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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

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2836 provvedimenti

Rendita catastale: quali componenti includere
Una società energetica contestava l'inclusione di pozzi, vapordotti e trasformatori nel calcolo della rendita catastale di una centrale geotermica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tutti i componenti strutturalmente e funzionalmente essenziali alla produzione di energia, anche se esterni all'edificio principale, devono essere inclusi nella valutazione, in quanto costituiscono un unico complesso produttivo. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
In una controversia tra un ente previdenziale e un professionista per la remunerazione di perizie, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La decisione sottolinea che tale esito, basato su un accordo, fa venir meno l'efficacia delle sentenze precedenti e, soprattutto, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Rendita catastale pozzi geotermici: esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29889/2023, ha stabilito che i pozzi geotermici, essendo impianti funzionali alla produzione di energia, non devono essere inclusi nel calcolo della rendita catastale. La decisione si basa sulla Legge n. 208/2015, che esclude dalla stima diretta gli impianti destinati a specifici processi produttivi. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che voleva includerli, sia quello della società energetica su altri aspetti tecnici della valutazione.
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Rendita catastale centrale geotermica: cosa includere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29876/2023, ha stabilito che per la determinazione della rendita catastale di una centrale geotermica, nel regime normativo antecedente al 1° gennaio 2016, devono essere inclusi tutti i componenti essenziali al processo produttivo. Questo include pozzi di estrazione e reiniezione, vapordotti, alternatori e trasformatori, in quanto parti non separabili che garantiscono l'autonomia funzionale e reddituale dell'impianto. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva i pozzi, rigettando il ricorso originario della società contribuente.
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Esenzione IRAP sindaco: onere della prova sull’uso
Un professionista, che svolge anche il ruolo di sindaco in società di capitali, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata sui compensi relativi a tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IRAP sindaco spetta solo se il contribuente fornisce la prova rigorosa che tale attività è stata svolta in modo del tutto separato e senza avvalersi della propria autonoma organizzazione professionale. L'incapacità di fornire tale prova determina l'assoggettamento a imposta.
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Rendita catastale centrale geotermica: i pozzi contano
In una controversia sulla rendita catastale di una centrale geotermica, la Corte di Cassazione ha stabilito che, per il periodo d'imposta antecedente al 1° gennaio 2016, i pozzi di estrazione e reiniezione, i vapordotti, gli alternatori e i trasformatori devono essere inclusi nel calcolo. La Corte ha chiarito che tali elementi sono componenti funzionali ed essenziali dell'impianto, non assimilabili a pertinenze di miniere, e contribuiscono a definirne l'autonomia funzionale e reddituale.
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Motivo di appello: la specificità per l’ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i ricorrenti si sono limitati a riproporre le loro tesi difensive senza criticare specificamente le motivazioni della sentenza d'appello. Il caso riguardava un'opposizione a un'esecuzione forzata basata sul presunto uso improprio di fondi di un mutuo da parte di una banca. La Corte ha ribadito che un motivo di appello, per essere ammissibile, deve contenere una critica argomentata della decisione impugnata, non una mera riproposizione delle proprie difese.
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Rendita catastale pozzi geotermici: esclusi dal 2016
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rendita catastale dei pozzi geotermici non deve includere il valore dei pozzi stessi. A partire dal 1° gennaio 2016, questi elementi sono considerati impianti funzionali al processo produttivo e non parti strutturali dell'immobile, grazie alla Legge di Stabilità 2016. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, correggendo la motivazione della sentenza d'appello ma confermandone l'esito a favore di una società energetica. Ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della società, in quanto parte totalmente vittoriosa nel precedente giudizio.
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Rendita catastale impianti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della determinazione della rendita catastale impianti per una centrale geotermica, stabilendo che il valore dei pozzi di estrazione e reiniezione deve essere escluso. La decisione si fonda sulla Legge di Stabilità 2016, la quale esclude dalla stima catastale i cosiddetti 'imbullonati', ovvero tutti i macchinari e gli impianti funzionali allo specifico processo produttivo. La Corte ha così rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, correggendo la motivazione della sentenza di secondo grado ma confermandone l'esito a favore dell'azienda energetica.
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Esenzione Irpef vittime del dovere: la decorrenza
Un contribuente, riconosciuto come vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'Irpef versata sulla sua pensione per gli anni 2012-2016. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione Irpef per le vittime del dovere non è retroattiva. Il beneficio fiscale, introdotto dalla Legge n. 232/2016, si applica esclusivamente a partire dal 1° gennaio 2017, come espressamente previsto dalla norma. La Corte ha sottolineato la volontà del legislatore di procedere a un'equiparazione progressiva e non immediata dei benefici rispetto ad altre categorie di vittime.
