LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 8 Convenzione EDU — Anno 2024

Pagina 7 di 8

156 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Matrimonio fittizio: visto negato, Cassazione decide
L'appello di un cittadino contro il diniego del visto per la coniuge straniera è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato che un matrimonio fittizio, identificato attraverso indizi come grande divario d'età, assenza di lingua comune e documenti falsi, giustifica il rifiuto del visto senza che sia necessaria una precedente dichiarazione giudiziale di nullità del matrimonio.
Continua »
Espulsione straniero: quando il decreto è nullo?
Un cittadino straniero, da anni in Italia e padre di un figlio nato nel paese, si è visto notificare un decreto di espulsione straniero a seguito del rigetto della sua istanza di regolarizzazione. Il Giudice di Pace aveva respinto il suo ricorso senza analizzare i motivi specifici sollevati, quali la mancata concessione di un termine per la partenza volontaria e l'omessa valutazione dei suoi legami familiari. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di 'omessa pronuncia', stabilendo che il giudice ha l'obbligo di rispondere puntualmente a tutte le doglianze sollevate, pena la nullità del provvedimento.
Continua »
Inespellibilità straniero: il giudice deve decidere
Un cittadino straniero, convivente con la figlia italiana, impugna un decreto di espulsione. La Cassazione annulla la decisione del Giudice di Pace che aveva omesso di valutare la condizione di inespellibilità dello straniero, violando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
Continua »
Colloqui 41-bis: il diritto ai legami familiari
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava i colloqui telefonici tra un detenuto in regime 41-bis e sua sorella, anch'essa sottoposta allo stesso regime. La Corte ha stabilito che il diniego non può basarsi automaticamente sul parere negativo, seppur non vincolante, della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Il giudice deve effettuare una valutazione autonoma, concreta e specifica, bilanciando le esigenze di sicurezza con il fondamentale diritto del detenuto a mantenere i legami familiari. Una decisione che si limita a recepire il parere della DDA senza un'analisi approfondita dei rischi specifici è viziata da 'motivazione apparente' e, pertanto, illegittima.
Continua »
Mandato arresto europeo: rifiuto per reato in Italia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5935/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall'Austria per il reato di truffa. La ricorrente sosteneva che, essendo parte del reato avvenuta in Italia, si dovesse applicare il rifiuto facoltativo alla consegna. La Corte ha chiarito che tale rifiuto è possibile solo in presenza di un'effettiva volontà dello Stato italiano di esercitare la propria giurisdizione, dimostrata da indagini in corso, e non per un mero interesse potenziale. Ha inoltre ribadito che, dopo le riforme del 2021, il mandato di arresto europeo è un atto autosufficiente e non necessita dell'allegazione del titolo cautelare. Infine, la tutela della vita familiare è stata bilanciata con la condizione che la persona, in caso di condanna, sconti la pena in Italia.
Continua »
Decreto di espulsione: nullo se notificato in fotocopia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3080/2024, ha stabilito che un decreto di espulsione notificato a un cittadino straniero in semplice fotocopia, priva di attestazione di conformità all'originale, è radicalmente nullo. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un atto che incide sulla libertà personale, le garanzie formali di comunicazione sono essenziali e non possono essere sanate dal semplice fatto che il destinatario ne sia venuto a conoscenza.
Continua »
Obbligo di informativa: no a formule generiche
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice di Pace che aveva respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La Corte ha stabilito che l'obbligo di informativa sul diritto a richiedere la protezione internazionale non può considerarsi assolto con una mera dichiarazione generica contenuta nel provvedimento impugnato. È necessario che l'amministrazione fornisca la prova concreta che l'informazione sia stata completa, effettiva e somministrata in modo comprensibile per lo straniero.
Continua »
Video colloqui 41-bis: diritto anche in pandemia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando il diritto di un detenuto in regime speciale a effettuare video colloqui. La sentenza stabilisce che la normativa emergenziale per la pandemia Covid-19 ha creato una condizione di oggettiva difficoltà per le visite in presenza, legittimando così l'uso dei video colloqui 41-bis come strumento per garantire il fondamentale diritto del detenuto a mantenere i legami familiari.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: Cassazione e Falciani
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2822/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di accertamento tributario. La controversia riguardava un avviso di accertamento per redditi di capitale non dichiarati, basato sulla cosiddetta "lista Falciani". Il punto centrale era l'applicabilità del raddoppio termini accertamento a periodi d'imposta antecedenti la sua introduzione. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il raddoppio dei termini è una norma procedurale e, come tale, retroattiva. Ha inoltre confermato la piena legittimità dell'utilizzo di dati provenienti da fonti come la lista Falciani, anche se acquisiti in modo irrituale, respingendo le censure del contribuente sulla loro inutilizzabilità.
