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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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1554 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Ingiusta detenzione: colpa grave e onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che riconosceva un indennizzo per ingiusta detenzione a un soggetto, assolto dall'accusa di narcotraffico. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice della riparazione deve valutare autonomamente se la condotta dell'imputato, pur non costituendo reato, abbia integrato gli estremi della colpa grave, contribuendo così a causare la propria detenzione. Elementi come l'esercizio abusivo dell'attività di tassista per lunghi e anomali viaggi sono stati ritenuti meritevoli di un'analisi più approfondita.
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Exceptio doli generalis: PA e abuso del diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27904/2024, ha stabilito che l'inerzia prolungata di una Pubblica Amministrazione nel richiedere l'adempimento di una garanzia fideiussoria, causando un aumento sproporzionato delle sanzioni a carico del garante, può configurare un abuso del diritto. Il garante può difendersi sollevando l'exceptio doli generalis. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato principi di diritto amministrativo a un rapporto di garanzia di natura privatistica, rinviando la causa per una nuova valutazione basata sui principi di buona fede e correttezza.
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Carta docente educatori: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27874/2024, ha stabilito che la carta docente spetta anche agli educatori. Il Ministero dell'Istruzione sosteneva che il bonus fosse riservato ai soli docenti, ma la Corte ha respinto il ricorso, affermando che il personale educativo rientra nell'area professionale docente e ha gli stessi obblighi formativi, equiparando il loro trattamento economico.
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Carta docente educatori: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27872/2024, ha respinto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando che il bonus della "carta docente educatori" da 500 euro annui spetta anche al personale educativo. La Corte ha stabilito che, ai fini del beneficio per la formazione, gli educatori sono equiparati ai docenti, data la loro partecipazione al processo formativo degli allievi e le previsioni dei contratti collettivi. L'argomento del Ministero relativo ai limiti di spesa è stato rigettato, affermando che la garanzia dei diritti prevale sull'equilibrio di bilancio.
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Tassa automobilistica leasing: chi paga nel 2009?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27866/2024, ha risolto una controversia sulla tassa automobilistica leasing per l'anno 2009. A causa di una modifica legislativa avvenuta il 15 agosto 2009, la Corte ha stabilito un principio di responsabilità 'pro quota': la società di leasing è tenuta al pagamento per il periodo dall'1 gennaio al 14 agosto 2009, mentre l'utilizzatore è l'unico responsabile per il periodo dal 15 agosto al 31 dicembre 2009. La decisione annulla parzialmente gli avvisi di accertamento emessi contro la sola società di leasing per l'intero anno.
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Demansionamento dirigente medico: quando è legittimo?
Un dirigente medico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un'azienda sanitaria pubblica, sostenendo di aver subito un demansionamento a seguito di una riorganizzazione che gli ha sottratto alcune competenze. Sia i tribunali di merito che la Corte di Cassazione hanno respinto la sua richiesta. La Suprema Corte ha stabilito che per configurare un demansionamento dirigente medico non è sufficiente la perdita di singole mansioni, ma è necessario provare uno svuotamento significativo del ruolo professionale, circostanza non verificatasi nel caso di specie.
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Interessi moratori sanità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27832/2024, ha stabilito che i contratti tra strutture sanitarie private accreditate e la pubblica amministrazione, stipulati dopo l'8 agosto 2002, sono transazioni commerciali. Di conseguenza, si applicano gli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002 in caso di ritardato pagamento. La Corte ha rigettato il ricorso di un Ente Regionale che contestava tale qualificazione. Ha invece accolto il ricorso incidentale di un'Azienda Sanitaria Locale, annullando la sua condanna al pagamento delle spese legali poiché era stata riconosciuta priva di legittimazione passiva.
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Riserve appalti pubblici: quando sono valide le pretese?
Una ditta edile ha richiesto compensi extra tramite riserve in appalti pubblici per imprevisti geologici. La Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'onere di verifica delle condizioni del suolo spetta all'appaltatore, soprattutto se dichiara di conoscere il sito. La Corte ha chiarito i rigidi termini per la presentazione delle riserve, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Prededuzione crediti: onere della prova per le PMI
Una società fornitrice ha visto respingere dalla Corte di Cassazione la sua richiesta di ammissione in prededuzione crediti verso una grande impresa in amministrazione straordinaria. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione della qualifica di piccola e media impresa (PMI) e sul difetto di autosufficienza del ricorso, non avendo la ricorrente fornito tutti gli elementi probatori necessari a sostenere le proprie ragioni.
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Trasferimento dipendenti IPAB: a chi agire?
Ex dipendenti di un istituto pubblico di assistenza (IPAB) in crisi finanziaria hanno citato in giudizio l'ente per ottenere, tra le altre cose, il passaggio alle dipendenze del Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la domanda di trasferimento dipendenti IPAB deve essere rivolta all'ente successore nel rapporto di lavoro, ossia il Comune, e non all'IPAB originario, che non ha la legittimazione passiva per rispondere a tale pretesa.