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Medico specializzando: esclusività e lavoro esterno
Una dottoressa in formazione specialistica ha visto il suo contratto risolto per aver svolto attività professionali esterne. Ha impugnato la decisione, sostenendo che la legge italiana sull'esclusività fosse contraria al diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la norma nazionale sull'obbligo di esclusività per il medico specializzando è una legittima attuazione del principio europeo della formazione a tempo pieno. La risoluzione del contratto è stata ritenuta giustificata a causa della violazione reiterata e protratta del divieto.
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Licenziamento disciplinare: la Cassazione fa chiarezza
Un dirigente tecnico di un ente pubblico, a seguito di un licenziamento disciplinare per gravi irregolarità, ha visto il suo ricorso respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi, applicando il principio della "doppia conforme", che preclude il riesame dei fatti già accertati da due sentenze concordanti. La Corte ha inoltre chiarito che il principio di imparzialità nei procedimenti disciplinari non equivale a quello giudiziario, non potendo il datore di lavoro essere considerato un organo terzo.
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Rimborso prestazioni sanitarie: onere della prova
Un laboratorio di analisi cliniche ha agito contro un'Azienda Sanitaria Provinciale per ottenere il pagamento di un importo maggiore per prestazioni erogate, contestando l'applicazione di tariffe ridotte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del laboratorio, confermando la decisione della Corte d'Appello. La Cassazione ha ritenuto i motivi del ricorso inammissibili per genericità, in quanto non contestavano specificamente la mancata prova del credito da parte del laboratorio, ribadendo che l'onere della prova sul corretto ammontare del rimborso prestazioni sanitarie spetta a chi lo richiede.
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Procura speciale cassazione: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa di un vizio formale insuperabile: la procura speciale cassazione non era stata conferita specificamente per il giudizio di legittimità, ma per il precedente grado di appello. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per gli atti di impugnazione dinanzi alla Suprema Corte, un difetto che assorbe l'esame nel merito di ogni altra questione sollevata.
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Negozio fiduciario: l’atto ricognitivo è vincolante
Una controversia su un trasferimento immobiliare basato su un accordo privato che riconosceva un negozio fiduciario. La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo bilaterale di questo tipo non ha solo valore di prova, ma crea un'obbligazione vincolante al trasferimento. La Corte ha inoltre chiarito la distinzione tra condizione sospensiva e termine di adempimento, qualificando la clausola sulla definizione dei conteggi come un termine che regola l'esecuzione e non l'efficacia del contratto.
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Danno da licenziamento illegittimo: guida completa
La Cassazione chiarisce che l'indennità per licenziamento illegittimo non copre tutti i danni. Il lavoratore ha diritto a provare e ottenere un ulteriore risarcimento per il danno professionale e per il danno esistenziale subiti, distinti dalla mera perdita della retribuzione.
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Visita preassuntiva: non è condizione sospensiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29333/2023, ha stabilito che la necessità di una visita preassuntiva non costituisce una condizione sospensiva per l'assunzione se l'accordo transattivo tra le parti prevedeva un'assunzione "contestuale alla sottoscrizione". Un'azienda di trasporti è stata condannata a risarcire tre lavoratori per il ritardo nell'assunzione, poiché la Corte ha ritenuto che l'azienda si fosse assunta il rischio di eventuali ritardi nell'espletamento della visita medica.
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Sconto contrattuale: vale anche se la legge scade?
Una struttura sanitaria si opponeva a uno sconto del 20% applicato da un'ASL, sostenendo che la legge impositiva fosse scaduta. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che lo sconto contrattuale, inserito volontariamente negli accordi tra le parti, è vincolante di per sé. Il contratto diventa fonte autonoma dell'obbligo, indipendentemente dalla vigenza della legge originaria.
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Risarcimento danno treno: la Cassazione conferma
A seguito del ritardo di quasi 24 ore di un treno, una passeggera ha ottenuto un risarcimento per danno patrimoniale e non patrimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia ferroviaria, confermando che eventi meteorologici prevedibili non costituiscono forza maggiore. La Corte ha stabilito che un disagio così grave, unito alla mancanza di assistenza, lede diritti fondamentali della persona, giustificando un pieno risarcimento danno treno, che va oltre gli indennizzi automatici.
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Qualifica di armatore: onere della prova e licenziamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di navigazione contro la sentenza che annullava il licenziamento di un marittimo per difetto di forma scritta. La società sosteneva di non avere la qualifica di armatore al momento dei fatti, ma la Corte ha ritenuto i motivi del ricorso incentrati su questioni di fatto e privi di autosufficienza, confermando la presunzione che il proprietario della nave sia anche l'armatore in assenza di prova contraria.
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