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d.P.R. n.115 del 2002, art. 13 — Anno 2025

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299 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n.115 del 2002, art. 13

Fondo di Garanzia TFR: No Pagamento se il Lavoro Continua
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4265/2025, ha negato l'accesso al Fondo di Garanzia TFR per i lavoratori il cui rapporto di lavoro era proseguito con una nuova società a seguito di una cessione d'azienda. Nonostante l'insolvenza dell'azienda cedente, la Corte ha stabilito che un presupposto essenziale per l'intervento del Fondo è la cessazione del rapporto di lavoro. Poiché il rapporto è continuato, il credito per il TFR non era ancora esigibile e la tutela del lavoratore risiede nella responsabilità solidale dell'azienda cessionaria, principio non derogabile nei confronti dell'ente previdenziale.
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Tetto di spesa sanitaria: obblighi per ospedali
Una società di factoring, cessionaria del credito di un ospedale classificato, ha richiesto il pagamento di prestazioni sanitarie che superavano il budget assegnato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il tetto di spesa sanitaria è un limite inderogabile anche per gli ospedali classificati, in quanto soggetti privati inseriti nella programmazione pubblica. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice civile non può disapplicare l'atto amministrativo che fissa il budget, poiché esso costituisce un fatto impeditivo del diritto al pagamento e deve essere impugnato in sede amministrativa.
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Carta Docente Educatori: Sì dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4810/2025, ha stabilito che la Carta Docente spetta anche al personale educativo dei Convitti Statali. La Corte ha respinto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando l'equiparazione tra docenti ed educatori ai fini del bonus per la formazione, in quanto entrambi sono soggetti a obblighi di aggiornamento professionale. È stato invece dichiarato inammissibile il ricorso incidentale degli educatori relativo alla liquidazione delle spese legali.
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Regime del margine: onere della prova e buona fede
La Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di autoveicoli usati, confermando l'accertamento fiscale per l'illegittima applicazione del regime del margine. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza per beneficiare del regime agevolato, specialmente in presenza di indizi di frode IVA intracomunitaria.
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Occupazione senza titolo: come si calcola il danno?
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'occupazione senza titolo di un terreno da parte di una società costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, al proprietario spetta un risarcimento del danno, e non un semplice indennizzo. La Corte ha stabilito che tale danno va commisurato al valore locativo del bene, ovvero al guadagno che il proprietario avrebbe potuto ottenere dall'immobile. L'onere di dimostrare la legittimità dell'occupazione spetta a chi occupa il bene, non al proprietario.
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Distanze tra costruzioni: quando la ristruttura è nuova
Una complessa disputa immobiliare su confini, servitù e vedute porta la Corte di Cassazione a un'importante chiarificazione. L'ordinanza stabilisce che una ristrutturazione significativa che altera la volumetria di un edificio va considerata come "nuova costruzione". Di conseguenza, l'intero fabbricato deve rispettare le normative vigenti sulle distanze tra costruzioni, anche se l'edificio viola le norme urbanistiche. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando le decisioni dei giudici di merito sull'obbligo di arretramento e sulla costituzione di una servitù di passaggio per esigenze agricole.
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Somministrazione di lavoro: limite 24 mesi e conversione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite massimo di 24 mesi per la somministrazione di lavoro si applica anche tenendo conto dei contratti stipulati prima del "Decreto Dignità". Il superamento di tale limite, finalizzato ad eludere la natura temporanea del rapporto, comporta la conversione del contratto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente con l'azienda utilizzatrice. Questa decisione, basata su un'interpretazione conforme al diritto europeo, sanziona l'uso abusivo della somministrazione di lavoro.
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Requisito reddituale ANF: onere della prova del richiedente
Un cittadino straniero si è visto negare l'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che il richiedente ha l'onere di allegare e dimostrare fin dall'inizio il possesso del requisito reddituale familiare. Tale requisito non è una mera condizione per il pagamento, ma un elemento costitutivo essenziale del diritto stesso, la cui mancanza di prova determina il rigetto della domanda.