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Cessazione materia del contendere: il caso Rottamazione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria e le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per le cartelle oggetto di "Rottamazione-quater", a cui il contribuente aveva aderito in corso di causa. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per difetto di interesse e di autosufficienza. La Corte ha infine disposto la compensazione integrale delle spese legali.
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Cambio di appalto: quando scatta il trasferimento d’azienda
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27707/2024, ha stabilito che un cambio di appalto, con l'acquisizione del personale, si presume un trasferimento di ramo d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., a meno che l'impresa subentrante non provi l'esistenza di significativi elementi di discontinuità. Nel caso di specie, il subentro in un servizio di vigilanza, con le sole modifiche di divise e tesserini, non è stato ritenuto sufficiente a escludere le tutele per il lavoratore, che ha così mantenuto i diritti maturati.
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Onere di allegazione: licenziamento e calcolo indennità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un dirigente contro il calcolo delle indennità di licenziamento. La decisione si fonda sul mancato rispetto dell'onere di allegazione: il lavoratore non aveva specificato nel ricorso iniziale i fatti e i criteri di calcolo della sua anzianità di servizio, rendendo irrilevante la successiva produzione di documenti. Viene ribadito che allegare i fatti è un presupposto indispensabile, distinto e precedente rispetto alla loro prova.
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Insussistenza del fatto: reintegra e licenziamento
Un supermercato ha licenziato un dipendente per aver prelevato merce scaduta. I tribunali, fino alla Cassazione, hanno dichiarato il licenziamento illegittimo per insussistenza del fatto, poiché il bene non aveva valore economico e la condotta era inoffensiva. La Corte ha confermato la reintegrazione del lavoratore, chiarendo che l'insussistenza del fatto si configura anche quando l'atto, pur accaduto, è privo della necessaria illiceità per giustificare la massima sanzione.
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Cambio appalto: quando è trasferimento d’azienda?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27607/2024, ha stabilito che un cambio appalto si configura come trasferimento di ramo d'azienda se l'impresa subentrante non introduce significativi elementi di discontinuità organizzativa. La semplice adozione di nuove divise non è sufficiente a escludere le tutele dell'art. 2112 c.c. per i lavoratori trasferiti, invertendo l'onere della prova a carico dell'azienda.
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Principio di accessione: il valore della donazione
La Corte di Cassazione chiarisce come calcolare il valore di un immobile donato su cui i donatari hanno costruito a proprie spese. Applicando il principio di accessione, la Corte stabilisce che la donazione comprende sia il terreno che l'edificio, e non solo il terreno. Le spese sostenute dai donatari per la costruzione e i miglioramenti devono essere scomputate dal valore totale del bene, ma non escludono l'edificio dall'oggetto della donazione ai fini della reintegra della quota di legittima.
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Responsabilità direttore lavori: obblighi e limiti
Un caso di danni immobiliari da scavi porta la Cassazione a definire i confini della responsabilità del direttore dei lavori. L'ordinanza chiarisce l'obbligo di vigilanza attiva nelle fasi critiche e riesamina i criteri per qualificare un appaltatore come 'nudus minister', sottolineando l'importanza delle prove documentali per determinare la natura del contratto di appalto.
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Spese legali reclamo fallimentare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27525/2024, ha chiarito un importante principio in materia di spese legali reclamo fallimentare. Se la Corte d'Appello accoglie il reclamo contro il rigetto di un'istanza di fallimento, non può condannare la società debitrice al pagamento delle spese legali. Il suo provvedimento ha natura interinale e deve limitarsi a rimettere gli atti al Tribunale per la declaratoria di fallimento, all'interno della quale verranno poi gestite tutte le spese.
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Correzione errore materiale: spese legali e limiti
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. Inizialmente, pur dichiarando inammissibile il ricorso di un cittadino, aveva erroneamente condannato alle spese il Ministero convenuto, rimasto però inattivo nel processo (intimato). Su istanza del ricorrente, la Corte ha corretto la decisione, stabilendo che nulla è dovuto per le spese, poiché la condanna era frutto di un palese refuso in contrasto con le motivazioni. La pronuncia chiarisce che il procedimento di correzione non ammette una nuova statuizione sulle spese processuali.
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Creditore Apparente: Pagamento Liberatorio? No, se c’è Conflitto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27439/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pagamento al creditore apparente. Il caso riguardava una compagnia assicurativa che, di fronte a richieste di liquidazione di una polizza vita da parte di due diversi nuclei di eredi, aveva pagato uno di essi, ritenendolo il creditore apparente. La Corte ha cassato la decisione di merito, affermando che la norma sul pagamento liberatorio (art. 1189 c.c.) non si applica quando il debitore è a conoscenza di un palese conflitto tra più pretendenti. In tali situazioni, l'apparenza non è 'univoca' e il debitore non può ritenersi in 'buona fede', avendo a disposizione altri strumenti legali per tutelarsi, come il deposito giudiziale della somma, senza rischiare di dover pagare due volte.
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