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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2024

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Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Taratura Autovelox: onere della prova e validità multa
Una società agricola ha impugnato una multa per eccesso di velocità, sostenendo la mancata prova del corretto funzionamento del dispositivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19732/2024, ha respinto il ricorso, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova in materia di taratura autovelox. Se l'Amministrazione dimostra l'omologazione e la recente calibrazione periodica, spetta al cittadino provare il malfunzionamento del dispositivo. In questo caso, la taratura era avvenuta solo tre giorni prima dell'infrazione, rendendo la sanzione legittima.
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Successione nell’appalto: quando scatta l’obbligo?
Un lavoratore chiede di continuare il rapporto di lavoro con la nuova azienda subentrata in un contratto di servizi. La Cassazione, confermando le decisioni precedenti, nega il trasferimento d'azienda e chiarisce che nella successione nell'appalto non vi è un automatico obbligo di assunzione se non previsto dal CCNL applicato dal nuovo datore di lavoro.
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Contratto a progetto nullo: sanzioni e conseguenze
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni a un'azienda per violazione degli obblighi di comunicazione, a seguito della riqualificazione di 77 contratti di lavoro. La Corte ha stabilito che un contratto a progetto, se privo di un progetto specifico e autonomo rispetto all'attività ordinaria, si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Di conseguenza, la comunicazione iniziale del contratto a progetto è considerata omessa, poiché non riflette la vera natura del rapporto, giustificando l'applicazione delle sanzioni amministrative.
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Mobilità volontaria: come si calcola lo stipendio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19613/2024, ha stabilito un importante principio in materia di mobilità volontaria nel pubblico impiego. In assenza di tabelle di equiparazione, l'amministrazione di destinazione, nel determinare il nuovo inquadramento retributivo, deve tenere conto delle progressioni economiche maturate dal dipendente presso l'ente di provenienza. Tuttavia, deve escludere dal calcolo la Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA), in quanto non facente parte dello stipendio tabellare. La decisione chiarisce come bilanciare il diritto del lavoratore a mantenere il livello retributivo raggiunto con i criteri organizzativi della nuova amministrazione.
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Fondo Garanzia TFR: pignoramento negativo è sufficiente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore può accedere al Fondo Garanzia TFR gestito dall'Istituto Previdenziale quando il pignoramento mobiliare nei confronti del datore di lavoro insolvente ha esito negativo. Non è necessario avviare preventivamente una procedura di fallimento, poiché la prova dell'insolvenza può essere fornita dall'infruttuosa esecuzione forzata e la non assoggettabilità a procedure concorsuali può essere valutata incidentalmente dal giudice del lavoro.
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Contratti a termine sanità: stop agli abusi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19570/2024, ha stabilito che l'utilizzo di una successione di contratti a termine sanità per soddisfare esigenze stabili e durature di un'azienda sanitaria pubblica è illegittimo. Anche in presenza di normative speciali di settore, non è possibile derogare al principio fondamentale di temporaneità ed eccezionalità che regola il lavoro a tempo determinato nel pubblico impiego. La Corte ha ritenuto che tale pratica costituisca un abuso, contrario anche al diritto dell'Unione Europea, poiché maschera un fabbisogno di personale permanente.
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Diritto alla mobilità: no a un obbligo per la P.A.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori della formazione professionale che chiedevano di obbligare l'Amministrazione regionale ad avviare le procedure di mobilità. La Corte ha confermato la decisione di merito, stabilendo che non sussiste un vero e proprio diritto alla mobilità azionabile in giudizio quando la normativa conferisce all'ente pubblico una mera facoltà discrezionale. L'attivazione di tali procedure rientra nelle potestà pubblicistiche, che devono rispondere a criteri di efficienza e equilibrio finanziario, non a un obbligo verso i singoli.
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Indebito pensionistico: recupero e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19561/2024, ha rigettato il ricorso di un erede contro l'INPS per il recupero di un indebito pensionistico. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il diritto alla prestazione spetta al pensionato e che, in caso di superamento dei limiti di reddito, l'ente può recuperare le somme entro un anno, senza necessità di dimostrare il dolo del percipiente.
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Fallito e ricorso: quando si può impugnare un atto?
La Corte di Cassazione affronta il tema della legittimazione del fallito a impugnare atti tributari. L'ordinanza stabilisce che, in caso di inerzia del curatore, il contribuente fallito può agire in giudizio per tutelare i propri interessi, anche se l'atto non è stato notificato al curatore. Nel caso specifico, il ricorso è stato parzialmente accolto per cessata materia del contendere e rigettato nel resto per difetto di autosufficienza.
