Un condannato ha richiesto il riconoscimento della disciplina del reato continuato per unire diverse condanne definitive e ottenere uno sconto di pena. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta a causa dell'ampio lasso temporale, pari a circa quattro o cinque anni, intercorso tra i vari episodi delittuosi. Durante questo intervallo di tempo, l'uomo aveva anche scontato diversi periodi di carcerazione. Il condannato ha quindi presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la mancata unificazione dei reati. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che la distanza temporale e la detenzione interrompono il disegno criminoso originario, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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