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D.L. 119/2018 — Anno 2022

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543 provvedimenti

Altri anni per D.L. 119/2018

Definizione agevolata della controversia: stop alle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione di costi aziendali, riqualificandoli come spese di rappresentanza. Dopo la decisione favorevole alla società nei gradi di merito, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi della disciplina sulla pace fiscale, provvedendo al versamento degli importi previsti con modello F24. Non essendoci stato alcun diniego da parte del fisco né ulteriori richieste di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata della controversia.
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Accertamenti Fiscali: L’Estinzione del Giudizio Tributario Salva le Aziende?
L'Autorità Fiscale aveva avviato un ricorso contro due Aziende per accertamenti IRES e IRAP del 2008. Durante il processo in Cassazione, l'Autorità ha rinunciato al ricorso relativo all'IRAP. Per l'IRES, ha richiesto l'estinzione del giudizio tributario perché una delle Aziende aveva aderito a una definizione agevolata (una sorta di condono fiscale) secondo il D.L. 119/2018, estesa anche all'altra Azienda co-obbligata. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese legali, riconoscendo che la controversia non aveva più ragione di esistere.
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Rottamazione ter: il giudizio si sospende, non si estingue subito
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per Irpef e Iva relativi a diversi anni. L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso. Durante il processo, il Contribuente ha aderito alla 'rottamazione ter', una definizione agevolata dei debiti tributari, chiedendo l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'adesione alla rottamazione ter non comporta l'estinzione immediata del giudizio. Invece, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo, sospendendo la causa fino al completamento dei pagamenti previsti dalla definizione agevolata, fissato al 30 novembre 2023. L'estinzione avviene solo dopo il perfezionamento effettivo della definizione e la prova dei pagamenti.
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Definizione agevolata della lite: la scelta resta irrevocabile
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la riqualificazione di diverse operazioni societarie in un'unica cessione d'azienda, richiedendo maggiori imposte di registro. Durante il giudizio in Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della lite versando quanto dovuto. Successivamente, confidando in una nuova sentenza costituzionale a lei favorevole, la società ha chiesto la decisione nel merito per ottenere il rimborso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la definizione agevolata della lite costituisce una scelta volontaria e irrevocabile. Eventuali mutamenti normativi o giurisprudenziali successivi non consentono di riaprire la causa o richiedere la restituzione delle somme versate.
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Definizione agevolata della lite: Fisco fermato in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato tre avvisi di accertamento a una società commerciale, contestando l'omessa dichiarazione di interessi maturati su un finanziamento concesso a una controllata estera. Dopo le decisioni dei gradi di merito sul conteggio del tasso applicabile, la vicenda è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione con ricorso principale della società e ricorso incidentale dell'ente impositore. Nelle more del procedimento di legittimità, la società contribuente ha fatto richiesta di accesso alla definizione agevolata della lite versando la prima rata prevista. L'Amministrazione finanziaria non ha emesso alcun diniego entro i termini di legge. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, escludendo il raddoppio del contributo unificato a carico della parte privata.
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Definizione agevolata negata se il fisco rimborsa le somme versate
Una società impugnava molteplici avvisi di accertamento per presunte sovrafatturazioni pubblicitarie. Durante la causa, la contribuente chiedeva il rimborso delle somme anticipate e contemporaneamente presentava domanda di definizione agevolata a saldo zero, scomputando quegli stessi versamenti già restituiti. L'Agenzia delle Entrate negava il condono per carenza dei pagamenti. La Corte di Cassazione ha confermato il legittimo diniego della definizione agevolata: le somme chieste e ottenute in rimborso non possono considerarsi stabilmente versate per estinguere il debito fiscale. Al contempo, i giudici hanno cassato la decisione sui controlli ordinari per gravi contraddizioni motivazionali e illegittima applicazione del raddoppio dei termini all'IRAP, rimandando il merito alla Corte di giustizia tributaria.
