LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 665 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Pagina 3 di 5

84 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Ordine di demolizione abusiva: la Cassazione nega prescrizione e proporzionalità
Un'anziana signora ha impugnato un ordine di demolizione abusiva per la sua unica abitazione, dove viveva con la figlia e tre nipoti, due dei quali disabili. Ha sostenuto la mancata nomina di un difensore d'ufficio, la prescrizione dell'ordine e la sua sproporzione rispetto alla grave situazione familiare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa ripristinatoria, non soggetta a prescrizione penale e non richiede notifica al difensore. Inoltre, la Corte ha ritenuto non provata l'indisponibilità di altre soluzioni abitative o mezzi economici.
Continua »
Conflitto di Competenza: L’ultima sentenza irrevocabile e il giudice dell’esecuzione
Un Condannato ha chiesto l'applicazione della continuazione tra reati, ma è sorto un conflitto di competenza del giudice dell'esecuzione tra due GIP. Il GIP di Lamezia Terme si era dichiarato incompetente, ritenendo che l'ultima sentenza irrevocabile fosse stata emessa dal GUP di Catanzaro. Il GIP di Catanzaro, invece, ha sollevato il conflitto, sostenendo che l'ultima sentenza irrevocabile era del GUP di Lamezia Terme e che la competenza spetta sempre al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento definitivo. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto, stabilendo che il giudice competente è quello che ha pronunciato l'ultima sentenza di condanna divenuta irrevocabile, individuando nel GIP di Lamezia Terme il giudice corretto.
Continua »
Conflitto di competenza: chi decide l’esecuzione delle pene?
Un Giudice dell'Appello si è dichiarato incompetente su una richiesta di estinzione di pena accessoria, indicando un altro Tribunale come competente. Quest'ultimo ha sollevato un Conflitto di competenza. La Corte di Cassazione ha risolto la questione. Ha stabilito che il Giudice dell'Appello è il giudice competente. Questo perché la sentenza definitiva più recente era stata emessa proprio da quel Giudice. La decisione chiarisce quale autorità giudiziaria deve gestire l'esecuzione delle pene in presenza di più condanne.
Continua »
Legittimazione ricorso del PM: Procura Generale non può impugnare
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di `legittimazione ricorso del PM`. Un Tribunale aveva parzialmente accolto la richiesta di `continuazione in executivis` per un Condannato. La Procura Generale presso la Corte d'Appello ha presentato ricorso, sostenendo l'incompetenza del Tribunale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso `inammissibile`. Ha stabilito che solo il Pubblico Ministero che ha partecipato al procedimento di esecuzione ha la `legittimazione` per impugnare le decisioni del giudice dell'esecuzione, non la Procura Generale della Corte d'Appello. Il ricorso è stato quindi respinto per mancanza del diritto di agire.
Continua »
Competenza del giudice dell’esecuzione: Cassazione annulla decisione GIP
Un condannato aveva ricevuto più sentenze. Un giudice di primo grado ha riconosciuto la continuazione dei reati, ricalcolando la pena complessiva. Il Procuratore ha impugnato questa decisione, sostenendo che il giudice non aveva la **competenza del giudice dell'esecuzione** per trattare il caso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il giudice competente è quello che ha emesso l'ultima sentenza definitiva, anche se riguarda reati diversi. La decisione del giudice di primo grado è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi al giudice competente.
Continua »
Competenza Giudice Esecuzione: Cassazione chiarisce sul reato continuato
Un Condannato ha chiesto l'applicazione del reato continuato per diverse sentenze definitive. La Corte d'Appello ha deciso sulla sua richiesta. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso, sostenendo che la Competenza Giudice Esecuzione non spettava alla Corte d'Appello, ma al Tribunale che aveva emesso l'ultima condanna irrevocabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ribadito che, in caso di più condanne definitive, la Competenza Giudice Esecuzione spetta al giudice che ha pronunciato l'ultima condanna irrevocabile, indipendentemente dalla specifica condanna in questione. L'ordinanza della Corte d'Appello è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale competente per la decisione.
Continua »
Conflitto negativo di competenza: stop al rifiuto del giudice
Un cittadino condannato per reati edilizi ha avviato un incidente di esecuzione per ottenere la revoca dell'ordine di demolizione. La Corte di Cassazione ha annullato una prima decisione contraria e ha assegnato gli atti al Giudice di Pace. Quest'ultimo ha rifiutato di decidere e ha sollevato un conflitto negativo di competenza, sostenendo che la materia edilizia appartiene al Tribunale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile tale rifiuto. Nel giudizio di rinvio, infatti, il giudice designato non può rimettere in discussione l'attribuzione decisa dalla Cassazione, salvo che emergano fatti del tutto nuovi. Gli atti tornano quindi al Giudice di Pace per la definizione del caso.