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Contributo di solidarietà: no dalle Casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del prelievo a titolo di contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che l'introduzione di prestazioni patrimoniali imposte è una prerogativa esclusiva del legislatore, non delegabile all'autonomia degli enti previdenziali. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà illegittimo per casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non l'autonomia delle casse, può imporre prestazioni patrimoniali. L'ente è stato anche sanzionato per aver agito in giudizio nonostante l'orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Lavoro pubblico: sì al CCNL privato per enti pubblici
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in specifici settori come quello idraulico-forestale, è legittima l'applicazione di un contratto collettivo di diritto privato a dipendenti di un ente pubblico non economico. Il caso riguardava la richiesta di un lavoratore di ottenere un'indennità chilometrica basata su un CCNL privato. La Corte ha respinto il ricorso dell'ente, confermando che una legislazione speciale, anche regionale, può derogare alla disciplina generale del lavoro pubblico per regolare aspetti economici del rapporto, senza mutarne la natura pubblicistica.
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Indennità chilometrica: CCNL privato per dipendenti PA
Un dipendente di un'agenzia regionale del settore irriguo e forestale ha richiesto un'indennità chilometrica basata sul CCNL privato di settore. L'agenzia ha opposto resistenza, sostenendo l'applicazione delle norme del pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'agenzia inammissibile, confermando che al personale operaio del settore idraulico-forestale, anche se dipendente pubblico, si applica la contrattazione collettiva privatistica, riconoscendo così il diritto del lavoratore all'indennità chilometrica.
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Perequazione stipendio: No a leggi incostituzionali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dipendente pubblico che chiedeva una perequazione dello stipendio basata su una legge regionale. La Corte ha stabilito che una norma dichiarata incostituzionale non può generare diritti soggettivi perfetti né un legittimo affidamento, in quanto invade la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile e trattamento economico dei dipendenti.
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Assegno familiare: prova del reddito è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario per l'ottenimento dell'assegno familiare, confermando che la mancata prova del requisito reddituale sin dal primo grado di giudizio impedisce il riconoscimento del diritto. La Corte ha sottolineato che l'onere della prova grava sul richiedente e che la produzione di nuovi documenti in appello è ammessa solo in circostanze eccezionali, non riscontrate nel caso di specie.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5959/2025, ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, è di esclusiva competenza del legislatore. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere il rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni, non nel termine più breve di cinque anni.
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Inadempimento obblighi assistenza: la prova è decisiva
Una donna cede la nuda proprietà di un immobile in cambio di assistenza. Successivamente, lamenta un inadempimento degli obblighi di assistenza e chiede la risoluzione del contratto. I tribunali, inclusa la Corte di Cassazione, respingono la sua richiesta. La decisione si fonda sulle prove testimoniali che hanno smentito l'inadempimento e hanno chiarito che una breve interruzione del servizio era dovuta a una scelta della stessa assistita. La sentenza sottolinea come la prova concreta dei fatti prevalga sulla mera allegazione dell'inadempimento.
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Contributi consortili: piano di classifica valido?
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per contributi consortili, sostenendo che il piano di classifica fosse obsoleto e che non vi fosse un beneficio diretto per il suo immobile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un piano di classifica, anche se datato e approvato sotto una normativa poi abrogata, mantiene la sua validità in virtù del principio di continuità normativa. Inoltre, ha ribadito che l'inclusione di un immobile nel perimetro consortile crea una presunzione di vantaggio, e spetta al contribuente l'onere di provare il contrario.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale che aveva applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha confermato che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto autonomamente dalla cassa ma richiede una specifica previsione di legge. È stato inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta illegittima.
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Autonomia associativa: chi paga i debiti locali?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi onorari a un'associazione nazionale per prestazioni svolte a favore di una sua sede territoriale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'autonomia associativa della sede locale, sancita dallo statuto, la rende l'unica responsabile dei propri debiti. La responsabilità non si trasferisce alla sede nazionale, neanche in caso di scioglimento della sezione locale.
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Spese stragiudiziali: quando sono risarcibili?
A seguito di un sinistro stradale, una automobilista contesta l'importo offerto dall'assicurazione a titolo di spese stragiudiziali, ritenendolo insufficiente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le spese stragiudiziali costituiscono un danno emergente e, come tali, il loro rimborso è subordinato alla prova rigorosa della loro utilità, congruità e dell'effettivo esborso da parte del danneggiato.
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