LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n.115 del 2002, art. 13 — Anno 2025

Pagina 11 di 15

299 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n.115 del 2002, art. 13

Lavoro socialmente utile: quando è subordinato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice impiegata per 14 anni come bibliotecaria da un Comune tramite un progetto di lavoro socialmente utile (LSU). La Corte ha confermato la decisione di secondo grado che riconosceva la natura di lavoro subordinato, data la stabilità, l'orario fisso e l'integrazione nell'organizzazione dell'ente. Il ricorso del Comune è stato dichiarato inammissibile principalmente per violazione del principio di autosufficienza, non avendo l'ente riportato correttamente gli atti processuali a sostegno delle proprie tesi.
Continua »
Retribuzione di risultato e principio di diritto
Una pubblica amministrazione ha impugnato una sentenza che la condannava al pagamento di differenze sulla retribuzione di risultato ai propri dirigenti. L'ente sosteneva che dovesse applicarsi un nuovo orientamento della Cassazione, ma la Corte ha respinto questa tesi, riaffermando il carattere vincolante del principio di diritto precedentemente stabilito per il caso specifico. Ha però corretto la decisione sul calcolo degli accessori, confermando il divieto di cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria per i crediti di lavoro pubblico.
Continua »
Interruzione prescrizione: prova tardiva è valida?
Una contribuente si opponeva a un'intimazione di pagamento sostenendo che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che l'interruzione prescrizione può essere provata anche con documenti prodotti tardivamente in giudizio dall'agente di riscossione, poiché il giudice del lavoro ha il potere di rilevarli d'ufficio. I motivi di ricorso relativi alla conformità dei documenti sono stati giudicati inammissibili per genericità.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata contro la sentenza che annullava l'imposizione di un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che l'introduzione di prelievi obbligatori è una prerogativa esclusiva del legislatore, non rientrando nei poteri autonomi degli enti previdenziali, confermando l'illegittimità della trattenuta e il diritto del pensionato alla restituzione delle somme.
Continua »
Assegno nucleo familiare: onere della prova del reddito
La richiesta di un lavoratore straniero per l'assegno nucleo familiare è stata definitivamente respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che il richiedente ha l'onere della prova di dimostrare il reddito complessivo di tutto il nucleo familiare, inclusi i membri residenti all'estero. La mancata fornitura di tale prova impedisce il riconoscimento del diritto, poiché il requisito reddituale è un elemento costitutivo della prestazione.
Continua »
Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La richiesta di un cittadino straniero per l'assegno nucleo familiare è stata respinta per non aver fornito prova sufficiente del reddito totale del suo nucleo familiare, compresi i membri residenti all'estero. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi inferiori, sottolineando che la dimostrazione del requisito reddituale è una condizione obbligatoria per ottenere il beneficio e un onere che ricade interamente sul richiedente.
Continua »
Fiscalizzazione oneri sociali: no per imprese edili
Una società edile ha richiesto la fiscalizzazione oneri sociali, sostenendo la natura manifatturiera della propria attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa di riferimento esclude esplicitamente le imprese edili da tale beneficio, indipendentemente dalla classificazione ISTAT o dalla natura trasformativa dell'attività svolta.
Continua »
Decadenza indennità agricola: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori agricoli contro l'ente previdenziale, confermando la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La decisione si fonda sulla mancata impugnazione della cancellazione dagli elenchi nei termini di legge. La Corte ha chiarito che, nonostante una temporanea abrogazione della norma, la decadenza indennità agricola è un principio applicabile, con termini che hanno ripreso a decorrere dal 6 luglio 2011, rendendo tardiva qualsiasi successiva contestazione.
Continua »
Licenziamento disciplinare: la difesa è un diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento disciplinare di un dirigente, intimato prima della scadenza del termine per presentare le difese. La Corte ha stabilito che il recesso è ingiustificato se il datore di lavoro non attende la scadenza dei termini, specialmente se il lavoratore non ha potuto esercitare pienamente il suo diritto di difesa a causa di una detenzione domiciliare. La violazione di tali garanzie procedurali non comporta la nullità del licenziamento, ma lo rende 'ingiustificato', con diritto del lavoratore a un'indennità supplementare come previsto dalla contrattazione collettiva, escludendo la reintegrazione.
Continua »
Iscrizione registro organi sociali: quando è legittima?
Un ex dirigente di un istituto di credito ha contestato la sua inclusione nel registro degli organi sociali tenuto dall'autorità di vigilanza, sostenendo la violazione della privacy dato il carattere onorifico del suo ruolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della registrazione basata sullo statuto della banca e sulla delibera di nomina. La sentenza chiarisce che una motivazione giudiziaria, seppur non condivisa dalla parte soccombente, non è censurabile se logicamente coerente. L'iscrizione registro organi sociali è stata ritenuta corretta.
