contenzioso fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un lungo giudizio tributario riguardante presunti fenomeni di abuso del diritto in operazioni di riorganizzazione societaria. Le società coinvolte avevano inizialmente ottenuto ragione nei gradi di merito, ma l'Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno optato per la definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, portando alla cessazione della materia del contendere e alla chiusura definitiva della lite fiscale.
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Concordato preventivo e cartelle di pagamento
La Corte di Cassazione esamina la legittimità di cartelle di pagamento notificate a una società in liquidazione dopo l'omologazione di un concordato preventivo. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione di merito che annullava tali cartelle, sostenendo che la notifica fosse un atto dovuto per evitare la decadenza dei termini di riscossione. Tuttavia, la società ha eccepito l'avvenuta adesione alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. La Suprema Corte ha sospeso la decisione di merito, ordinando all'Amministrazione Finanziaria di fornire chiarimenti sull'effettivo perfezionamento della sanatoria fiscale, che potrebbe determinare l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: rinvio in Cassazione
Una società di capitali ha impugnato una cartella di pagamento IVA emessa a seguito di controllo automatizzato. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Durante il procedimento, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, ottenendo un piano di rateizzazione. La Suprema Corte, accogliendo la richiesta della società, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il completamento dei pagamenti, la cui ultima rata era prevista per la fine del 2023.
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Definizione agevolata: calcolo sul valore dell’atto
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro il diniego della **definizione agevolata** opposto dall'Agenzia delle Entrate. Il fisco pretendeva che il calcolo del condono si basasse su un importo maggiore stabilito da una sentenza intermedia, anziché sulla pretesa originaria dell'atto impositivo. La Suprema Corte ha chiarito che il valore della controversia deve essere individuato esclusivamente nell'importo del tributo indicato nell'atto impugnato. Poiché il contribuente aveva correttamente versato la prima rata basandosi su tale valore, la procedura è stata dichiarata perfezionata con conseguente estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES, IVA e IRAP, contestando la ricostruzione induttiva dei ricavi operata dall'Agenzia delle Entrate. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione alla contribuente, la causa è approdata in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa sulla pace fiscale. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla lite tributaria.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società cooperativa ha impugnato avvisi di accertamento relativi a IRES, IVA e IRAP, basati su presunzioni di maggior reddito derivanti da presunta antieconomicità. Dopo le sentenze favorevoli alla società nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Stralcio cartelle esattoriali: annullamento automatico
Gli eredi di un contribuente hanno impugnato un'iscrizione ipotecaria derivante da sanzioni stradali. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Cassazione ha rilevato l'applicazione dello stralcio cartelle esattoriali previsto dal D.L. 119/2018. Poiché i debiti erano inferiori a 1.000 euro e riferiti al periodo 2000-2010, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese.
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Definizione agevolata: stop alle liti col Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante accertamenti su redditi d'impresa e IVA. La controversia, originata da presunte anomalie negli studi di settore, si è conclusa grazie alla **definizione agevolata** richiesta dai contribuenti ai sensi del D.L. 119/2018. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare versamento delle rate previste, determinando la cessazione della materia del contendere. La sentenza stabilisce che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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