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Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90

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750 provvedimenti

Lieve entità spaccio esclusa per 250g di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità spaccio è stata respinta a causa del notevole quantitativo di droga (249,5 grammi), considerato un indice di professionalità e di un'attività di cessione continua, incompatibile con la minima offensività richiesta dalla norma. La decisione è stata rafforzata dai precedenti penali dell'imputato.
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Pene sostitutive: no nullità senza avviso ex 545-bis
Un imputato, condannato per reati di droga, ha impugnato la sentenza d'appello lamentando la mancata informazione sulla possibilità di accedere alle pene sostitutive, come previsto dalla Riforma Cartabia (art. 545-bis c.p.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'omissione dell'avviso non comporta la nullità della sentenza. Secondo la Corte, il giudice ha un potere discrezionale e la sua omissione implica una valutazione negativa sui presupposti per concedere la misura. Inoltre, la difesa non può lamentarsi se non ha mai richiesto attivamente l'applicazione di tali pene.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
Un imputato, condannato per un reato minore legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito. La motivazione del diniego era ben fondata sulla personalità negativa dell'imputato, desunta dai suoi precedenti penali, sull'entità del fatto e sull'assenza di elementi positivi. La Corte ha ribadito che i precedenti penali da soli possono bastare a giustificare il diniego delle attenuanti generiche.
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Spaccio di lieve entità: quantità e Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di 502 grammi di hashish. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso tale ipotesi valorizzando come preponderante il dato quantitativo della sostanza, da cui era possibile ricavare oltre 5.000 dosi.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, confermando la decisione dei giudici di merito di non qualificare il reato come spaccio di lieve entità. La Corte ha sottolineato che elementi come la frequenza delle cessioni, la pluralità di clienti e la continua disponibilità di droga indicano una professionalità incompatibile con la minima offensività richiesta per l'ipotesi attenuata.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13917/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che chiedevano la riqualificazione del reato di spaccio nella più lieve ipotesi dello spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che elementi come la quantità, la diversità delle sostanze e le modalità operative professionali sono incompatibili con la nozione di minima offensività richiesta per tale fattispecie.
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Spaccio di lieve entità: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa chiedeva il riconoscimento dello spaccio di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che l'assiduità, il numero delle cessioni e le modalità operative indicavano una professionalità incompatibile con la fattispecie attenuata. La valutazione complessiva della condotta prevale sull'analisi dei singoli episodi.
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Inammissibilità del ricorso: motivi generici e Cassazione
Un soggetto, condannato per un reato minore legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando una motivazione carente. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, poiché i motivi erano generici, non specifici e privi di un reale confronto con la sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea i rigorosi requisiti di specificità richiesti per i ricorsi, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Fatto lieve: quando è escluso nello spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale richiedeva l'applicazione dell'ipotesi di reato di fatto lieve. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'uso della propria abitazione come luogo di incontro per un notevole afflusso di acquirenti e il significativo dato quantitativo della sostanza sono elementi incompatibili con la qualificazione di fatto lieve. La decisione ribadisce che la valutazione del fatto lieve deve considerare tutti i parametri (mezzi, modalità, circostanze) e che anche un solo indice negativo può essere decisivo per escluderla.
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Fatto lieve: quando la Cassazione lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre individui condannati per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto lieve è stata respinta perché la notevole quantità di droga, l'uso di un casolare abbandonato come base logistica e la disponibilità di ingenti somme di denaro sono stati ritenuti elementi incompatibili con l'ipotesi di minore gravità.
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Fatto lieve stupefacenti: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, il quale richiedeva il riconoscimento dell'ipotesi di fatto lieve. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che elementi come l'ingente quantità, la diversa tipologia di sostanze, il coinvolgimento in un'associazione a delinquere e il rinvenimento di sostanza da taglio sono incompatibili con la qualificazione di 'fatto lieve stupefacenti', rendendo inammissibili le censure che mirano a una rivalutazione dei fatti.
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Fatto di lieve entità: valutazione unitaria del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina e hashish, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che, in presenza di più sostanze, la condotta va valutata unitariamente. L'ingente quantitativo di droga e denaro, uniti ai precedenti specifici, sono stati decisivi per escludere l'ipotesi lieve e confermare la decisione dei giudici di merito.
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Attenuante danno lieve e spaccio: no se abituale
Un individuo condannato per spaccio di lieve entità si è visto negare l'applicazione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'**attenuante danno lieve** non può essere riconosciuta quando l'attività illecita, pur modesta, rappresenta una fonte di guadagno costante e abituale per l'imputato, venendo meno il requisito della speciale tenuità del lucro.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile proposto da un imputato che lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha rilevato che tali attenuanti erano già state concesse nei gradi di merito, rendendo il motivo di ricorso privo di specificità e del tutto incomprensibile. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per reati legati agli stupefacenti. L'appello contestava il diniego delle attenuanti generiche, ma la Corte ha stabilito che la motivazione della corte territoriale era sufficiente e non illogica, e che il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni senza sollevare questioni di legittimità, confermando così la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Speciale tenuità e droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicare l'attenuante della speciale tenuità del danno è stata respinta poiché la quantità di stupefacente, sebbene non enorme, è stata ritenuta idonea a generare un profitto non trascurabile, giustificando così la decisione dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: limiti alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per reati di droga. L'appello contestava l'entità della pena, il diniego delle attenuanti generiche e gli aumenti per la continuazione. La Corte ha stabilito che tali motivi non sono ammissibili in sede di legittimità quando la decisione del giudice di merito è sorretta da una motivazione sufficiente e non illogica, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese e di una sanzione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per spaccio di lieve entità. I motivi, incentrati su uso personale, particolare tenuità del fatto e trattamento sanzionatorio, sono stati giudicati generici e riproduttivi di censure già adeguatamente respinte nei gradi di merito, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. L'analisi sottolinea che l'inammissibilità del ricorso in Cassazione è una conseguenza diretta della mancanza di specificità e novità nelle doglianze presentate.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio di lieve entità. I motivi, ritenuti generici e meramente riproduttivi delle istanze già respinte in appello, non possono essere esaminati nel giudizio di legittimità, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di lieve entità legati agli stupefacenti. I motivi dell'appello, relativi alla quantificazione della pena e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati giudicati troppo generici e simili a mere lamentele sui fatti, non idonei a un giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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