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Art. 665 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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79 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Competenza del giudice dell’esecuzione: i criteri
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo riguardante la competenza del giudice dell'esecuzione per la revoca di una sospensione condizionale della pena. Il contrasto è sorto tra un Giudice per le indagini preliminari e un Tribunale ordinario in merito all'individuazione dell'ultima sentenza divenuta irrevocabile. La Suprema Corte ha chiarito che la competenza si determina al momento della presentazione della richiesta da parte del Pubblico Ministero, senza che successivi passaggi in giudicato di altre sentenze possano spostare l'attribuzione del caso.
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Confisca e terzi creditori: la tutela dell’ipoteca
La Corte di Cassazione ha affrontato il delicato tema della confisca e terzi creditori, annullando un provvedimento che negava la tutela a una società cessionaria di un credito ipotecario. Il caso riguardava immobili confiscati a seguito di reati tributari e bancarotta. Il giudice di merito aveva escluso la buona fede del creditore basandosi su presunte anomalie nell'operazione di mutuo. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato la mancanza di una prova rigorosa circa la strumentalità del credito, erogato nel 2003, rispetto a reati commessi solo a partire dal 2013. La decisione sottolinea che la tutela del terzo non può essere negata senza dimostrare un nesso causale concreto tra il finanziamento e l'attività illecita.
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Revoca sospensione condizionale: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca sospensione condizionale della pena per un soggetto che aveva accumulato condanne eccedenti i limiti legali. Il caso affronta la competenza territoriale del giudice dell'esecuzione, stabilendo che essa si radica al momento della presentazione della domanda originaria, e ribadisce l'obbligatorietà della revoca se emerge una condanna ostativa precedentemente non nota al giudice della cognizione.
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Cessazione reato associativo: quando finisce?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva di retrodatare la fine della sua partecipazione a un'associazione criminale. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete di recesso o esclusione, la cessazione del reato associativo coincide con la data della sentenza di primo grado, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione. Viene ribadita la presunzione di persistenza del vincolo associativo, superabile solo da dati fattuali specifici.
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Ordine di demolizione: quando è impossibile fermarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione. La Corte ha chiarito che non basta un'affermazione generica sui rischi strutturali o sulla possibile sanatoria per fermare la demolizione. È onere del ricorrente fornire prove concrete. In assenza di istanze di condono e data la presenza di vincoli paesaggistici, l'ordine di demolizione è stato confermato.
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Continuazione tra reati: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione nega il riconoscimento della continuazione tra reati commessi a distanza di anni. Anche se i reati sono simili, la mancanza di prova di un unico piano criminoso iniziale e il notevole lasso temporale tra le condotte impediscono l'applicazione del beneficio, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione.
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Rapina lieve entità: la Cassazione sulla pena
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice dell'esecuzione che aveva negato la rideterminazione della pena per un condannato per rapina. La richiesta si basava sull'introduzione dell'attenuante della rapina lieve entità da parte della Corte Costituzionale. La Cassazione ha stabilito che questa attenuante richiede una valutazione autonoma e specifica, non potendo essere assorbita nel precedente riconoscimento delle attenuanti generiche, e ha rinviato il caso per un nuovo esame nel merito.
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Annullamento con rinvio: effetti sulla misura alternativa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2180/2026, ha stabilito che l'annullamento con rinvio di un'ordinanza che concede una misura alternativa, come l'affidamento in prova, comporta la sua immediata cessazione. A seguito della decisione, il condannato deve tornare al regime detentivo precedente. La Corte ha rigettato la tesi del ricorrente, il quale sosteneva che la misura dovesse rimanere efficace fino al nuovo giudizio, e ha chiarito che il principio di continuità previsto per le misure cautelari non è estensibile alle misure alternative, in assenza di una specifica previsione normativa.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra il GIP del Tribunale di Pisa e quello di Livorno. In materia di esecuzione penale, in presenza di più condanne definitive a carico della stessa persona, la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al magistrato che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima. Nel caso specifico, la competenza è stata attribuita al GIP di Pisa, poiché la sua sentenza era passata in giudicato successivamente a quella emessa dal GIP di Livorno.