Continua »
Cronaca giudiziaria: limiti e onere della prova
Un magistrato ha citato in giudizio per diffamazione un giornalista e la sua casa editrice per un articolo relativo a un'azione di responsabilità civile promossa contro lo Stato a causa della sua condotta. Le corti di merito hanno respinto la domanda, ritenendo l'articolo un legittimo esercizio del diritto di cronaca giudiziaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dichiarando il ricorso del magistrato inammissibile per motivi procedurali, ribadendo che la valutazione dei requisiti della cronaca giudiziaria (verità, pertinenza e continenza) è riservata al giudice di merito se adeguatamente motivata.
Continua »
Estradizione processuale: limiti alla valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3369/2024, ha confermato la decisione di concedere l'estradizione verso uno Stato estero per il reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La Corte ha stabilito che, nell'ambito di una procedura di estradizione processuale, il controllo del giudice italiano sulla consistenza degli indizi è sommario e non di merito. Inoltre, ha chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non osta all'estradizione se un precedente provvedimento di archiviazione in Italia riguardava i singoli reati-fine (spaccio) e non il reato associativo, oggetto della richiesta.
Continua »
Sorveglianza speciale: divieto uso cellulare e recidiva
Un individuo sotto sorveglianza speciale viene condannato per aver violato il divieto di utilizzare un telefono cellulare. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3051/2024, ha confermato la legittimità di tale prescrizione se motivata dall'autorità giudiziaria. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo l'applicazione della recidiva, giudicando la motivazione troppo generica e carente. Il caso è stato quindi rinviato per una nuova valutazione su questo specifico punto.
Continua »
Comodato precario e rilascio: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un'area comunale concessa in uso a una comunità. La Suprema Corte ha confermato la natura di comodato precario del contratto, legittimando la richiesta di rilascio immediato da parte del Comune. L'ordinanza chiarisce che l'assenza di un termine specifico e la natura emergenziale dell'accordo prevalgono sulle esigenze abitative degli occupanti, rendendo il ricorso di questi ultimi inammissibile.
Continua »
Danno esistenziale: no al risarcimento senza prova
A seguito di una frana, alcuni proprietari terrieri hanno citato in giudizio una vicina, chiedendo sia il risarcimento per i danni materiali sia per il danno esistenziale, derivante dalla paura di nuovi smottamenti. I tribunali di primo e secondo grado avevano concesso il risarcimento per entrambe le voci di danno. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione riguardo al danno esistenziale. La Suprema Corte ha ribadito che tale tipo di danno non può essere considerato automatico (in re ipsa), ma deve essere specificamente allegato e provato dal danneggiato. La semplice paura o il timore non sono sufficienti se non si dimostra un concreto e grave peggioramento della qualità della vita. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Ordine di demolizione: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione emesso quasi trent'anni prima. La Corte ha stabilito che le doglianze del ricorrente, basate su un presunto errore anagrafico e sul principio di proporzionalità, erano generiche e non supportate da prove concrete. In particolare, la mera intenzione di avviare una pratica di sanatoria non è sufficiente a sospendere o revocare l'ordine di demolizione.
Continua »
Impugnazione progetto divisionale: i termini per agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1422/2024, ha stabilito che l'impugnazione del progetto divisionale deve avvenire prima che questo venga approvato e reso esecutivo dal giudice. Nel caso di una divisione ereditaria, un erede aveva sollevato contestazioni sulla perizia del consulente solo dopo l'approvazione concorde del progetto. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che le contestazioni tardive sono inammissibili, poiché il procedimento è scandito da fasi con precise preclusioni.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. Nonostante la prescrizione di reati per opere successive, l'ordine originale resta valido per l'intera struttura, poiché mira al ripristino dello stato dei luoghi. La Corte ha inoltre respinto l'appello al principio di proporzionalità, in quanto sollevato tardivamente e non applicabile a chi persevera nell'illecito.
Continua »
Condono edilizio: no al frazionamento artificioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il tentativo di ottenere un condono edilizio tramite il frazionamento artificioso dell'immobile in più domande, presentate da diversi familiari per eludere i limiti di cubatura, è stato ritenuto un espediente illecito. La Corte ha ribadito che un edificio unitario, riconducibile a un unico proprietario, deve essere considerato nel suo complesso ai fini della sanatoria, la quale è stata negata per superamento del volume massimo consentito.
Continua »
Ordine di demolizione: quando copre l’intero immobile
Una proprietaria, condannata per abuso edilizio, ha contestato un ordine di demolizione sostenendo che dovesse applicarsi solo all'ultimo piano sopraelevato e non all'intero edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale i permessi in sanatoria ottenuti sono stati giudicati illegittimi, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione si applica all'intera costruzione, poiché questa costituisce un manufatto unico e l'illegalità delle parti iniziali si estende a quelle successive. Le questioni già decise non possono essere riproposte.
Continua »
Sequestro probatorio smartphone: limiti e proporzionalità
Un pubblico ufficiale, indagato per turbativa d'asta e falso, subiva il sequestro del proprio smartphone. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, definendo il sequestro probatorio 'a tappeto' come sproporzionato e lesivo del diritto alla privacy. La sentenza sottolinea che ogni sequestro di dati digitali deve essere specificamente motivato e limitato per non avere un carattere meramente esplorativo.
Continua »