Continua »
Revoca dell’indulto: nuovo reato e perdita del beneficio penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il provvedimento che disponeva la revoca dell'indulto. L'uomo aveva ottenuto il beneficio dello sconto di pena nel 2007, ma aveva commesso un nuovo delitto nel 2009, punito successivamente con oltre due anni di reclusione. La Suprema Corte ha confermato che la revoca scatta automaticamente se il nuovo reato si verifica entro cinque anni dalla concessione, anche se la condanna definitiva arriva dopo tale termine. Inoltre, la Corte ha stabilito la piena competenza del giudice di rinvio e la legittimità del pubblico ministero nell'eseguire subito la pena revocata. Il ricorrente deve scontare la pena originaria e pagare le spese processuali.
Continua »
Incidente di esecuzione penale: limiti e rigetto del ricorso
Un condannato ha promosso un incidente di esecuzione penale davanti alla Corte di Appello per bloccare l'ordine di carcerazione. Il soggetto ha sostenuto la nullità della condanna e della revoca della sospensione condizionale a causa di vizi nelle notifiche al difensore di fiducia. I giudici territoriali hanno respinto l'istanza. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dichiarando il ricorso totalmente inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito un principio fondamentale: i presunti vizi del processo di cognizione non possono essere sollevati nella fase esecutiva. Inoltre, la nomina del difensore effettuata nel processo principale non si estende automaticamente alla fase di esecuzione. Il condannato deve espiare la pena residua e versare una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
Competenza del giudice dell’esecuzione tra casellario e realtà
Un condannato ha richiesto l'applicazione della continuazione tra più sentenze irrevocabili per ottenere una riduzione di pena. Due tribunali diversi hanno rifiutato di occuparsi della richiesta, aprendo un conflitto negativo. Il primo giudice ha declinato la competenza perché l'ultima condanna non risultava ancora registrata nel casellario giudiziale. Il secondo tribunale ha contestato tale rifiuto, rilevando che l'ultimo titolo definitivo era già noto dagli atti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione appartiene all'autorità che ha pronunciato l'ultima sentenza definitiva al momento della domanda. Tale dato rileva anche se il provvedimento non è ancora formalmente iscritto nella banca dati del casellario penale.
Continua »
Proscioglimento e competenza del giudice dell’esecuzione
Un condannato ha presentato un'istanza esecutiva scatenando un disaccordo tra due diversi organi giudiziari. Il tribunale e la corte d'appello hanno entrambi declinato la decisione, generando un blocco processuale. Il punto controverso riguardava l'ultima pronuncia irrevocabile emessa a carico dell'interessato: una sentenza di proscioglimento per vizio di mente con applicazione della libertà vigilata per un anno. Il tribunale riteneva che un'assoluzione non potesse determinare la competenza esecutiva penale rispetto a precedenti condanne. La Corte di Cassazione ha composto la controversia stabilendo la competenza del giudice dell'esecuzione del tribunale locale. L'applicazione di una misura di sicurezza, comportando l'iscrizione nel casellario giudiziale e specifici effetti esecutivi, attribuisce pienamente la giurisdizione all'ultimo giudice che ha emesso il provvedimento definitivo, sbloccando la procedura a favore della gestione unitaria.
Continua »
Conflitto di competenza: sbloccato il dissequestro
Un cittadino estraneo alla condanna penale definitiva ha avviato un incidente di esecuzione per ottenere la correzione di un errore materiale e il dissequestro del proprio immobile. La Corte territoriale ha rimesso gli atti al Giudice per le indagini preliminari, il quale ha rifiutato la decisione restituendo il fascicolo. A quel punto la Corte d'Appello ha sollevato un formale conflitto di competenza davanti alla Corte di Cassazione, indicando tuttavia come competente il Tribunale monocratico. La Suprema Corte ha dichiarato insussistente il conflitto: lo stallo processuale svanisce quando si individua un terzo organo competente, verso cui gli atti devono essere direttamente trasmessi.
Continua »
Indagini difensive per la revisione: stop al blocco del giudice
Un condannato in via definitiva ha avviato indagini difensive per la revisione della propria sentenza. Il difensore intendeva raccogliere dichiarazioni da un collaboratore di giustizia protetto, il cui domicilio risultava segreto. Di fronte all'impossibilità di accedere alla persona protetta, la difesa ha richiesto l'intervento dell'autorità giudiziaria. Il Giudice per le indagini preliminari ha rifiutato di pronunciarsi, ritenendo inammissibile l'istanza per mancanza di un procedimento penale ancora aperto. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento impugnato, affermando il diritto del condannato di svolgere attività investigativa preventiva. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice dell'esecuzione deve intervenire per superare gli ostacoli materiali e garantire l'effettività della difesa, rimettendo gli atti al giudice competente per una nuova valutazione.
Continua »
Blocco demolizioni: chi è il giudice dell’esecuzione?