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Definizione agevolata: la Cassazione rinvia per mancata notifica
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'Azienda la deducibilità di costi, ritenuti non inerenti, in un avviso di accertamento. La Commissione Tributaria aveva dato ragione all'Azienda. In Cassazione, l'Azienda ha presentato un'istanza di definizione agevolata della controversia, chiedendo la cessazione della lite. La Suprema Corte ha però rilevato che l'istanza e i documenti allegati non erano stati notificati correttamente all'Amministrazione finanziaria. Per questo motivo, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'Azienda 60 giorni per effettuare la notifica e permettere all'Agenzia delle Entrate di presentare eventuali controdeduzioni. Il processo si ferma per un adempimento procedurale essenziale.
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Definizione agevolata: l’Azienda vince, il Rappresentante perde
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda e del suo Rappresentante Legale, che avevano impugnato avvisi di accertamento fiscale. Il Rappresentante Legale aveva agito anche in proprio, sebbene gli avvisi fossero notificati solo all'Azienda. L'Azienda, nel frattempo, aveva aderito a una **definizione agevolata** della controversia. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Rappresentante Legale per mancanza di legittimazione e ha pronunciato l'estinzione del giudizio per l'Azienda, data l'adesione alla **definizione agevolata** e il pagamento. Le spese legali sono state compensate.
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Fisco e Azienda: L’Estinzione Giudizio Tributario per Accordo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato gli avvisi di accertamento IVA emessi nei confronti di un'Azienda. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha avviato una procedura di "definizione agevolata controversie fiscali". L'Agenzia ha confermato la regolarità del perfezionamento di tale accordo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'"estinzione giudizio tributario" per cessata materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti. Questo evidenzia come un accordo extragiudiziale possa concludere un contenzioso in corso.
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Definizione Agevolata Sanzioni Tributarie: Negata dall’Agenzia, Riconosciuta dalla Cassazione
L'Azienda, concessionaria di servizi telefonici, ha versato in ritardo una tassa di concessione governativa, subendo una sanzione dall'Agenzia delle Entrate. Ha richiesto la definizione agevolata delle sanzioni tributarie, ma l'Agenzia ha negato, ritenendo che la lite riguardasse solo la riscossione e non rientrasse nelle casistiche ammesse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la definizione agevolata è applicabile anche alle sanzioni collegate a tributi già pagati, purché il rapporto tributario sia stato definito, anche tardivamente. Il diniego dell'Agenzia era illegittimo, portando all'estinzione del giudizio.
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Indebita detrazione IVA e cessione d’azienda: il Fisco in pausa
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro una Società Contribuente contestando una indebita detrazione IVA. Secondo l'Erario, l'acquisto di merci mediante fattura nell'ambito della cessione di due rami d'azienda mirava a eludere l'imposta di registro. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato che la questione riguarda i limiti di riqualificazione dei contratti d'azienda e la possibilità del Fisco di ricorrere a elementi estranei al testo negoziale. Poiché una questione identica è stata già sottoposta alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la Cassazione ha sospeso la causa e disposto il rinvio a nuovo ruolo in attesa della pronuncia europea.
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Cartella esattoriale e definizione agevolata: la Cassazione fa chiarezza
Una società ha chiesto la definizione agevolata cartelle per debiti IVA, ma l'Agenzia delle Entrate Riscossione ha negato, sostenendo che la cartella derivava da un controllo automatico e non era un atto impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. Ha stabilito che una cartella di pagamento, anche se emessa dopo un controllo automatizzato, è un atto impositivo se è il primo documento che comunica al contribuente la pretesa fiscale, rendendola contestabile nel merito. Questo apre alla possibilità di definire agevolatamente tali controversie.
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Definizione agevolata e debiti col Fisco: la lite si ferma
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa ad omessi versamenti di imposte. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha presentato domanda per accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge, chiedendo di saldare il debito tramite un piano rateale pluriennale. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto la sospensione del processo. I giudici hanno stabilito che il giudizio debba rimanere sospeso fino alla scadenza dell'ultima rata del piano di rateizzazione. Soltanto dopo tale data la Corte potrà verificare il completo saldo dell'importo e dichiarare la definitiva estinzione della lite tributaria.
