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Art. 8 Convenzione EDU — Anno 2024

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156 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Improcedibilità ricorso: termini perentori in Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché depositato oltre il termine perentorio di venti giorni previsto dalla legge, senza esaminare il merito delle questioni sollevate.
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Procura speciale: quando è valida per la Cassazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la procura speciale conferita al difensore era stata rilasciata in data anteriore alla pubblicazione della sentenza impugnata, violando il requisito di posteriorità richiesto dalla legge per la validità dell'atto.
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Ordine di demolizione: diritti dell’occupante terzo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29117/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che, in qualità di occupante, si opponeva all'ordine di demolizione di un immobile abusivo di proprietà della figlia. La Corte ha stabilito che il principio di proporzionalità, che bilancia l'interesse pubblico con i diritti privati, non si estende ai terzi occupanti, il cui interesse non può prevalere sulla necessità di ripristinare la legalità violata e tutelare il territorio.
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Ricorso inammissibile espulsione: il caso in Cassazione
Un cittadino straniero impugna un'ordinanza di espulsione, lamentando la mancata valutazione dei suoi legami familiari in Italia. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per espulsione a causa della genericità e della mancanza di autosufficienza dei motivi presentati. La Corte sottolinea che l'appello non può essere un pretesto per un riesame dei fatti, ma deve basarsi su precise censure giuridiche. La decisione si fonda sul fatto, non contestato, della revoca del permesso di soggiorno.
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Protezione speciale: stop all’espulsione immediata
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di allontanamento forzato nei confronti di un cittadino straniero, padre di una cittadina italiana e residente in Italia da oltre trent'anni. La decisione si fonda sul principio che la presentazione di una domanda di protezione speciale sospende l'efficacia del decreto di espulsione. Il giudice di pace, nel convalidare l'allontanamento, aveva erroneamente ignorato la pendenza di tale richiesta, omettendo di valutare i forti legami familiari e sociali dello straniero nel territorio nazionale.
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Prescrizione abuso edilizio: quando cessa il reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33138/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati edilizi. La Corte ha ribadito che l'abuso edilizio è un reato permanente la cui consumazione cessa solo con il completamento totale dell'opera, comprese le rifiniture. Di conseguenza, la prescrizione abuso edilizio inizia a decorrere solo da quel momento, e non da ispezioni intermedie che attestino semplicemente lo stato di avanzamento dei lavori.
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Espulsione straniero: legami familiari senza coabitazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33421/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di espulsione. Il ricorrente invocava la violazione del diritto alla vita familiare per la presenza di un fratello in Italia. La Corte ha stabilito che, ai fini di impedire l'espulsione straniero, il legame familiare deve essere supportato da una effettiva coabitazione, elemento mancante nel caso di specie. Il ricorso è stato giudicato generico per non aver contestato specificamente questo punto della decisione impugnata.
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Falsa attestazione presenza: badge e tabulati
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di falsa attestazione presenza di un dirigente medico. La sentenza conferma che l'utilizzo di tabulati telefonici, se corroborato da altre prove come GPS e servizi di osservazione, è legittimo per dimostrare l'assenza dal lavoro. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del medico, confermando la sua responsabilità ai fini del risarcimento del danno, nonostante la prescrizione del reato. Parallelamente, ha rigettato il ricorso di un altro medico, direttore dell'unità, accusato di peculato, confermando l'estinzione del reato per prescrizione in assenza di una prova evidente di innocenza.
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Sequestro informatico: interesse a ricorrere per la copia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37409/2024, ha chiarito i limiti dell'interesse a ricorrere in materia di sequestro informatico. Anche dopo la restituzione del dispositivo, l'indagato può impugnare la copia forense, ma solo dimostrando un interesse concreto e attuale. Questo richiede l'indicazione specifica dei dati personali non pertinenti all'indagine contenuti nella copia, non essendo sufficiente una generica doglianza sulla violazione della privacy. La Corte ha quindi rigettato il ricorso per mancanza di specificità.
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Sequestro copia forense: Cassazione chiarisce la natura
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40145/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di perquisizioni informatiche. Anche se il dispositivo fisico (es. smartphone) viene restituito immediatamente, l'estrazione di una copia forense integrale dei dati costituisce un vero e proprio sequestro di dati. Di conseguenza, tale atto non è una mera modalità di perquisizione, ma un provvedimento autonomo che deve essere soggetto al controllo di legittimità tramite riesame. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, affermando il diritto dell'indagato a contestare il sequestro copia forense dei propri dati.
