Una società riceveva due avvisi di accertamento per imposte non versate. Dopo alterne vicende giudiziarie, la causa giungeva in Cassazione, che la rinviava alla Commissione Tributaria Regionale. Qui, i giudici dichiaravano improcedibile la riassunzione per carenza di interesse. Nel frattempo, la società chiedeva la definizione agevolata delle controversie tributarie pagando il 5% del valore della lite, ma il Fisco negava l'agevolazione pretendendo il 15%. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di definizione agevolata al 5%, poiché il Fisco non era stato sconfitto in tutti i precedenti gradi di giudizio. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto i ricorsi sul fronte processuale, stabilendo che nel giudizio di rinvio le parti riprendono automaticamente le loro posizioni originarie senza necessità di nuovi appelli. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova decisione sul merito.
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