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Art. 8 Convenzione EDU — Sezione Prima Civile

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147 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Valutazione vincoli familiari: espulsione illegittima
Un cittadino straniero si oppone a un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che l'espulsione è illegittima perché il giudice di merito ha omesso la doverosa valutazione dei vincoli familiari. Questo obbligo sussiste indipendentemente dal precedente diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
Un cittadino straniero ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il rigetto della sua opposizione a un decreto di espulsione. L'appello si basava su presunti errori procedurali e sulla richiesta di una nuova valutazione del suo bisogno di protezione internazionale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che non è possibile sollevare nuove questioni per la prima volta in sede di legittimità e che la Corte non può riesaminare nel merito una richiesta di protezione che non era stata precedentemente contestata nelle sedi appropriate.
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Vittima di tratta: la Cassazione tutela le donne
Una cittadina nigeriana, riconosciuta come vittima di tratta, si è vista negare lo status di rifugiato da un tribunale territoriale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la valutazione del rischio non può limitarsi al solo pericolo di re-trafficking. I giudici devono considerare anche i rischi più ampi di persecuzione, discriminazione e violenza di genere che una vittima di tratta affronterebbe nel suo Paese d'origine, sulla base di un'analisi completa e aggiornata del contesto sociale e culturale.
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Protezione sussidiaria: obbligo di fonti aggiornate
Un cittadino pakistano si è visto negare la protezione da un tribunale sulla base di informazioni datate. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per la concessione della protezione sussidiaria il giudice ha il dovere di utilizzare fonti aggiornate sulla situazione di violenza indiscriminata nel paese d'origine e di valutare in modo complessivo, e non frammentario, i fattori di integrazione del richiedente.
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Espulsione legami familiari: quando la zia non basta
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di espulsione nei confronti di un cittadino straniero, chiarendo la questione dell'espulsione legami familiari. Il ricorrente aveva impugnato l'ordine di rimpatrio basandosi sul suo rapporto con una zia naturalizzata italiana. La Corte ha stabilito che un legame di parentela di terzo grado, come quello con una zia, non è sufficiente a impedire l'espulsione, poiché la normativa a tutela della famiglia si concentra prevalentemente sul nucleo familiare ristretto (coniuge e figli).
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Protezione speciale per integrazione familiare
Un cittadino straniero si è visto negare la protezione speciale nonostante avesse avuto una figlia in Italia e avesse intrapreso un percorso di integrazione lavorativa e sociale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7167/2024, ha annullato la decisione del Tribunale, stabilendo che la valutazione per la protezione speciale non deve essere frammentaria ('atomistica'), ma deve considerare in modo complessivo tutti gli elementi di integrazione, in particolare i legami familiari, che hanno un rilievo autonomo e fondamentale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Protezione sussidiaria per violenza domestica: Cassazione
Una cittadina nigeriana, vittima di violenza domestica, ha richiesto la protezione sussidiaria. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale che negava tale protezione, criticando la mancata indagine sulla situazione delle donne in Nigeria e la violazione dei principi stabiliti in un precedente rinvio. La Corte ha riaffermato che la violenza di genere può costituire 'danno grave' ai fini della protezione sussidiaria, ordinando un nuovo esame del caso.
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Espulsione e protezione internazionale: cosa succede?
Un cittadino straniero, colpito da un decreto di espulsione per pericolosità sociale, presentava domanda di asilo. Il Giudice di Pace confermava l'espulsione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione. Il principio affermato è che la successiva richiesta di asilo sospende l'efficacia del provvedimento di espulsione e protezione internazionale fino alla decisione definitiva sulla domanda, impedendo al giudice di pace una valutazione autonoma nel merito.
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Espulsione e legami familiari: quando il ricorso è nullo
Un cittadino straniero impugnava un decreto di espulsione lamentando la mancata valutazione dei suoi legami familiari e sociali in Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che non è possibile utilizzare l'appello per ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dal giudice di merito. La decisione sottolinea come l'espulsione e i legami familiari debbano essere valutati nel merito, e il ricorso in Cassazione può vertere solo su errori di diritto.
