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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Terza Civile

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379 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13615/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro una cartella di pagamento per violazioni stradali, di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, il blocco di pagamenti dalla P.A. o la perdita di benefici. In assenza di tale prova, l'azione legale è inammissibile per carenza di interesse ad agire.
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Revocatoria vincolo di destinazione: i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13414/2025, rigetta il ricorso di un fideiussore che aveva costituito un vincolo di destinazione su un suo immobile. La Corte chiarisce i requisiti per l'azione revocatoria di un atto gratuito posteriore al sorgere del credito, confermando che è sufficiente la sola consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio al creditore (scientia damni), la quale può essere provata anche per presunzioni. Viene inoltre precisato il momento da cui decorre il termine per la riassunzione del processo in caso di morte della parte.
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Responsabilità consulente tecnico: quando è esclusa?
Un uomo, condannato per estorsione sulla base di una perizia fonica e poi assolto in appello grazie a una nuova perizia di esito opposto, ha citato per danni i consulenti tecnici. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, escludendo la responsabilità del consulente tecnico. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcuna colpa, neanche lieve, nel loro operato e che la loro perizia non era l'unica causa della condanna, essendoci altri elementi probatori a carico dell'imputato.
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Cessione del credito PA: contratto batte legge speciale
Una società di factoring si è vista negare il pagamento di crediti acquistati da una clinica privata verso un'Azienda Sanitaria Locale. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che una specifica clausola contrattuale, che richiedeva l'espressa accettazione della Pubblica Amministrazione per la cessione del credito PA, è pienamente valida e prevale sulle norme generali in materia di factoring che prevedono il silenzio-assenso. La Corte ha sottolineato che il contratto fa legge tra le parti e le sue condizioni si estendono anche al cessionario del credito.
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Ripetizione di indebito: no se la causa è legittima
Una compagnia aerea ha citato in giudizio il proprio fornitore di carburante per ottenere la restituzione delle tariffe aeroportuali (c.d. 'airport fees') pagate, sostenendo che fossero illegittime. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ripetizione di indebito non è fondata se il pagamento ha una causa legittima, come in questo caso il contratto di fornitura. Il fornitore si era limitato a trasferire un costo imposto a monte dalle società di gestione aeroportuale, senza applicare ricarichi. L'eventuale illecito, quindi, non risiedeva nel rapporto tra fornitore e compagnia aerea, ma in quello tra gestori aeroportuali e fornitore.
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Responsabilità del custode: quando la colpa esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti della responsabilità del custode di una strada in caso di incidente mortale. Il ricorso dei familiari di un automobilista, deceduto a seguito di uno scontro con un mezzo d'opera, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la condotta anomala e imprevedibile della vittima, come una grave disattenzione o un malore, può integrare un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento, esonerando così l'ente gestore da ogni responsabilità, anche in presenza di presunte carenze nella segnaletica del cantiere.
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Rinnovazione Trascrizione Pignoramento: Stop Esecuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15241/2025, ha stabilito che la mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento entro 20 anni comporta l'improseguibilità dell'esecuzione immobiliare. Questa regola vale anche se il processo è stato sospeso o se vi è stata un'aggiudicazione provvisoria del bene. La sentenza sottolinea come la rinnovazione trascrizione pignoramento sia un onere inderogabile per il creditore, finalizzato a garantire la pubblicità e la certezza dei traffici giuridici immobiliari, la cui omissione determina l'estinzione dell'intera procedura.
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Polizze linked: la Cassazione conferma la nullità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia assicurativa, confermando la nullità di una polizza linked. La Corte ha ribadito che, se il rischio finanziario grava interamente sul cliente senza garanzia del capitale, il contratto si qualifica come prodotto finanziario e deve rispettare le norme del Testo Unico della Finanza (TUF), pena la nullità.
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Soccombenza virtuale: chi paga le spese processuali?
Una società di trasporti non rispetta un'ordinanza cautelare che le imponeva di liberare due garanti da un debito bancario entro un termine. Le garanti avviano l'esecuzione forzata e la società si oppone. Sebbene la questione si risolva, la Corte di Cassazione applica il principio di soccombenza virtuale, condannando la società al pagamento delle spese legali perché, al momento dell'avvio dell'esecuzione, era inadempiente e quindi avrebbe perso la causa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un caso di revocatoria ordinaria giunge in Cassazione, ma le parti trovano un accordo transattivo e presentano una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà delle parti, dichiara estinto il giudizio di legittimità senza pronunciarsi sulle spese, applicando la specifica normativa processuale.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16298/2025, ha respinto il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro borsa di studio, percepita per corsi iniziati dopo il 1991. La Corte ha stabilito che la remunerazione medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 è correttamente disciplinata dal d.lgs. 257/1991 e non è soggetta né a rivalutazione né ad adeguamento triennale, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato e richiamando una recente decisione delle Sezioni Unite.
