Un condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato per unificare le pene derivanti da diverse condanne definitive. Il giudice di merito ha accolto la richiesta solo per alcuni episodi, escludendo gli altri. I reati esclusi erano stati commessi nell'arco di due anni, in diverse regioni italiane, contro vittime differenti e con complici diversi. Tali elementi denotavano una generale scelta di vita criminale e non un piano unico premeditato. L'interessato ha proposto ricorso per cassazione contestando il mancato riconoscimento complessivo del vincolo. La Suprema Corte ha confermato la decisione precedente e ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »