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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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598 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Notifica PEC agente riscossione: quando è valida?
Una società impugnava una cartella di pagamento per una tassa automobilistica, sostenendo la nullità della notifica PEC ricevuta da un indirizzo dell'Agente della Riscossione non presente nei pubblici elenchi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la Notifica PEC agente riscossione da un indirizzo non ufficiale non è di per sé nulla. Per invalidarla, il contribuente deve dimostrare di aver subito un pregiudizio concreto al proprio diritto di difesa. La Corte ha inoltre ritenuto corretta la liquidazione delle spese legali effettuata nel giudizio di primo grado.
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Valutazione immobile: la Cassazione e i metodi misti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una valutazione immobile effettuata dall'Agenzia delle Entrate tramite un approccio misto, che combina il metodo di capitalizzazione del reddito e quello sintetico-comparativo. La Corte ha ritenuto tale metodologia completa e ben motivata, respingendo le contestazioni di una società basate su una perizia di parte. L'ordinanza ha tuttavia accolto parzialmente il ricorso, applicando la riduzione del 20% sulle spese legali, poiché l'Agenzia era difesa da propri funzionari.
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Compensazione spese legali: la motivazione è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decisione di un giudice di disporre la compensazione spese legali deve essere sempre supportata da una motivazione esplicita che illustri le 'gravi ed eccezionali ragioni' che la giustificano. In un caso tributario, la Corte ha annullato la sentenza d'appello che aveva compensato le spese senza alcuna spiegazione, ribadendo il principio secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare le spese alla parte vittoriosa, salvo eccezioni debitamente motivate.
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Contributi consortili: onere della prova e giudicato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'ingiunzione di pagamento per contributi consortili. La Corte ha stabilito che l'inclusione di un immobile nel perimetro di contribuenza crea una presunzione di vantaggio per il proprietario. Spetta al contribuente l'onere di contestare specificamente e provare l'assenza di tale beneficio. Inoltre, è stato chiarito che una sentenza favorevole relativa a un'annualità d'imposta precedente non costituisce giudicato per le annualità successive, poiché il beneficio fondiario è un elemento variabile da valutare anno per anno.
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Compensazione spese legali: no se l’atto è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che è illegittima la compensazione delle spese legali a danno del contribuente che ha dovuto impugnare un'intimazione di pagamento basata su una cartella esattoriale già annullata con sentenza definitiva. Secondo la Corte, l'azione dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione è irrazionale e illogica, poiché, essendo parte del precedente giudizio, era a conoscenza della nullità dell'atto. Di conseguenza, l'ente deve essere condannato al pagamento integrale delle spese di lite in base al principio di soccombenza.
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Detrazione IVA frode: onere della prova del Fisco
Una società si è vista negare la detrazione IVA e la deduzione di costi per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26374/2025, ha ribadito i principi sull'onere della prova in materia di detrazione IVA in caso di frode. L'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del contribuente di partecipare alla frode. L'ordinanza analizza anche la deducibilità dei costi e delle spese per carburanti, specificando che il solo pagamento tracciabile non basta a provare l'inerenza della spesa.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla la sentenza
Una società ha impugnato un accertamento fiscale per il 2014, derivante dal disconoscimento di perdite dell'anno precedente. Il giudice d'appello ha confermato l'accertamento richiamando semplicemente la sua precedente decisione sul 2013, senza analizzare i motivi del ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato tale sentenza per motivazione apparente, affermando che il giudice deve sempre esaminare le specifiche censure delle parti. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Intervento volontario Agenzia Entrate: quando è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'intervento volontario dell'Agenzia delle Entrate in un processo tra contribuente e agente di riscossione è legittimo. Questo perché l'ente impositore ha un interesse giuridico diretto a tutelare la pretesa tributaria, che è l'oggetto principale della controversia. La Corte ha però annullato la condanna alle spese legali a favore di una parte non costituita in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società impugna un estratto di ruolo per cartelle non notificate. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un ricorso relativo alle sole spese legali, ha dichiarato l'azione originaria inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo in presenza di un concreto e attuale interesse ad agire, non ravvisabile nella mera assenza di notifica. Di conseguenza, l'intero processo è stato invalidato.
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Amministrazione Straordinaria IMU: no al rinvio del Fisco
Una società in amministrazione straordinaria con finalità liquidatoria ha richiesto di poter differire il pagamento dell'IMU, come previsto per fallimenti e liquidazioni coatte amministrative. La Corte di Cassazione ha negato questa possibilità, stabilendo che la norma sul differimento dell'IMU in Amministrazione Straordinaria è una norma agevolativa e, in quanto tale, non può essere applicata per analogia. La decisione si fonda sul principio di stretta interpretazione delle norme fiscali di favore, che non possono essere estese a casi non espressamente previsti dal legislatore.