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Controlli difensivi: quando sono legittimi? La Cassazione
Un'azienda di servizi ha licenziato un dipendente per falsa attestazione delle ore di lavoro e uso improprio del veicolo aziendale, condotte accertate tramite un'agenzia investigativa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, stabilendo che i cosiddetti controlli difensivi sono ammessi quando esiste un fondato sospetto di comportamenti illeciti che ledono il patrimonio aziendale. Tali controlli sono leciti anche se svolti al di fuori dei locali dell'azienda e non costituiscono una violazione dello Statuto dei Lavoratori.
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Pericolosità sociale: i criteri per la confisca dei beni
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due persone contro la confisca dei loro beni. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, basato su una valutazione di pericolosità sociale fondata su una serie di reati a carattere lucrativo e su prove come le intercettazioni telefoniche. È stato chiarito che la confisca deve riguardare beni acquisiti durante il periodo di accertata pericolosità, dimostrando un nesso temporale tra l'illecito arricchimento e il possesso dei beni.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. La sentenza analizza un caso in cui, a seguito di un sequestro probatorio, i ricorrenti hanno prima impugnato il provvedimento e poi rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione si fonda sul principio di "soccombenza", poiché l'esito del giudizio è determinato da un atto volontario del ricorrente e non da cause sopravvenute e imprevedibili.
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Espulsione straniero: i legami familiari prevalgono
Una cittadina straniera, residente in Italia da oltre vent'anni e con forti legami familiari e sociali, ha ricevuto un decreto di espulsione per non aver rinnovato il permesso di soggiorno in tempo. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che il provvedimento di espulsione straniero non può essere automatico. È obbligatorio valutare il diritto alla vita privata e familiare della persona, il suo radicamento sul territorio e la durata del soggiorno, bilanciando questi elementi con l'irregolarità amministrativa.
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Regime 41-bis: legittima applicazione per pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro l'applicazione del regime 41-bis. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo provata la sua attuale pericolosità sociale. Gli elementi decisivi includevano una recente condanna per estorsione con metodo mafioso e il suo tentativo di riorganizzare il clan criminale inviando direttive dal carcere. La Cassazione ha ribadito che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge e non può riesaminare i fatti.
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Responsabilità civile dopo la prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un ex comandante della Polizia Municipale, condannato per vari reati contro la pubblica amministrazione. La Corte ha confermato un importante principio: la responsabilità civile dopo la prescrizione di un reato persiste, obbligando il giudice a valutare i fatti ai soli fini risarcitori. La sentenza è stata annullata senza rinvio solo per il reato di abuso d'ufficio, recentemente abrogato, con revoca delle relative statuizioni civili. Per le altre accuse, come corruzione e peculato, la condanna al risarcimento del danno a favore del Comune è stata confermata.
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Diritto di abitazione immobile sequestrato: i limiti
Un soggetto, nell'ambito di un procedimento di prevenzione, ha richiesto il diritto di abitazione sull'immobile di sua proprietà sottoposto a sequestro. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che, per ottenere tale beneficio, è necessario dimostrare due condizioni cumulative: che l'immobile fosse adibito a residenza familiare al momento del sequestro e l'impossibilità di reperire un'altra sistemazione abitativa. Nel caso di specie, entrambe le condizioni non sono state provate.
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Ordine demolizione: competenza del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40565/2024, ha stabilito che la competenza a decidere sulla richiesta di revoca o sospensione di un ordine di demolizione spetta al giudice dell'esecuzione e non viene meno a seguito delle recenti riforme che attribuiscono al prefetto un ruolo sussidiario nella fase materiale della demolizione. Il giudice di merito aveva erroneamente declinato la propria competenza, omettendo di valutare l'istanza dei ricorrenti basata su una presunta difformità parziale dell'abuso. La Corte ha annullato il provvedimento, rinviando gli atti per un nuovo esame.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro una misura di custodia cautelare basata su prove derivanti da chat criptate. La sentenza chiarisce l'utilizzabilità delle chat criptate acquisite da un'autorità giudiziaria estera (in questo caso, francese) tramite un Ordine Europeo di Indagine (OEI). La Corte ha stabilito che non si tratta di una nuova intercettazione, ma della circolazione di prove già esistenti. Pertanto, non è necessaria un'autorizzazione preventiva del giudice italiano. Si presume la legittimità dell'operato dell'autorità estera, e spetta alla difesa l'onere di dimostrare un'eventuale violazione dei diritti fondamentali.
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Ordine di demolizione: effetti del decesso del reo
Un soggetto condannato per abusi edilizi impugnava un provvedimento che negava la sospensione di un ordine di demolizione. Durante il ricorso in Cassazione, il ricorrente decedeva. La Corte ha annullato il provvedimento impugnato per via del decesso, ma ha chiarito un principio fondamentale: l'ordine di demolizione, avendo natura di sanzione reale legata all'immobile, non si estingue e si trasmette agli eredi, contro i quali l'esecuzione dovrà proseguire.
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