Continua »
Querela di falso: i requisiti di ammissibilità
Un imprenditore contesta decreti ingiuntivi basati su una scrittura privata, proponendo una querela di falso. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per vizi procedurali, sottolineando la necessità di specificare chiaramente gli elementi e le prove della falsità e di non mescolare motivi di ricorso eterogenei.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine
Una lavoratrice ha citato in giudizio la società cooperativa datrice di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti lavoro. Per i rapporti di lavoro privi di una solida stabilità reale, come quelli successivi alle riforme del 2012 e 2015, il termine di prescrizione quinquennale per i crediti retributivi non decorre in corso di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. Questa regola è stata ritenuta applicabile anche ai soci lavoratori di cooperative, garantendo una maggiore tutela al lavoratore che potrebbe temere ritorsioni in caso di azione legale durante il rapporto.
Continua »
Contratti a termine illegittimi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di una serie di contratti a termine stipulati da un ente locale con un lavoratore, basati su una legge regionale finalizzata all'occupazione. La Corte ha confermato che la reiterazione di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli dell'amministrazione costituisce un abuso, rendendo i contratti a termine illegittimi. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, respingendo sia il ricorso dell'ente pubblico che quello del dipendente relativo alla liquidazione delle spese legali.
Continua »
Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i diversi termini di prescrizione per i crediti tributari. La Corte ha stabilito che per le imposte erariali (IRPEF, IRAP, IVA) si applica il termine ordinario di dieci anni, mentre per le sanzioni e gli interessi il termine è di cinque anni. La decisione affronta anche questioni procedurali cruciali, come le modalità di contestazione delle copie documentali e la legittimità della difesa in giudizio dell'Agente della riscossione tramite avvocati del libero foro.
Continua »
Impugnazione e termini: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15866/2025, ha rigettato l'impugnazione di una società contro un'intimazione di pagamento. La Corte ha stabilito che presunte violazioni procedurali in primo grado non comportano la nullità della sentenza d'appello, poiché quest'ultima riesamina l'intero merito della causa. È stato inoltre chiarito che la richiesta di rateizzazione e la mancata contestazione di precedenti atti esecutivi equivalgono a un riconoscimento del debito, rendendo irrilevanti le contestazioni sulla notifica delle cartelle originarie. L'impugnazione è stata quindi ritenuta inammissibile e infondata.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente viene accertato per capitali non dichiarati all'estero. L'Agenzia delle Entrate applica il raddoppio termini accertamento previsto dal D.L. 78/2009. La Corte di Cassazione chiarisce che tale raddoppio, essendo una norma procedurale, si applica anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. Tuttavia, la presunzione legale di evasione, di natura sostanziale, non è retroattiva. L'Agenzia può comunque provare l'evasione tramite presunzioni semplici basate sugli stessi fatti. La sentenza è cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha richiesto un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE da parte dell'Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione decennale per tali azioni decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, qualificando l'azione come un abuso del processo data la consolidata giurisprudenza contraria sulla prescrizione medici specializzandi.
Continua »
Contributi consortili: riscossione e ruolo ancora validi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17122/2025, ha stabilito la piena legittimità della riscossione dei contributi consortili tramite iscrizione a ruolo. Anche a seguito delle riforme legislative, il sistema di riscossione coattiva per i consorzi di bonifica resta valido grazie alla 'clausola di continuità' e ai principi del codice civile, respingendo il ricorso di alcuni contribuenti.
Continua »
Proventi illeciti tassabili: Cassazione conferma
Un socio di una società di assicurazioni ha impugnato un avviso di accertamento relativo a proventi derivanti da truffa e appropriazione indebita, sostenendo che tali somme, dovendo essere restituite alle vittime, non fossero tassabili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il principio secondo cui i proventi illeciti tassabili costituiscono reddito imponibile, a meno che non siano già stati sottoposti a confisca. La Corte ha inoltre stabilito la validità dell'avviso di accertamento anche se non allega il verbale di constatazione, a condizione che ne riproduca il contenuto essenziale.
Continua »
Danno da ritardo: onere della prova e nesso causale
Un ex dipendente pubblico, licenziato a seguito di una condanna penale, ha citato in giudizio il suo datore di lavoro per ottenere un risarcimento per il ritardo nel processo di riammissione previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il danno da ritardo presuppone che il lavoratore dimostri il nesso causale. In particolare, il dipendente deve provare che un procedimento disciplinare tempestivo avrebbe verosimilmente portato a un esito favorevole (la riammissione), onere che in questo caso non è stato soddisfatto.
Continua »