La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23172/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un caso di tentata importazione di un ingente quantitativo di cocaina. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il reato di tentativo importazione stupefacenti si configura quando gli atti preparatori, come le trattative con i fornitori, sono seri, affidabili e diretti in modo inequivocabile a introdurre la sostanza in Italia, anche se la consegna finale non avviene.
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