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Trattamento pensionistico aziendale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di un ex dipendente contro una società di servizi pubblici. Gli eredi chiedevano l'inclusione di un'indennità di incentivazione nel calcolo del trattamento pensionistico aziendale. La Corte ha stabilito che una delibera aziendale del 1987, che modificava la retribuzione pensionabile, non poteva applicarsi retroattivamente a un dipendente andato in pensione nel 1973. La decisione ribadisce che le modifiche ai regimi pensionistici non si estendono ai lavoratori il cui rapporto di lavoro è cessato prima della loro entrata in vigore.
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Improcedibilità ricorso: Guida alla relata di notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19475/2024, ha ribadito il principio dell'improcedibilità del ricorso per cassazione qualora il ricorrente non depositi, contestualmente al ricorso, la relata di notificazione della sentenza impugnata. Nel caso di specie, una società autostradale aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ma aveva omesso di allegare tale documento fondamentale. La Corte ha rigettato tutte le difese, inclusa quella dell'errore materiale e della mancata contestazione da parte avversaria, sottolineando che la verifica della tempestività è un controllo d'ufficio inderogabile, posto a tutela di un interesse pubblico. La decisione conferma un orientamento consolidato, ritenuto conforme anche alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
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IMU cessazione attività: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha contestato gli avvisi di accertamento IMU per i suoi immobili industriali non più in uso a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19471/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che, ai fini dell'IMU cessazione attività, l'imposta è dovuta sulla base del possesso e dell'iscrizione catastale dell'immobile, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. La Corte ha distinto tali beni dagli "immobili collabenti", che sono esenti perché privi di rendita, e ha confermato che la liquidazione volontaria non dà diritto a una sospensione automatica del tributo.
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Rinuncia al ricorso: la guida all’estinzione del processo
Un Comune aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una società immobiliare in materia di rimborso ICI per un immobile agricolo. Durante il procedimento, il Comune ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dalla società a seguito di un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, verificata la ritualità della rinuncia e dell'accettazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese né sul raddoppio del contributo unificato.
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IMU immobili strumentali: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha contestato il pagamento dell'IMU per i suoi immobili industriali, resi inutilizzati dalla cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di versare l'IMU per gli immobili strumentali sorge dal semplice possesso e dall'iscrizione al catasto con attribuzione di una rendita. La cessazione volontaria dell'attività produttiva non è una causa di sospensione o esenzione dal tributo, a differenza di specifiche procedure concorsuali previste dalla legge.
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Retribuzione feriale: incluse le indennità variabili
Una società di trasporti ferroviari ha negato a un macchinista l'inclusione di indennità variabili nella retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le voci retributive collegate alla mansione per non creare un deterrente economico al godimento delle ferie, in linea con il diritto dell'Unione Europea. Ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Anzianità avvocato stabilito: no al cumulo per i cassazionisti
Un avvocato, prima iscritto come 'avvocato stabilito' e poi integrato nell'albo ordinario, si è visto negare l'accesso all'albo dei cassazionisti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19976/2024, ha chiarito che l'anzianità maturata come avvocato stabilito non è cumulabile con quella successiva, poiché le due iscrizioni corrispondono a forme diverse di esercizio della professione basate su titoli differenti. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per ragioni procedurali, la Corte ha stabilito un importante principio di diritto sull'anzianità professionale.
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Procura speciale: quando è valida per la Cassazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la procura speciale conferita al difensore era stata rilasciata in data anteriore alla pubblicazione della sentenza impugnata, violando il requisito di posteriorità richiesto dalla legge per la validità dell'atto.
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IMU su immobili strumentali: obbligo anche senza attività
Una società industriale in liquidazione ha contestato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2018, relativo a immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. Secondo la Corte, il presupposto per l'applicazione dell'IMU su immobili strumentali è il possesso dell'immobile e la sua iscrizione in catasto con attribuzione di una rendita, a prescindere dal suo effettivo utilizzo produttivo. L'imposta ha natura patrimoniale e non reddituale; pertanto, la cessazione dell'attività non estingue né sospende l'obbligazione tributaria.
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Produzione documentale appello: limiti e prove tardive
Un fideiussore ha impugnato un'ordinanza di pagamento, eccependo per la prima volta in appello la nullità della fideiussione sulla base di uno schema anticoncorrenziale, supportando la tesi con un documento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la produzione documentale in appello è inammissibile se la parte non dimostra l'impossibilità di averla prodotta prima per causa non imputabile. La decisione ha anche chiarito gli effetti del recesso del fideiussore.
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Compenso difensore civico: quando il Comune può ridurlo
Un ex difensore civico ha citato in giudizio un Comune per ottenere un'indennità più elevata, sostenendo che fosse un diritto stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il compenso del difensore civico ha natura indennitaria. Di conseguenza, il Comune può legittimamente ridurlo attraverso specifiche delibere, come consentito dalla normativa, senza violare un diritto soggettivo del funzionario onorario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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