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Art. 8 Convenzione EDU — Sezione Prima Civile

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147 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Espulsione straniero: la Cassazione valuta la vita privata
Un cittadino straniero, in Italia da 13 anni, ha affrontato un'ordinanza di espulsione a seguito del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace aveva inizialmente confermato l'espulsione, limitandosi a una verifica formale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice di merito deve effettuare una valutazione completa della situazione personale dell'individuo. Questo include la sua integrazione sociale, i legami familiari e il diritto alla vita privata, secondo i principi della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che consideri tutti questi aspetti sostanziali, superando il mero dato burocratico dell'assenza del titolo di soggiorno.
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Adozione mite: la Cassazione salva il legame coi nonni
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di adottabilità, sottolineando l'importanza del legame con i nonni e criticando le valutazioni superficiali dei servizi sociali. Il caso riguarda una nonna che si opponeva all'adozione del nipote, i cui genitori erano tossicodipendenti. La Corte ha stabilito che prima di dichiarare l'adottabilità, misura considerata *extrema ratio*, è necessario un attento e attuale monitoraggio della capacità dei parenti, come la nonna, di accudire il minore, anche con il supporto di interventi esterni, valutando anche l'ipotesi di un'adozione mite.
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Vincoli familiari espulsione: la sostanza vince forma
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione per permesso di soggiorno scaduto, ha impugnato il provvedimento facendo valere i suoi legami familiari e sociali in Italia. Il Giudice di Pace aveva respinto il ricorso per la mancanza di un certificato di matrimonio formalmente autenticato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale sui vincoli familiari nell'espulsione: il giudice deve valutare l'effettiva esistenza di un legame affettivo e di una comunanza di vita, a prescindere dalla validità formale dei documenti. La sostanza del rapporto prevale sulla forma, imponendo una valutazione completa della situazione personale e dell'integrazione sociale dello straniero.
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Curatore speciale: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso di adozione 'mite', la Corte di Cassazione ha rilevato la mancata nomina di un curatore speciale per il minore, figura essenziale in presenza di un conflitto di interessi con i genitori. Questo vizio procedurale ha portato la Corte a sollevare una questione di massima importanza. A causa di un contrasto giurisprudenziale interno su quale giudice (primo grado o appello) debba riconsiderare il caso dopo la cassazione, la Prima Sezione Civile ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto uniforme.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione straniero. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare la situazione personale, familiare e sociale del cittadino straniero in Italia, anche in pendenza di un ricorso per protezione speciale. L'omessa valutazione di questi elementi, come i legami familiari e il radicamento sociale, rende illegittimo il provvedimento, che deve essere riesaminato alla luce del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
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Decreto di espulsione nullo senza informativa
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero entrato irregolarmente in Italia. La decisione si fonda sulla mancata fornitura, da parte delle autorità, della prescritta e completa informativa sul diritto di presentare domanda di protezione internazionale. Secondo la Corte, questa omissione costituisce un vizio insanabile che comporta la nullità del provvedimento espulsivo, a prescindere dal fatto che l'interessato avesse o meno manifestato l'intenzione di chiedere asilo.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace, stabilendo un principio fondamentale: nel decidere sull'espulsione dello straniero, il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta della sua vita privata e dei legami sociali in Italia. Non è sufficiente basarsi sulla legittimità formale del diniego di un permesso di soggiorno, ma occorre un'analisi caso per caso per tutelare i diritti fondamentali della persona, come il diritto alla vita privata sancito dalla CEDU.
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Decreto di espulsione: nullo per vizi di forma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione, stabilendo che il giudice di merito aveva omesso di pronunciarsi su vizi formali decisivi sollevati dal ricorrente: la mancanza di firma da parte di un soggetto autorizzato e la notifica dell'atto in copia semplice. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione di questi aspetti procedurali fondamentali.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, ma il Giudice di Pace ha respinto il ricorso con una motivazione generica e non pertinente ai motivi sollevati. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, definendola un caso di motivazione apparente, in quanto il giudice non ha esaminato le specifiche violazioni di legge denunciate. Il caso è stato rinviato a un altro giudice per una nuova valutazione nel merito.