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Società cancellata: notifica fiscale valida 5 anni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento fiscale a una società cancellata dal registro delle imprese è legittima se avviene entro cinque anni dalla cancellazione. In questo caso, un ex socio e liquidatore ha impugnato un accertamento IVA notificato dopo la cancellazione della società. La Corte ha rigettato il ricorso, applicando l'art. 28 del d.lgs. 175/2014, che introduce una 'finzione giuridica' di sopravvivenza della società ai soli fini fiscali, confermando che l'ex liquidatore mantiene la rappresentanza legale per ricevere gli atti e difendersi in giudizio.
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Ius Postulandi Agenzia Entrate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso riguardante il ius postulandi dell'Agenzia Entrate-Riscossione. La questione nasce da un appello dell'Agenzia dichiarato inammissibile per un presunto difetto nella rappresentanza legale. Prima di pronunciarsi sui motivi del ricorso dell'Agenzia e su quelli incidentali del contribuente, la Corte ha ritenuto necessario acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Minimi tariffari: Cassazione corregge il giudice
Un contribuente vince contro l'Agenzia delle Entrate ma si vede liquidare spese legali inferiori ai minimi tariffari. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, cassa la sentenza e ricalcola i compensi secondo i corretti parametri, sottolineando l'obbligo del giudice di rispettare i limiti di legge.
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Spese legali avvocato: Diritto al compenso in autodifesa
Un avvocato, difendendosi personalmente in una causa tributaria, si era visto negare dal giudice di merito il compenso professionale, con la sola liquidazione delle spese vive. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando un principio fondamentale: l'autodifesa dell'avvocato è un'attività professionale a tutti gli effetti e, in caso di vittoria, dà pieno diritto alla liquidazione degli onorari. La sentenza chiarisce che la compensazione delle spese legali avvocato è un'eccezione che richiede motivazioni gravi e non può basarsi sulla scelta del legale di difendersi da sé.
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Accertamento bancario: onere della prova del Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva invalidato un accertamento bancario per presunta carenza di motivazione. È stato ribadito che spetta al contribuente, e non al Fisco, fornire la prova analitica che i versamenti e i prelievi sui propri conti correnti non costituiscono ricavi imponibili. La semplice indicazione delle banche è sufficiente se il contribuente ha avuto accesso a tutti i dati delle movimentazioni.
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Errore revocatorio: non basta la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra ricorso e revocazione. Un contribuente si è visto respingere il ricorso perché l'errore del giudice d'appello, che aveva erroneamente ritenuto nuova un'eccezione di compensazione, configurava un errore revocatorio da far valere con un altro rimedio legale. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della condanna alle spese a favore dell'Amministrazione Finanziaria anche se difesa da propri funzionari. La parola_chiave centrale è errore revocatorio.
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Detrazione IVA leasing: quando è equiparato a acquisto
Una società ha richiesto un rimborso IVA per il leasing e la ristrutturazione di un capannone industriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che per la detrazione IVA leasing, il contratto deve trasferire di fatto la proprietà economica, non solo l'uso formale. Il caso è stato rinviato al giudice di merito perché non aveva verificato se il contratto specifico soddisfacesse queste rigide condizioni, come il trasferimento dei rischi e benefici e un'opzione di acquisto economicamente vantaggiosa.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione piattaforme offshore ai fini IMU per l'anno 2016. La sentenza rigetta il ricorso di una società energetica, ribadendo che le piattaforme situate nel mare territoriale sono soggette al potere impositivo del Comune costiero. La Corte ha chiarito che, anche in assenza di rendita catastale, l'imposta si calcola sui valori contabili e che le esenzioni per gli 'imbullonati' non si applicano a beni non ancora censiti.
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Giudicato penale: stop al Fisco? L’analisi della Corte
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento basati su operazioni ritenute inesistenti. Nel frattempo, il suo legale rappresentante è stato assolto in sede penale per gli stessi fatti "perché il fatto non sussiste". La Corte di Cassazione, di fronte a questo giudicato penale assolutorio, ha deciso di sospendere la decisione e rinviare la causa a nuovo ruolo. La Corte attende un pronunciamento delle Sezioni Unite sull'efficacia vincolante dell'assoluzione penale nel processo tributario, alla luce delle recenti normative (art. 21-bis d.lgs. 74/2000).
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Annullamento in autotutela: chi paga le spese?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di annullamento in autotutela di un atto impositivo per un errore materiale, il giudice può legittimamente compensare le spese legali tra le parti. Questo perché la correzione e la successiva riemissione dell'atto non configurano una soccombenza virtuale per l'Amministrazione finanziaria, rendendo infondata la pretesa del contribuente al rimborso integrale delle spese sostenute.
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