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Termini impugnazione ricorso: quando è tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di confisca di un'arma. La decisione non entra nel merito della questione, ma si fonda unicamente sul mancato rispetto dei termini impugnazione ricorso. L'appello è stato depositato oltre il termine perentorio di 15 giorni dalla notifica del provvedimento, rendendo vana ogni altra doglianza.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4317/2026, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse confuso la sua richiesta di 'concorso formale' con una precedente istanza per 'reato continuato'. La Corte ha chiarito che non vi è stato alcun errore percettivo, ma una valutazione giuridica consapevole, ribadendo che l'errore di fatto deve consistere in una svista materiale e non in un presunto errore di giudizio.
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Liberazione anticipata per pene espiate: il no
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che richiedeva la liberazione anticipata per un periodo di detenzione già scontato. La sentenza chiarisce che il beneficio non può essere concesso per pene interamente espiate, né il periodo di detenzione può essere utilizzato per ridurre pene relative a reati commessi successivamente, ribadendo i rigidi limiti del principio di fungibilità della pena.
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Correzione errore materiale: nulla la decisione de plano
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva rigettato un'istanza di correzione errore materiale senza fissare un'udienza. La richiesta riguardava la data di commissione di un reato. La Suprema Corte ha stabilito che la decisione 'de plano' è nulla quando la parte dimostra un interesse concreto alla discussione e che il giudice del rinvio deve attenersi ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione nella precedente sentenza di annullamento.
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Ordine di demolizione: quando la sanatoria non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un'opera abusiva. La sentenza chiarisce che una sanatoria edilizia non è sufficiente a bloccare la demolizione se il giudice dell'esecuzione accerta che i presupposti legali per il suo rilascio, in particolare il rispetto del termine temporale per il completamento delle opere, non erano sussistenti. Le nuove prove testimoniali, ritenute incerte, non hanno scalfito l'accertamento già consolidato in precedenti giudizi.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e continuazione
La Cassazione risolve un conflitto di competenza, stabilendo che il giudice dell'esecuzione competente a decidere sulla continuazione tra reati è quello che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile al momento della presentazione della domanda, secondo il principio della perpetuatio iurisdictionis.
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Competenza giudice di pace: chi decide sull’esecuzione?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza, stabilendo che la competenza del giudice di pace per l'esecuzione di una sua sentenza non viene meno se, successivamente, un altro giudice emette una misura cautelare. La Corte ha chiarito che la regola che sposta la competenza al giudice ordinario si applica solo in caso di più sentenze definitive concorrenti, non per una sentenza e una misura cautelare.
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Reato continuato e tossicodipendenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per una serie di delitti legati allo spaccio. L'imputato sosteneva che la sua tossicodipendenza fosse il movente unitario. La Corte ha ribadito che lo stato di tossicodipendenza non è sufficiente a provare un unico disegno criminoso, che deve essere specifico e preordinato. La reiterazione di reati per finanziare la dipendenza configura un'abitualità criminosa, non un reato continuato.
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Competenza giudice esecuzione: quando passa in Appello
La Corte di Cassazione chiarisce che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello quando questa ha riformato sostanzialmente la sentenza di primo grado, anche solo effettuando il bilanciamento delle circostanze che era stato omesso dal primo giudice. Un ricorso che contesta tale principio è stato dichiarato inammissibile in quanto la modifica del giudizio di comparazione delle circostanze costituisce una riforma sostanziale che sposta la competenza.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali, stabilendo la competenza del giudice esecuzione per i lavori di pubblica utilità. La Corte ha applicato l'art. 665 c.p.p., assegnando la competenza al giudice che ha emesso l'ultima condanna divenuta definitiva, anche se diversa da quella in esecuzione.
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