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Protezione complementare: no all’automatismo ostativo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19672/2025, ha accolto il ricorso di un cittadino straniero a cui era stata negata la protezione complementare a causa di un precedente penale. La Corte ha stabilito che non può esistere un automatismo ostativo: il giudice deve sempre effettuare una valutazione attuale e concreta della pericolosità sociale, bilanciandola con il percorso di integrazione della persona, come il lungo soggiorno in Italia, i legami familiari e la stabilità lavorativa. La decisione del tribunale, basata su un'automatica presunzione di pericolosità, è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Adozione casi particolari: sì anche con conflitto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che concedeva l'adozione in casi particolari di un minore al genitore d'intenzione, ex partner della madre biologica. La Suprema Corte ha stabilito che né il dissenso della madre biologica né la forte conflittualità tra le parti possono impedire l'adozione, quando questa risponde al superiore interesse del minore di mantenere un legame affettivo stabile e significativo con entrambe le figure genitoriali. Anche un'interruzione dei rapporti, se causata da comportamenti ostat tweetingivi del genitore biologico, non è considerata un fattore decisivo contro l'adozione.
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Divieti di espulsione: il giudice deve sempre valutare
Un cittadino straniero ha impugnato un provvedimento di espulsione, lamentando che il Giudice di Pace non avesse considerato i suoi legami familiari come causa di inespellibilità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare autonomamente la sussistenza dei divieti di espulsione, anche a prescindere dall'esito di una domanda di protezione internazionale. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla espulsione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un'espulsione, a causa di una motivazione apparente. Il giudice di merito aveva utilizzato una formula generica senza analizzare la specifica situazione personale e familiare dello straniero, violando il diritto a un provvedimento motivato. La Cassazione ha stabilito che il mancato esame del diritto alla vita privata e familiare rende la decisione nulla, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Informativa protezione internazionale: obbligo nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata e provata informativa sulla protezione internazionale costituisce una violazione fondamentale che invalida l'atto. Secondo la Corte, l'obbligo dello Stato di informare adeguatamente il migrante sulla possibilità di richiedere asilo è inderogabile e non può essere superato dalla dichiarazione dello straniero di essere entrato in Italia per motivi di lavoro.
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Notifica Ricorso Espulsione: la Guida della Cassazione
In un caso di impugnazione di un decreto di espulsione, la Corte di Cassazione ha affrontato una questione preliminare cruciale sulla notifica ricorso espulsione. Stabilisce che se nelle fasi di merito la Prefettura non era rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso deve essere notificato direttamente all'ufficio del Prefetto. Una notifica errata all'Avvocatura è considerata nulla, ma sanabile, e la Corte ha disposto il rinnovo della notificazione, rinviando la decisione sul merito.
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Permesso di soggiorno fratello: coabitazione essenziale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere il permesso di soggiorno per il fratello di un cittadino italiano, è indispensabile dimostrare una coabitazione effettiva e stabile. Il semplice legame di parentela, anche se volto a sostenere il nucleo familiare, non è sufficiente a impedire l'allontanamento dal territorio nazionale se manca la prova della convivenza sotto lo stesso tetto.
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Domanda di asilo: competenza del giudice di pace
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12443/2025, ha chiarito la procedura di convalida del trattenimento di un cittadino straniero che presenta una domanda di asilo. La Corte ha stabilito che il Giudice di Pace rimane competente a convalidare il trattenimento iniziale basato sull'irregolarità del soggiorno. La successiva domanda di asilo non annulla questo provvedimento, ma avvia un nuovo procedimento per un diverso titolo di trattenimento, la cui convalida spetta al Tribunale ordinario.
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Decreto di espulsione: dovere del giudice e vita privata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La Corte ha ritenuto infondato il motivo sulla presunta assenza di delega di firma del Vice Prefetto, chiarendo che l'onere della prova spetta a chi contesta l'atto. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul punto cruciale: il Giudice di Pace aveva omesso di valutare la situazione personale e il diritto alla vita privata dello straniero, come richiesto dalla legge, basando la sua decisione solo sul diniego del permesso di soggiorno. L'ordinanza è stata quindi cassata con rinvio, affermando che il giudice deve sempre esaminare le condizioni di non espellibilità legate alla vita privata, anche a fronte di un soggiorno irregolare.
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Protezione speciale: contratto a termine non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino tunisino contro il rigetto della sua domanda di protezione internazionale. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Palermo, stabilendo che un contratto di lavoro a termine di quattro mesi, peraltro non pienamente documentato, e una lettera di assunzione futura non costituiscono prova sufficiente di un'effettiva integrazione sociale ed economica nel territorio nazionale, requisito necessario per la concessione della protezione speciale.
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Protezione speciale: la valutazione dell’integrazione
Un cittadino del Bangladesh, in Italia da 14 anni, si è visto negare la protezione speciale dal Tribunale sulla base di una documentazione lavorativa ritenuta insufficiente. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per valutare l'integrazione sociale ai fini della protezione speciale, il giudice non può limitarsi a considerare un recente e breve contratto di lavoro, ma deve condurre un'analisi complessiva e approfondita dell'intero percorso di vita del richiedente nel territorio nazionale, inclusa la lunga permanenza e i legami sociali creati.
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