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Art. 665 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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50 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Ordine di demolizione: quando copre l’intero immobile
Una proprietaria, condannata per abuso edilizio, ha contestato un ordine di demolizione sostenendo che dovesse applicarsi solo all'ultimo piano sopraelevato e non all'intero edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale i permessi in sanatoria ottenuti sono stati giudicati illegittimi, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione si applica all'intera costruzione, poiché questa costituisce un manufatto unico e l'illegalità delle parti iniziali si estende a quelle successive. Le questioni già decise non possono essere riproposte.
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Incidente di esecuzione: no all’annullamento di atti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina che, tramite un incidente di esecuzione, chiedeva l'annullamento di un provvedimento comunale per la demolizione di un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'incidente di esecuzione non è lo strumento corretto per impugnare la validità di un atto amministrativo, anche se questo è finalizzato all'esecuzione di una condanna penale. La procedura corretta avrebbe richiesto un'impugnazione autonoma secondo le forme previste dal codice di procedura penale o un ricorso in sede amministrativa.
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Pena illegale: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni imputati che chiedevano la revoca di una sentenza di patteggiamento per reati tributari. I ricorrenti sostenevano che la pena fosse illegale perché applicata senza il preventivo pagamento del debito fiscale, condizione richiesta dalla legge per accedere al rito. La Corte ha stabilito che tale vizio non costituisce una 'pena illegale' (cioè una sanzione non prevista dalla legge o fuori dai limiti edittali), ma una 'pena illegittima', derivante da un errore procedurale che doveva essere contestato con i mezzi di impugnazione ordinari prima che la sentenza diventasse definitiva. Pertanto, il giudice dell'esecuzione non ha il potere di revocarla.
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Confisca per equivalente: quando colpisce i terzi?
Una terza persona ricorre in Cassazione contro l'ordinanza che dispone la confisca di un immobile a lei intestato, sostenendo che tale bene non fosse nella disponibilità del condannato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la confisca per equivalente può colpire beni di terzi quando, pur non essendone formalmente proprietari, il condannato ne abbia la 'disponibilità' di fatto. La Corte ha inoltre confermato che l'individuazione di tali beni spetta al Pubblico Ministero in fase esecutiva, garantendo al terzo la possibilità di opporsi successivamente davanti al giudice dell'esecuzione. La decisione della corte di merito, basata su una valutazione complessiva di vari indizi (rapporto di lavoro tra le parti, prezzo di vendita anomalo, diritto di abitazione mantenuto dal condannato), è stata ritenuta logicamente corretta.
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Competenza esecuzione: decide il giudice d’appello
La Corte di Cassazione chiarisce un importante principio sulla competenza per l'esecuzione delle sentenze penali. Se la Corte d'Appello modifica in modo sostanziale la sentenza di primo grado, ad esempio alterando il bilanciamento delle circostanze, la competenza a curare l'esecuzione, inclusa l'emissione di un ordine di demolizione, si sposta al giudice di secondo grado. Di conseguenza, il Pubblico Ministero e il giudice competenti per la fase esecutiva sono quelli presso la Corte d'Appello.
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Ordine di demolizione: quando è inoppugnabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La ricorrente, che non era più proprietaria del bene in quanto acquisito al patrimonio comunale, è stata ritenuta priva di interesse ad agire. La Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione è un provvedimento con carattere reale, che segue il bene e non la persona, e non può essere fermato da istanze di condono palesemente infondate, soprattutto per nuove costruzioni in aree vincolate.
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Correzione errore materiale: competenza e procedura
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20650/2025, si è pronunciata su un caso di correzione errore materiale relativo a un'omessa statuizione sulla confisca. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato, stabilendo che la competenza a decidere spetta al giudice d'appello in base al principio di unitarietà dell'esecuzione, anche se la sentenza era stata riformata solo in punto di pena per il ricorrente. Inoltre, ha chiarito che la nomina del difensore per il giudizio di merito non si estende alla fase esecutiva, la quale richiede un mandato specifico.
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Revoca sospensione condizionale: demolizione e termini
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca della sospensione condizionale della pena è un atto dovuto se il condannato non adempie all'obbligo di demolizione di un'opera abusiva entro il termine stabilito. I ricorsi presentati contro l'ordine di esecuzione non sospendono tale termine né giustificano l'inadempimento. Il caso riguarda un cittadino che, oltre a non demolire, aveva proseguito i lavori abusivi, vedendosi così revocare il beneficio concesso.
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Dissequestro temporaneo: il rimedio è l’opposizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di dissequestro temporaneo di un bene sottoposto a sequestro preventivo attiene alle modalità di esecuzione della misura e non alla sua legittimità. Di conseguenza, il rimedio giuridico corretto contro il provvedimento di rigetto non è l'appello cautelare, ma l'opposizione dinanzi allo stesso giudice che ha emesso la decisione, secondo la procedura dell'incidente di esecuzione. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'opposizione proposta dall'interessato.
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Ordine di demolizione: quando si revoca la sospensione?
La Cassazione conferma la revoca della sospensione di un ordine di demolizione. La sola pendenza di un ricorso amministrativo, senza allegare elementi concreti sulla probabilità di un esito favorevole, non è sufficiente a giustificare il mantenimento della sospensione dell'esecuzione della sanzione penale.
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