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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Terza Civile

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Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Occupazione illegittima: no a danni presunti
Una società alberghiera chiede il risarcimento per l'occupazione illegittima di un locale da parte di una società di distribuzione elettrica. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, rigetta la richiesta di risarcimento, stabilendo che il danno da occupazione illegittima non è presunto (in re ipsa), ma deve essere specificamente provato dal proprietario dimostrando una concreta perdita economica.
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Ricorso improcedibile: il termine per l’iscrizione
Un giocatore si è visto negare una cospicua vincita da una società di giochi a causa di un presunto malfunzionamento del sistema. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile non per il merito della questione, ma per un errore procedurale: il mancato deposito del ricorso entro il termine perentorio di 20 giorni dalla notifica. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
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Garanzia a prima richiesta: effetti della nullità ABI
La Cassazione chiarisce che, in presenza di una garanzia a prima richiesta, la nullità parziale delle clausole anticoncorrenziali (schema ABI) non travolge l'intero contratto. Per interrompere la decadenza prevista dall'art. 1957 c.c., è sufficiente una richiesta stragiudiziale del creditore, senza necessità di un'azione in giudizio. La Corte ha respinto il ricorso dei garanti, sottolineando che la natura autonoma della garanzia rende irrilevante la cessazione del loro interesse soggettivo (come la vendita delle quote della società debitrice).
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Accreditamento provvisorio: serve il contratto scritto?
Una società finanziaria, dopo aver acquisito un credito da una clinica privata verso un'ASL, ha agito in giudizio per ottenerne il pagamento. I giudici di merito e la Cassazione hanno respinto la richiesta, sottolineando che l'accreditamento provvisorio della struttura sanitaria non è sufficiente. Per fondare il diritto al pagamento è indispensabile la stipula di un apposito contratto scritto con l'ente pubblico, documento che nel caso di specie mancava.
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Responsabilità custode e guida: quando è caso fortuito
I familiari di una donna e un bambino, deceduti in un incidente stradale uscendo di strada e finendo in un canale, citavano in giudizio l'ente proprietario della strada per la mancata installazione di barriere protettive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. La sentenza d'appello si basava su una doppia motivazione non interamente impugnata: l'assenza di un obbligo di installare barriere e l'irrilevanza delle stesse data l'altissima velocità della conducente, la cui condotta ha interrotto il nesso causale, escludendo la responsabilità custode dell'ente.
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Ricorso Inammissibile: Autosufficienza e Limiti
Una società locatrice contesta l'applicazione di interessi moratori tipici delle transazioni commerciali, sostenendo che il rapporto fosse una locazione e non un appalto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza, poiché la ricorrente non ha allegato il testo del contratto, impedendo alla Corte di valutare la presunta errata interpretazione. La decisione sottolinea l'importanza di redigere ricorsi completi e il divieto per la Cassazione di riesaminare i fatti.
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Riscossione coattiva: sì al ruolo senza titolo esecutivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente pubblico che interviene per onorare una garanzia su un finanziamento privato, in caso di inadempimento del debitore, può procedere alla riscossione coattiva delle somme tramite iscrizione a ruolo, senza necessità di ottenere preventivamente un titolo esecutivo. La Corte ha chiarito che, con il pagamento e la surroga, il credito muta la sua natura da privatistica a pubblicistica, essendo finalizzato al recupero di risorse pubbliche. Questa trasformazione giustifica l'utilizzo degli strumenti di riscossione previsti per le entrate pubbliche.
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Locazione Consorzi Industriali: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha confermato che la locazione consorzi industriali di loro immobili è legittima, anche se le leggi regionali promuovono il leasing. Un contratto di locazione ordinaria non è automaticamente nullo. La Corte ha inoltre ribadito che spetta all'inquilino l'onere di provare i requisiti per ottenere riduzioni del canone, come la qualifica di impresa artigiana.
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Inadempimento contrattuale: quando si applica?
In un complesso caso di inadempimento contrattuale derivante da un'operazione immobiliare speculativa, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del promissario acquirente. L'ordinanza chiarisce che la statuizione sulla soccombenza virtuale, contenuta in una sentenza che dichiara cessata la materia del contendere, può passare in giudicato se non viene impugnata, precludendo un nuovo esame dei fatti. Viene inoltre confermata l'ampia nozione di 'imprenditore' ai fini dell'applicazione degli interessi moratori nelle transazioni commerciali.
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Responsabilità locatore immissioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23881/2025, affronta il tema della responsabilità del locatore per le immissioni intollerabili prodotte dal conduttore. Nel caso di specie, i proprietari di un appartamento citavano in giudizio il locatore di un locale commerciale sottostante, il cui conduttore gestiva un'attività di ristorazione fonte di rumori molesti. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità del locatore non è automatica. Essa sorge solo se si prova un suo concorso nel fatto dannoso, ad esempio per aver affittato l'immobile pur potendo prevedere, con l'ordinaria diligenza, che l'attività del conduttore avrebbe causato danni a terzi. Tale prova, nel caso specifico, non è stata fornita. Similmente, è stata esclusa la responsabilità del condominio, il cui obbligo di vigilanza sul rispetto del regolamento spetta all'amministratore.
