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Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 — Anno 2024

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284 provvedimenti

Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90

Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per violazione della legge sugli stupefacenti. I motivi, ritenuti generici, tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti e della pena, compito non spettante alla Cassazione. La Corte ha confermato la decisione di merito, ben motivata e priva di vizi logici, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Art. 131-bis: no tenuità per spaccio reiterato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis cod. pen., è stata respinta. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che il numero di cessioni di droga e le modalità dell'azione indicavano un disvalore oggettivo della condotta incompatibile con il beneficio richiesto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati, confermando la loro condanna. La decisione si basa sulla genericità dei motivi presentati, che miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità. L'ordinanza sottolinea che un ricorso inammissibile si verifica quando le censure non criticano specificamente la logica della sentenza impugnata, ma si limitano a riproporre questioni di merito.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per due imputati. I motivi riguardavano la determinazione della pena e la sospensione condizionale. La Corte ha ribadito che non può rivalutare i fatti o la congruità della pena, se non illogica, confermando la decisione d'appello.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava le attenuanti generiche per totale assenza di elementi positivi a favore dell'imputato e ha ribadito che la valutazione sul profitto del reato è una questione di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato da un imputato condannato per un reato legato agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non riguardavano vizi di legittimità, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove, un'attività che spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d'Appello). Questa ordinanza ribadisce la netta distinzione tra giudizio di merito e giudizio di legittimità, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici non bastano
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati connessi agli stupefacenti. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non si confrontavano specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, ribadendo la necessità di censure precise e dettagliate.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha ribadito che la rivalutazione dei fatti non è consentita in sede di legittimità e ha giustificato il diniego delle attenuanti generiche per l'assenza di elementi positivi e di un atteggiamento collaborativo da parte dell'imputato, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è rivalutazione dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di droga e resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non presentavano vizi di legittimità, ma miravano a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, compito esclusivo dei giudici di merito. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per reati di lieve entità in materia di stupefacenti. Il motivo risiede nella genericità dei motivi di appello, che non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata. La decisione sottolinea l'importanza di un confronto puntuale con le motivazioni del giudice di merito, pena la reiezione del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione e recidiva: quando il reato non si estingue
Un ricorso in Cassazione per un reato di droga è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che il calcolo della prescrizione e recidiva specifica estende significativamente i termini, impedendo l'estinzione del reato prima della sentenza di appello. L'imputato sosteneva che il reato fosse prescritto, ma i giudici hanno applicato l'aumento di metà del tempo previsto dalla legge a causa della sua precedente condanna per un reato della stessa indole, fissando la scadenza massima al 2027.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla valutazione della personalità negativa dell'imputato, desunta dai suoi numerosi precedenti penali, anche specifici. Secondo la Corte, questo elemento è sufficiente a giustificare la mancata concessione del beneficio, senza che il giudice debba analizzare ogni singola argomentazione difensiva.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in cassazione presentato da un imputato condannato per un reato connesso agli stupefacenti. I motivi del ricorso sono stati giudicati troppo generici e privi di un confronto specifico con le argomentazioni della sentenza d'appello, violando così i requisiti di specificità richiesti dalla legge.
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Tenuità del fatto: quando non si applica allo spaccio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38028/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando la condotta, seppur legata a modiche quantità, rivela un'attività sistematica e costituisce l'unica fonte di reddito, dimostrando un'intensità del dolo e un disvalore oggettivo non trascurabili.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e limiti del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio di lieve entità. L'imputato lamentava la violazione del principio 'oltre ogni ragionevole dubbio', ma la Corte ha stabilito che le sue argomentazioni miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito (Tribunale e Corte d'Appello) e non del giudice di legittimità. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla valutazione della accresciuta pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla gravità del reato e dai suoi numerosi precedenti penali, che giustificano sia la mancata esclusione della recidiva sia il diniego dell'applicazione del lavoro di pubblica utilità.
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Detenzione stupefacenti: quando si esclude l’uso?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che, per distinguere tra uso personale e spaccio, non è sufficiente il solo dato ponderale, ma è necessaria una valutazione complessiva che includa le condizioni economiche e il comportamento dell'imputato. È stata inoltre confermata la legittimità del diniego delle pene sostitutive basato sulla personalità negativa del soggetto, desunta anche da precedenti penali.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento lamentando un vizio nella motivazione sulla quantità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente indicati dalla legge, tra cui non rientra il vizio di motivazione.
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Ricorso generico: Cassazione dichiara inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era un ricorso generico, limitandosi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza criticare specificamente la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato che la natura organizzata del traffico internazionale escludeva la possibilità di qualificare il reato come di lieve entità.
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Congruità della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per reati di droga, ribadendo che la valutazione sulla congruità della pena spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se non in caso di motivazione illogica o arbitraria. Il ricorso contestava sia la responsabilità penale che la pena, ma è stato respinto.
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