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Art. 8 Convenzione EDU — Sezione Prima Civile

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147 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Richiesta asilo ignorata? Decreto di espulsione nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. Il motivo? Il giudice di merito aveva completamente ignorato la documentazione che provava la manifestazione di volontà di presentare una richiesta asilo, avvenuta prima dell'emissione del provvedimento di allontanamento. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un vizio insanabile, in quanto l'esame di tale circostanza è un fatto decisivo per la controversia, rendendo necessaria una nuova valutazione del caso.
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Espulsione straniero: illegittima se pende ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava l'espulsione di un cittadino straniero. Il principio chiave affermato è che l'espulsione straniero è illegittima se il procedimento di richiesta di protezione internazionale non è definitivamente concluso, ovvero se pendono ancora i termini per impugnare giudizialmente il provvedimento di diniego della Commissione territoriale. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la decisione del Giudice di Pace e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Notificazione del ricorso: errore e inammissibilità
Un cittadino straniero ha presentato ricorso per cassazione contro un decreto di espulsione. La Corte, rilevando un difetto nella notificazione del ricorso all'autorità competente, ne ha ordinato il rinnovo entro un termine perentorio. Il legale del ricorrente ha però notificato l'atto all'ufficio sbagliato. A causa di questo errore e del mancato rispetto dell'ordine, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza esaminarne il merito, sottolineando la natura inderogabile dei termini processuali.
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Ricorso in cassazione: improcedibile se manca l’atto
Un cittadino straniero impugna un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso in cassazione improcedibile a causa di un vizio formale insuperabile: il mancato deposito del provvedimento impugnato. La decisione evidenzia come il rispetto delle norme procedurali sia un requisito fondamentale per l'ammissibilità del ricorso, prevalendo su qualsiasi valutazione di merito.
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Inespellibilità straniero: integrazione sociale va valutata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un decreto di espulsione, stabilendo un principio chiave sull'inespellibilità dello straniero. La Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a un controllo formale dell'atto, ma deve esaminare nel merito le prove dell'effettiva integrazione sociale e della vita privata del cittadino straniero, come previsto dall'art. 19 del Testo Unico sull'Immigrazione. Nel caso specifico, non erano stati considerati elementi decisivi come il lavoro, la formazione linguistica e la condizione di vulnerabilità del ricorrente.
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Trasferimento Dublino: no stop senza carenze sistemiche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15773/2025, ha accolto il ricorso del Ministero dell'Interno, annullando la decisione del Tribunale di Roma che aveva bloccato il trasferimento Dublino di un richiedente asilo verso la Germania. La Corte ha stabilito che un giudice non può sindacare la valutazione sul rischio di respingimento indiretto fatta da un altro Stato membro, a meno che non sussistano prove di carenze sistemiche nella procedura di asilo e accoglienza di tale Stato. La decisione si allinea ai principi della Corte di Giustizia UE e delle Sezioni Unite, riaffermando il principio di reciproca fiducia tra gli Stati membri. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame alla luce di questi principi.
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Divieto di espulsione padre convivente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16079/2025, ha stabilito un principio fondamentale a tutela del nucleo familiare. La Corte ha chiarito che il divieto temporaneo di espulsione, previsto per la madre nei sei mesi successivi al parto, si estende anche al padre convivente, pur se non sposato. Il caso riguardava un cittadino straniero, padre di un neonato, il cui ricorso era stato inizialmente respinto a causa di un errore sulla data di nascita del figlio. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice deve valutare l'effettività e la stabilità del legame familiare, superando il formalismo del vincolo matrimoniale per proteggere l'interesse superiore del minore. La sentenza ribadisce l'importanza del divieto di espulsione del padre convivente per garantire l'unità familiare nella sua fase formativa.
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