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Art. 8 Convenzione EDU — Anno 2024

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156 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Inutilizzabilità intercettazioni: illegittimità a monte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario con cui si lamentava l'inutilizzabilità intercettazioni telefoniche derivanti da un'acquisizione di numeri di telefono ritenuta illegittima. La Corte ribadisce che il principio del "frutto dell'albero avvelenato" non si applica nell'ordinamento italiano, pertanto l'eventuale vizio di un atto investigativo a monte non si trasmette ai successivi decreti autorizzativi delle intercettazioni, che sono atti autonomi e validi.
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Impugnazione matrimonio affini: l’interesse ereditario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15028/2024, ha stabilito che l'erede legittimo possiede un interesse valido e attuale per l'impugnazione del matrimonio tra affini in linea retta, quando tale unione pregiudica i suoi diritti successori. Nel caso specifico, un uomo aveva impugnato il matrimonio contratto dal suo defunto parente con la figlia della prima moglie di quest'ultimo (la sua figliastra). La Corte ha confermato la nullità del matrimonio, ritenendo l'interesse economico dell'erede sufficiente a giustificare l'azione, poiché il matrimonio, affetto da nullità insanabile per violazione di norme di ordine pubblico, stava erodendo il patrimonio ereditario.
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Demolizione immobile abusivo: no alla proporzionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La Corte ha ribadito che la demolizione, anche se riguarda un'abitazione familiare, non viola il principio di proporzionalità sancito dall'art. 8 della CEDU, specialmente quando chi ha costruito era pienamente consapevole dell'illegalità e ha avuto un lungo periodo di tempo (in questo caso, 13 anni) per regolarizzare la propria posizione o trovare soluzioni abitative alternative.
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Proroga visto corrispondenza: 3 mesi, non 6
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proroga del visto di controllo sulla corrispondenza per un detenuto, ai sensi dell'art. 18-ter dell'ordinamento penitenziario, non può superare i tre mesi. La Corte ha annullato un'ordinanza che, pur qualificando il provvedimento come 'proroga', ne aveva fissato la durata in sei mesi, tipica di un nuovo provvedimento e non di un'estensione. Sono state invece confermate le restrizioni sostanziali, come il divieto di ricevere stampa locale, ritenute giustificate da esigenze di sicurezza.
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Ordine di demolizione e interesse ad agire
Una coppia, condannata per abusivismo edilizio, impugna un ordine di demolizione dopo aver donato l'immobile ai propri figli. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire. Poiché i ricorrenti non sono più proprietari, non hanno un interesse concreto e attuale a contestare l'ordine, che per sua natura segue il bene e non la persona.
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Pericolosità sociale: confisca e limiti temporali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che confermava la confisca di beni a due soggetti. Il motivo risiede nell'errata determinazione del periodo di pericolosità sociale, basata su reati solo tentati e procedimenti archiviati, senza una prova concreta del profitto illecito. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, imponendo un'analisi più rigorosa e il rispetto dei principi sulla redditività effettiva delle condotte e sulla tutela del domicilio familiare.
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Adozione piena: Cassazione salva i legami affettivi
In un caso di adozione piena di minori, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio di diritto fondamentale. Pur confermando che l'adozione recide i legami giuridici con la famiglia d'origine, ha chiarito che il giudice può e deve valutare, caso per caso, il preminente interesse del minore a conservare relazioni socio-affettive significative e positive con alcuni parenti. La decisione, emessa a seguito di un intervento della Corte Costituzionale, introduce una flessibilità cruciale, distinguendo tra il piano formale-giuridico e quello affettivo-relazionale, ponendo il benessere psicologico del bambino al centro di ogni valutazione.
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Permesso di soggiorno per convivenza: sì alla prova orale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11033/2024, ha stabilito che per ottenere il permesso di soggiorno per convivenza non è indispensabile la registrazione anagrafica della coppia. Una relazione stabile tra un cittadino UE e un partner extracomunitario può essere provata anche tramite testimonianze, purché serie e rigorose. La Corte ha respinto il ricorso del Ministero dell'Interno, privilegiando la tutela dell'unità familiare, come previsto dalla normativa europea, rispetto a un'interpretazione eccessivamente formalistica della legge nazionale.
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Composizione organo giudicante: CCEPS decisione nulla
Un medico, radiato dall'albo per aver diffuso informazioni contro le vaccinazioni, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha annullato la decisione disciplinare non entrando nel merito della questione, ma per un vizio di procedura: l'errata composizione dell'organo giudicante. La commissione aveva deliberato con soli quattro membri, mentre la legge ne richiede un minimo di cinque. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame da parte di un collegio correttamente costituito.