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Prescrizione borsa di studio specializzandi: 5 anni
Una specializzanda in medicina ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un'adeguata remunerazione, ma la sua richiesta è stata respinta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16296/2025, ha confermato che il diritto a percepire le differenze sulla borsa di studio si estingue in cinque anni. La Corte ha stabilito che la prescrizione della borsa di studio è quinquennale perché si tratta di un credito da pagarsi periodicamente, come previsto dall'art. 2948, n. 4, c.c., e non decennale come sostenuto dalla ricorrente.
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Risarcimento specializzandi: Cassazione e lite temeraria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione avvenuta tra il 1979 e il 1990. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il diritto si è prescritto, essendo il termine decennale scaduto nel 2009. Inoltre, ha condannato i ricorrenti per lite temeraria, sanzionando l'abuso del processo per aver sollevato questioni giuridiche già ampiamente decise in centinaia di casi identici.
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Termine breve impugnazione: ricorso tardivo e inammissibile
Un proprietario impugna una condanna per infiltrazioni dal suo balcone. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancato rispetto del termine breve impugnazione di 60 giorni, decorrente dalla prima notifica della sentenza di appello, a prescindere da chi l'abbia effettuata.
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Scientia damni: prova e onere in revocatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un debitore e di una banca contro la revoca di un'ipoteca. La Corte ha confermato che la prova della scientia damni, ovvero la consapevolezza di arrecare danno ai creditori, può essere fornita anche tramite presunzioni basate su indizi gravi, precisi e concordanti, come il ruolo del debitore in una società fallita e la conoscenza della sua situazione patrimoniale da parte della banca.
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Opponibilità cessione credito: guida alla sentenza
Una società finanziaria agisce contro un ente pubblico per il pagamento di crediti derivanti da forniture, ottenuti tramite cessione. L'ente si oppone, sostenendo la necessità della sua adesione secondo una vecchia normativa. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per un vizio di notifica, ma chiarisce un punto fondamentale sull'opponibilità cessione credito: si applica la legge vigente al momento della cessione (in questo caso il Codice degli Appalti del 2006), che non richiede più l'adesione della PA, ma un meccanismo di silenzio-assenso.
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Azione surrogatoria: come recuperare un credito
Un'impresa edile ha eseguito lavori per un Comune senza un contratto scritto. Di fronte al mancato pagamento, l'impresa ha utilizzato l'azione surrogatoria, agendo al posto del funzionario comunale inadempiente per citare in giudizio lo stesso Comune per arricchimento ingiustificato. La Corte di Cassazione ha confermato la validità di questa procedura, stabilendo che un creditore può sostituirsi al proprio debitore (in questo caso, il funzionario) per esercitare un suo diritto (l'azione verso il Comune) e recuperare così il proprio credito.
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Onere della prova trasporto: i limiti del ricorso
L'appello di una società di trasporti per un danno a un macchinario è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ribadito che il ricorso non può contestare la valutazione dei fatti del giudice di merito, ma solo violazioni di legge. L'onere della prova del danno spetta a chi lo lamenta, e il ricorso deve essere specifico, non generico, nel contestare le carenze probatorie.
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Azione diretta subvettore: quando è valida la CMR?
Una società produttrice contesta un'ingiunzione di pagamento emessa a favore di un subvettore, negando l'esistenza di un rapporto contrattuale diretto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'azione diretta del subvettore nei confronti del mittente. La lettera di vettura internazionale (CMR), sottoscritta dal mittente, è considerata prova sufficiente del contratto di trasporto e della conseguente obbligazione di pagamento, anche in presenza di una complessa catena di subappalti.
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Eccezioni opponibili al factor: il caso Cassazione
Un'impresa committente ha sospeso il pagamento a una società di factoring a causa dell'inadempimento del creditore originale, che non aveva fornito una polizza assicurativa decennale obbligatoria. La Corte di Cassazione ha confermato che si tratta di una delle eccezioni opponibili al factor, in quanto legata alla corretta esecuzione del contratto originario e quindi all'esigibilità del credito. La sentenza chiarisce inoltre le regole sui pagamenti ai subappaltatori quando l'appaltatore entra in amministrazione straordinaria.
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