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Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 — Anno 2026

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74 provvedimenti

Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90

Concordato sui motivi di appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato sui motivi di appello, ha tentato di contestare la qualificazione giuridica del reato di detenzione di stupefacenti. La decisione ribadisce che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a doglianze successive sulla natura del reato, rendendo il ricorso nullo.
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Concorso detenzione stupefacenti: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per concorso detenzione stupefacenti, trovati nell'abitazione condivisa con il coniuge. L'impugnazione è stata respinta perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito esclusivo del giudice di merito. La Corte ha confermato che l'ipotesi di 'fatto lieve' è incompatibile con elementi oggettivi gravi, come l'ingente quantitativo di droga (cocaina e hashish) e le modalità organizzate dello spaccio.
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Spaccio di lieve entità: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che la richiesta di riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità era infondata, data l'ingente quantità di droga (circa 1320 dosi di eroina) e il contesto di un'attività organizzata, elementi incompatibili con l'ipotesi del fatto lieve.
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Fatto lieve stupefacenti: quando è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso volto al riconoscimento del fatto lieve stupefacenti. La Corte ha stabilito che la notevole quantità di droga (oltre 42 grammi di cocaina) e le modalità organizzate dello spaccio sono elementi sufficienti per escludere l'ipotesi di minore gravità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello che negava la sospensione del procedimento con messa alla prova. La Suprema Corte ha stabilito che la concessione del beneficio è un potere discrezionale del giudice di merito e, se adeguatamente motivato sulla base della capacità criminale, non è sindacabile in sede di legittimità. L'inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su spaccio droga
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di diversi imputati condannati per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda su vari motivi: la genericità delle doglianze, che si limitavano a riproporre questioni di fatto già decise, l'effetto preclusivo del 'concordato in appello' che impedisce di impugnare questioni rinunciate, e l'infondatezza della richiesta di riqualificare il reato come 'fatto di lieve entità', data la consistenza della fornitura e l'organizzazione dell'attività. La Corte ribadisce che l'inammissibilità ricorso comporta la condanna alle spese processuali.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per spaccio di lieve entità. Il ricorso è stato giudicato generico perché non si confrontava con le adeguate motivazioni della Corte d'Appello, la quale aveva basato la condanna su prove concrete che escludevano l'uso personale della droga.
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Furto aggravato: auto aperta non esclude l’aggravante
Un uomo viene condannato per furto da un'auto lasciata aperta e per detenzione di stupefacenti. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che si tratta di furto consumato e non tentato. Sottolinea inoltre che il furto aggravato per esposizione alla pubblica fede sussiste anche se il proprietario del veicolo è stato negligente, poiché la negligenza non elimina la necessità di lasciare il bene incustodito.
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Prescrizione reato: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per un reato minore di spaccio, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Nonostante i ricorsi presentati dall'imputato su altri vizi della sentenza, la Corte ha applicato il principio dell'immediata declaratoria delle cause di non punibilità, come la prescrizione reato, ponendo fine al procedimento giudiziario.
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Ricorso cassazione patteggiamento: quando è inammissibile
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati contro una sentenza di patteggiamento per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione è possibile solo per un errore 'manifesto' nella qualificazione giuridica del reato e non per ottenere una nuova valutazione dei fatti, consolidando la stabilità degli accordi di applicazione della pena.
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Destinazione allo spaccio: gli indizi che contano
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti, stabilendo che la destinazione allo spaccio può essere provata attraverso una serie di indizi concordanti, come la suddivisione della sostanza in dosi, il possesso di più telefoni cellulari e appunti sospetti. La Corte ha ritenuto irrilevante l'assenza di strumenti per il taglio e il confezionamento, rigettando la tesi difensiva dell'uso personale e la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Confisca del denaro: la Cassazione cambia rotta
Un individuo condannato per reati legati agli stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto i motivi procedurali ma ha accolto quello relativo alla confisca del denaro. Citando un nuovo e fondamentale principio, la Corte ha stabilito che la confisca diretta del denaro richiede la prova rigorosa che la somma specifica sequestrata derivi dal reato, non essendo più sufficiente la sua natura fungibile. Di conseguenza, la confisca è stata annullata e la restituzione della somma ordinata.
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Errore di fatto: quando il ricorso in Cassazione è out
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. L'imputato sosteneva che i giudici avessero ignorato una sua richiesta di pene sostitutive, ma la Corte ha verificato che tale richiesta non era mai stata formalmente depositata in appello, rendendo la doglianza infondata e precisando la natura del rimedio.
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Coltivazione canapa: i limiti della L. 242/2016
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore agricolo condannato per la coltivazione di 99 piante di canapa. La sentenza ribadisce che la coltivazione canapa è legale solo se rientra strettamente nelle finalità industriali previste dalla Legge 242/2016. La produzione di infiorescenze e derivati con potenziale effetto drogante costituisce reato, indipendentemente dalla percentuale di THC immediatamente rilevabile, se non è provata la totale assenza di efficacia psicotropa.
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