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Permesso di soggiorno con fratello: quando è negato
Una cittadina straniera si è vista negare il permesso di soggiorno per vivere con il fratello italiano. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, specificando che per ottenere un permesso di soggiorno con fratello non basta il legame di parentela, ma è indispensabile dimostrare una convivenza effettiva e un progetto di vita comune, elementi che nel caso di specie erano assenti.
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Mandato Arresto Europeo: Rifiuto se le carceri violano i diritti
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di consegna di un cittadino rumeno basata su un Mandato Arresto Europeo. La sentenza stabilisce che le assicurazioni generiche fornite dallo Stato richiedente sulle condizioni di detenzione non sono sufficienti di fronte a prove specifiche di sovraffollamento e trattamento inumano. Il giudice nazionale ha il dovere di condurre un'indagine approfondita per verificare il rispetto dei diritti fondamentali del consegnando.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che non si possono introdurre nuove questioni legali in sede di Cassazione e che la sanatoria edilizia non è applicabile a nuove costruzioni in aree protette, né può essere richiesta solo per una parte dell'immobile abusivo.
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Diritto al nome: uso commerciale lecito se informativo
Gli eredi di una celebre attrice hanno citato in giudizio una nota casa di moda per l'uso non autorizzato del suo nome su alcuni modelli di calzature. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto al nome non viene violato se l'uso, pur avendo una connotazione commerciale, ha una funzione prevalentemente informativa e descrittiva. Per un modello di scarpa, l'uso era legittimato da un accordo contrattuale. Per altri, il riferimento al nome della celebrità serviva a descrivere la storia del prodotto, un'eccezione lecita che non richiede consenso. La domanda per contraffazione di marchio è stata respinta perché tardiva.
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Decreto di espulsione: quando è legittimo? La Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, sostenendo che fosse illegittimo a causa di un ricorso pendente per protezione internazionale e del rischio di violazione dei diritti fondamentali in caso di rimpatrio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le doglianze sul rischio erano troppo generiche e che, dopo il rigetto del Tribunale, il ricorso in cassazione non sospende automaticamente l'efficacia del provvedimento di espulsione.
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Espulsione straniero: la vita privata va sempre tutelata
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di pace che confermava il decreto di espulsione di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che, anche in sede di opposizione all'espulsione, il giudice ha l'obbligo di valutare l'impatto della misura sulla vita privata e familiare dell'individuo, considerando il suo livello di integrazione sociale e lavorativa in Italia. Non è corretto ritenere che tale valutazione sia riservata solo alle procedure di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. L'espulsione straniero non può essere un atto automatico ma richiede un'analisi concreta dei diritti fondamentali della persona.
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Espulsione vincoli familiari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione nei confronti di una cittadina straniera. Il motivo della decisione risiede nella mancata valutazione, da parte del giudice di merito, dei solidi vincoli familiari della donna, il cui coniuge e figli risiedono legalmente in Italia. La sentenza ribadisce che, nei casi di espulsione, i vincoli familiari devono essere sempre attentamente considerati, bilanciando l'interesse dello Stato con il diritto alla vita familiare.
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Valutazione vincoli familiari: espulsione illegittima
Un cittadino straniero si oppone a un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che l'espulsione è illegittima perché il giudice di merito ha omesso la doverosa valutazione dei vincoli familiari. Questo obbligo sussiste indipendentemente dal precedente diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.
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Mandato di arresto europeo: no se sproporzionato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un cittadino italiano alla Repubblica Ceca sulla base di un mandato di arresto europeo. La Corte ha ritenuto il mandato sproporzionato, in quanto emesso per un mero atto investigativo (un interrogatorio), per il quale sarebbe stato sufficiente un meno invasivo ordine europeo di indagine, come peraltro suggerito dalla difesa dell'indagato. La decisione ribadisce che il mandato di arresto europeo è uno strumento per l'esercizio dell'azione penale, non per semplici indagini.
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Risarcimento danno idrico: la Cassazione decide
Un cittadino cita in giudizio una società di fornitura idrica per una prolungata interruzione del servizio. Dopo una prima vittoria, la Corte d'Appello nega il risarcimento per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che il danno non patrimoniale derivante dalla mancanza di un bene essenziale come l'acqua può essere provato anche tramite presunzioni. L'ordinanza chiarisce i criteri per ottenere il risarcimento danno idrico, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
Un cittadino straniero ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il rigetto della sua opposizione a un decreto di espulsione. L'appello si basava su presunti errori procedurali e sulla richiesta di una nuova valutazione del suo bisogno di protezione internazionale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che non è possibile sollevare nuove questioni per la prima volta in sede di legittimità e che la Corte non può riesaminare nel merito una richiesta di protezione che non era stata precedentemente contestata nelle sedi appropriate.
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