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Termine dilatorio accertamento fiscale e indagini sui conti
L'Agenzia delle Entrate ha notificato due avvisi di accertamento a un contribuente dopo aver esaminato i suoi conti correnti bancari. Il contribuente ha contestato gli atti sostenendo la violazione del termine a difesa previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente. Il giudice di primo grado ha annullato gli atti impositivi per il mancato rispetto dei sessanta giorni di attesa tra la verifica e la notifica. In appello, il Fisco ha dimostrato l'inapplicabilità della garanzia in assenza di accessi fisici nei locali aziendali. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine dilatorio accertamento fiscale non opera per i controlli bancari a tavolino. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, rigettando le domande originarie del contribuente.
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Sospensione Termini Impugnazione Tributaria: Cassazione ribalta la tardività
L'Agenzia delle Entrate ha presentato un ricorso per revocazione contro una sentenza favorevole a un Contribuente, ma la Commissione Tributaria Regionale lo ha dichiarato tardivo. La Corte di Cassazione ha esaminato la questione della sospensione termini impugnazione tributaria. Ha stabilito che la sospensione prevista dal D.L. n. 119/2018 si applicava anche ai ricorsi per revocazione in materia tributaria, rendendolo tempestivo. La Cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato il caso alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Estinzione processo tributario: definizione agevolata salva l’Azienda
L'Amministrazione Fiscale ha contestato a un'Azienda maggiori imposte (Ires, Irap, Iva) tramite un avviso di accertamento. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Durante questo procedimento, l'Azienda ha scelto di aderire a una procedura di definizione agevolata della controversia, pagando quanto dovuto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario per cessata materia del contendere, riconoscendo che la disputa non esisteva più. Le spese processuali sono state poste a carico della parte che le ha anticipate.
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Controversia Tributaria: La Definizione Agevolata Richiede Notifica
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'Azienda la deducibilità di costi per l'acquisto di supporti informatici, ritenendoli non inerenti alla sua attività di sola commercializzazione. Dopo due gradi di giudizio favorevoli all'Azienda, l'Agenzia ha ricorso in Cassazione. L'Azienda ha poi chiesto la **definizione agevolata controversia tributaria**. La Corte di Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo, poiché la richiesta di definizione agevolata e i relativi documenti non erano stati notificati all'Amministrazione finanziaria. La Corte ha concesso un termine all'Azienda per effettuare tale notifica.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento a un contribuente residente all'estero, considerandolo residente effettivo in Italia. Dopo l'annullamento degli atti in appello per via dell'adesione allo scudo fiscale, l'amministrazione ha promosso ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente ha domandato la definizione agevolata delle liti fiscali versando la rata iniziale e depositando la documentazione. In assenza di diniego dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario con compensazione delle spese di lite.
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Definizione agevolata della lite tributaria: addio alle imposte
Una società ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta sulle società emesso dall'Agenzia delle Entrate. Durante la pendenza del ricorso davanti alla Corte di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata della lite tributaria. L'azienda ha versato l'intero importo richiesto e ha depositato la documentazione comprovante il pagamento. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il saldo completo del debito. Nessuna delle parti ha presentato un'ulteriore istanza di trattazione entro i termini stabiliti. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per venir meno dell'interesse alla lite, ponendo le spese a carico di ciascuna parte.
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Fisco e Contribuente: Definizione Agevolata estingue il Giudizio
Un Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per IRPEF 2007. Durante il ricorso per cassazione, il Contribuente ha aderito a una "definizione agevolata" dei debiti tributari correlati, effettuando i pagamenti rateizzati. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Questo principio si applica quando la controversia perde la sua ragione d'essere, come nel caso di un accordo di saldo e stralcio. La Corte non ha previsto spese legali.
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