Una cittadina condannata per abusi edilizi ha chiesto la revoca dell'ordine di demolizione emesso nei suoi confronti. Sia il Tribunale sia la Corte di Appello hanno rifiutato di pronunciarsi, generando un conflitto sulla competenza a decidere. La sentenza d'appello originaria aveva prescritto alcuni reati e ricalcolato le sanzioni per i rimanenti illeciti. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto, chiarendo le regole sul giudice dell'esecuzione. Quando il secondo grado dichiara estinto un reato, non si limita a modificare la sanzione, ma altera la struttura della decisione cancellando la responsabilità penale. Di conseguenza, la competenza spetta funzionalmente alla Corte di Appello, alla quale sono stati trasmessi gli atti per decidere sull'istanza.
Continua »
Competenza del giudice dell’esecuzione: a chi spetta la decisione
La Procura della Repubblica ha chiesto la declaratoria di estinzione del reato dopo un decreto penale emesso contro la persona condannata. Il tribunale originario ha declinato la propria competenza, sostenendo che spettasse al giudice della sentenza passata in giudicato per ultima. A sua volta, il secondo tribunale ha rifiutato la decisione, sollevando un conflitto negativo. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla competenza del giudice dell'esecuzione in presenza di più sentenze penali irrevocabili a carico del medesimo soggetto. La Suprema Corte ha affermato che la competenza spetta sempre al giudice che ha pronunciato la condanna divenuta irrevocabile per ultima, anche quando l'istanza riguarda un solo e diverso provvedimento esecutivo. I giudici hanno quindi rimesso gli atti al tribunale dell'ultima condanna definitiva.
Continua »
Competenza del giudice dell’esecuzione tra tribunale e appello
Un condannato ha chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati giudicati con tre diverse sentenze definitive. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto l'istanza. Il Procuratore della Repubblica ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando la competenza del giudice dell'esecuzione di primo grado. L'ultima sentenza irrevocabile derivava infatti da un giudizio d'appello che aveva riformato sostanzialmente la pronuncia originaria. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura, ha annullato senza rinvio l'ordinanza del tribunale e ha trasmesso tutti gli atti alla competente Corte di Appello.
Continua »
Giudice dell’esecuzione: l’ultima sentenza fissa la competenza
Un condannato per molteplici reati di estorsione, tentata estorsione, rapina e associazione di stampo mafioso ha ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari il riconoscimento del vincolo della continuazione e una riduzione della pena. La Procura ha contestato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'incompetenza del magistrato procedente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il corretto giudice dell'esecuzione coincide esclusivamente con l'organo giudicante che ha pronunciato l'ultima sentenza divenuta irrevocabile. Di conseguenza, l'ordinanza emessa dal tribunale incompetente è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte di Appello.
Continua »
Giudice dell’esecuzione: a chi spetta cancellare le condanne
Un cittadino condannato ha presentato un'istanza per cancellare alcune iscrizioni dal casellario giudiziale e per ottenere la dichiarazione di estinzione dei reati. Il magistrato che aveva emesso l'ultima condanna ha declinato la propria competenza a favore del tribunale del luogo di nascita del richiedente. Quest'ultimo tribunale ha sollevato conflitto di competenza, rimettendo gli atti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno stabilito che l'istanza riguarda la revoca e l'estinzione delle condanne. Di conseguenza, la competenza funzionale e inderogabile spetta al giudice dell'esecuzione individuato nell'organo giudiziario che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo.
Continua »
Sostituzione dell’ergastolo: rito ordinario contro rito abbreviato
Un condannato alla pena del carcere a vita tramite processo ordinario richiedeva in sede esecutiva la sostituzione dell'ergastolo con trenta anni di reclusione. Il ricorrente invocava la nota giurisprudenza europea che tutela chi sceglie il rito speciale a fronte di mutamenti normativi favorevoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il beneficio della riduzione della pena opera esclusivamente per chi ha ottenuto l'effettiva ammissione al rito abbreviato durante il processo di merito. La mancata ammissione originaria impedisce qualsiasi rideterminazione successiva della sanzione definitiva.
Continua »
Sostituzione dell’ergastolo e rito abbreviato: vince il giudicato
Un condannato all'ergastolo chiedeva tramite incidente di esecuzione la sostituzione dell'ergastolo con la pena di trenta anni di reclusione. Il ricorrente invocava i principi della giurisprudenza europea e costituzionale sul rito abbreviato per i reati puniti con pena perpetua. Il giudice dell'esecuzione rigettava l'istanza. La Suprema Corte ha confermato il rigetto, dichiarando il ricorso inammissibile. La pena perpetua finale non derivava da un mutamento legislativo sfavorevole, ma dal cumulo materiale e giuridico di più reati concorrenti calcolato dai giudici di merito. Eventuali contestazioni sul meccanismo di calcolo della pena dovevano essere proposte nei gradi ordinari di giudizio e non possono superare l'intangibilità del giudicato definitivo.
Continua »