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Autonoma ratio decidendi: appello inammissibile
Una società in concordato si oppone a un precetto. La Corte d'Appello rigetta l'opposizione con due motivazioni. La società ricorre in Cassazione impugnandone solo una. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per mancata impugnazione della seconda autonoma ratio decidendi, che da sola sorreggeva la decisione.
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Azione revocatoria: prova della cessione del credito
Una società vende il suo unico immobile non ipotecato a un'altra impresa gestita da un parente stretto, dopo aver contratto un debito. Il creditore avvia un'azione revocatoria. Nel corso della causa, il credito viene ceduto. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia della vendita, chiarendo l'onere della prova in caso di cessione di crediti e confermando il potere del giudice di rilevare d'ufficio la mancanza di "data certa" di un documento. Il legame familiare è stato decisivo per dimostrare l'intento fraudolento.
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Borse specializzandi medici: no all’adeguamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che i medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 non hanno diritto all'adeguamento economico previsto dalle normative successive. La sentenza chiarisce che il concetto di 'adeguata remunerazione' previsto dalle direttive europee non implica una retroattività degli aumenti delle borse specializzandi medici. Inoltre, viene confermato che l'attività dello specializzando non costituisce un rapporto di lavoro subordinato.
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Recesso contratto di locazione: prova della ricezione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16172/2025, ha rigettato il ricorso di una società conduttrice, stabilendo che il recesso dal contratto di locazione produce effetti solo se il conduttore fornisce la prova dell'avvenuta ricezione della comunicazione da parte del locatore. La Corte ha sottolineato che il recesso è un atto unilaterale recettizio e l'onere della prova grava su chi intende avvalersene. Di conseguenza, è stata confermata la condanna della conduttrice al risarcimento dei danni all'immobile.
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Risarcimento danno cane randagio: la prova del fatto
Una richiesta di risarcimento danno cane randagio viene respinta in tutti i gradi di giudizio per mancata prova della dinamica dell'incidente. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che le dichiarazioni dei testimoni riportate in un verbale di polizia non costituiscono prova legale e che la Corte non può riesaminare i fatti. Il caso evidenzia l'importanza cruciale di fornire prove concrete e circostanziate per ottenere un risarcimento.
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Azione revocatoria: ipoteca non esclude pregiudizio
Un creditore ha esercitato un'azione revocatoria contro la vendita di immobili effettuata dal suo debitore. Il debitore sosteneva che la vendita non causasse pregiudizio, poiché gli immobili erano già ipotecati. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che l'esistenza di un'ipoteca non annulla l'"eventus damni" (il pregiudizio). La valutazione deve considerare la possibilità futura che l'ipoteca venga estinta, rendendo l'azione revocatoria uno strumento valido per tutelare i diritti del creditore. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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Ricognizione di debito e revocatoria: la data certa
In una causa di separazione, una moglie intenta un'azione revocatoria per un pagamento fatto dal marito al fratello, sostenendo che fosse fittizio. La Cassazione ha respinto il ricorso, validando il pagamento sulla base di una ricognizione di debito. La Corte ha stabilito che la copia conforme autenticata da un notaio è sufficiente a provare la data certa dell'atto, anche senza l'iscrizione a repertorio, e che un debito pecuniario senza scadenza è immediatamente esigibile.
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Danno non patrimoniale: prova e nesso di causalità
Una cittadina, danneggiata dalla condotta illecita di un presidente di seggio elettorale, ha chiesto il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale. Quest'ultimo era basato sulla sofferenza causata dalla diffusione mediatica della notizia e dai commenti offensivi di terzi. La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento del danno non patrimoniale, chiarendo che l'autore dell'illecito non risponde dei commenti fatti da altri, in quanto manca un nesso di causalità diretto. La Corte ha inoltre confermato la compensazione parziale delle spese legali a causa dell'accoglimento solo parziale della domanda di risarcimento.
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Sentenza Giudice di Pace: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Comune contro una sentenza del giudice di pace. La sentenza, riguardante una bolletta dell'acqua di €594, era stata emessa secondo equità dato il valore esiguo. Per questo tipo di sentenza del giudice di pace, l'unico rimedio è l'appello a motivi limitati, non il ricorso diretto in Cassazione.
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Adeguamento ISTAT locazione: la clausola è nulla
Una controversia su uno sfratto per morosità porta la Cassazione a chiarire i limiti dell'adeguamento ISTAT locazione. La Corte dichiara inammissibile il ricorso del locatore, confermando la nullità di una clausola che prevedeva un aggiornamento automatico del canone. Viene ribadito che la richiesta di adeguamento deve essere annuale e che la risoluzione del contratto è giustificata solo in caso di inadempimento di non scarsa importanza, valutazione rimessa al giudice di merito.
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