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Motivazione apparente: annullato decreto di espulsione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sul principio della motivazione apparente: il giudice di merito si era limitato a un'affermazione generica sulla sussistenza dei requisiti di legge, senza analizzare le specifiche contestazioni sollevate dal ricorrente riguardo ai suoi legami familiari in Italia e alla valutazione della sua pericolosità sociale. L'ordinanza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Traduzione provvedimento espulsione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice di Pace che confermava un'espulsione. Il motivo è la mancata traduzione del provvedimento di espulsione nella lingua madre del cittadino straniero (arabo), essendo stata ritenuta insufficiente la versione in inglese in assenza di prova della sua comprensione. La Corte ha stabilito che l'amministrazione deve dimostrare l'impossibilità di tradurre nella lingua madre, ad esempio per la sua rarità, cosa non avvenuta nel caso di specie. Il caso è stato rinviato al Giudice di Pace per una nuova valutazione.
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Estinzione giudizio per rinuncia: analisi ordinanza
Un cittadino straniero impugnava un decreto di espulsione. Durante il giudizio in Cassazione, egli rinunciava al ricorso poiché un'altra ordinanza della stessa Corte aveva già annullato il provvedimento impugnato. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia per cessato interesse, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, evidenziando un caso emblematico di conclusione del processo per ragioni procedurali sopravvenute.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari contano
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione per soggiorno irregolare, ha impugnato il provvedimento lamentando la mancata valutazione dei suoi legami familiari in Italia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice non può liquidare la questione con formule generiche. È necessario un accertamento effettivo e concreto dei vincoli familiari, come quelli con una sorella convivente, prima di convalidare un'espulsione straniero. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Espulsione e vita familiare: obblighi del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione, poiché il giudice di merito non aveva adeguatamente considerato la situazione personale e i legami del ricorrente. La sentenza sottolinea l'obbligo di valutare l'impatto dell'espulsione e vita familiare, in linea con il diritto al rispetto della vita privata e familiare. Il caso riguardava un giovane, entrato in Italia da minore, che aveva fatto opposizione al provvedimento espulsivo evidenziando la sua integrazione e la convivenza con la madre regolarmente soggiornante.
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Matrimonio fittizio: visto negato, Cassazione decide
L'appello di un cittadino contro il diniego del visto per la coniuge straniera è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato che un matrimonio fittizio, identificato attraverso indizi come grande divario d'età, assenza di lingua comune e documenti falsi, giustifica il rifiuto del visto senza che sia necessaria una precedente dichiarazione giudiziale di nullità del matrimonio.
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Espulsione straniero: quando il decreto è nullo?
Un cittadino straniero, da anni in Italia e padre di un figlio nato nel paese, si è visto notificare un decreto di espulsione straniero a seguito del rigetto della sua istanza di regolarizzazione. Il Giudice di Pace aveva respinto il suo ricorso senza analizzare i motivi specifici sollevati, quali la mancata concessione di un termine per la partenza volontaria e l'omessa valutazione dei suoi legami familiari. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di 'omessa pronuncia', stabilendo che il giudice ha l'obbligo di rispondere puntualmente a tutte le doglianze sollevate, pena la nullità del provvedimento.
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Inespellibilità straniero: il giudice deve decidere
Un cittadino straniero, convivente con la figlia italiana, impugna un decreto di espulsione. La Cassazione annulla la decisione del Giudice di Pace che aveva omesso di valutare la condizione di inespellibilità dello straniero, violando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Convalida trattenimento straniero: quando è legittima
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di convalida del proprio trattenimento in un Centro di Permanenza per i Rimpatri, lamentando vizi procedurali e di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che non è possibile sollevare questioni nuove in sede di legittimità. La sentenza ribadisce che la **convalida trattenimento straniero** è legittima anche con procedimenti penali in corso, poiché il diritto di difesa è garantito da altre norme, e che una motivazione sintetica non è necessariamente apparente o nulla.
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Decreto di espulsione: nullo se notificato in fotocopia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3080/2024, ha stabilito che un decreto di espulsione notificato a un cittadino straniero in semplice fotocopia, priva di attestazione di conformità all'originale, è radicalmente nullo. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un atto che incide sulla libertà personale, le garanzie formali di comunicazione sono essenziali e non possono essere sanate dal semplice fatto che il destinatario ne sia venuto a conoscenza.
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Obbligo di informativa: no a formule generiche
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice di Pace che aveva respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La Corte ha stabilito che l'obbligo di informativa sul diritto a richiedere la protezione internazionale non può considerarsi assolto con una mera dichiarazione generica contenuta nel provvedimento impugnato. È necessario che l'amministrazione fornisca la prova concreta che l'informazione sia stata completa, effettiva e somministrata in modo comprensibile per lo straniero.
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