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Art. 62 Codice Penale — Anno 2024

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1178 provvedimenti

Altri anni per Art. 62 Codice Penale

Spaccio di lieve entità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una condanna per spaccio di lieve entità. Il caso riguardava la detenzione di 20 dosi di cocaina e 2 di eroina. La Corte ha confermato che il possesso di droghe diverse, già suddivise in dosi e occultate, è una prova sufficiente dell'intento di spacciare. Ha inoltre chiarito che la qualifica di 'lieve entità' non comporta automaticamente l'applicazione di ulteriori attenuanti.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione su motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per detenzione di stupefacenti. I motivi sono stati giudicati generici, ripetitivi delle argomentazioni già esposte in appello e volti a ottenere un riesame dei fatti, compito precluso alla Corte di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche contro le ragioni della sentenza impugnata.
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Dichiarazione fraudolenta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. L'amministratrice di una società era stata condannata per aver utilizzato fatture emesse da società che, pur avendo fornito manodopera, erano mere intermediarie fittizie. La Corte d'Appello, pur assolvendo l'imputata da uno dei capi d'accusa, non aveva rideterminato la pena, violando il divieto di 'reformatio in peius'. La Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio, confermando nel resto la responsabilità penale.
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Omicidio volontario: la Cassazione e il dolo eventuale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio volontario a carico di un uomo che aveva brutalmente aggredito il suo vicino, causandone la morte. La Corte ha rigettato la tesi difensiva che mirava a derubricare il reato in omicidio preterintenzionale, sottolineando come la violenza dell'aggressione e l'abbandono della vittima implicassero l'accettazione del rischio della sua morte (dolo eventuale). Rigettate anche le richieste di attenuanti per provocazione e generiche.
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Ricorso inammissibile: no a nuova valutazione prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di omicidio stradale. Il motivo è che l'imputato cercava una nuova valutazione delle prove, compito non spettante alla Cassazione, la cui motivazione di merito è stata ritenuta logica e coerente.
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Costituzione parte civile: vale come querela? La Cass.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38360/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per furto aggravato. La Corte ha ribadito un principio fondamentale, soprattutto dopo la Riforma Cartabia: la costituzione di parte civile della persona offesa equivale a una querela, manifestando in modo inequivocabile la volontà di punizione e garantendo la procedibilità dell'azione penale. Viene inoltre confermata l'inammissibilità di un ricorso meramente riproduttivo dei motivi d'appello.
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Inammissibilità ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per incendio boschivo. L'appello contestava la quantificazione della pena e il mancato riconoscimento di un'attenuante. La Corte ha ritenuto le motivazioni del ricorso troppo generiche, confermando che la valutazione del danno non può limitarsi all'aspetto patrimoniale in reati che ledono anche l'ambiente e la sicurezza pubblica.
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Notifica decreto citazione: annullata sentenza d’appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna della Corte d'Appello a causa di un vizio nella notifica del decreto di citazione. Il decreto era stato notificato al difensore anziché al domicilio dichiarato dall'imputato, violando il principio del contraddittorio. La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso, sottolineando che la notifica deve essere primariamente tentata presso il domicilio eletto, e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Associazione per delinquere: quando il ricorso è generico
Tre individui, condannati per associazione per delinquere finalizzata a commettere truffe, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'assenza di un patto criminale stabile. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, giudicandoli una generica ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello. La sentenza ribadisce che per configurare l'associazione per delinquere sono sufficienti una struttura organizzata, anche elementare, e la sistematica ripetizione dei reati-fine, che dimostrano la permanenza del vincolo associativo.
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Attenuante danno patrimoniale: automatismo escluso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38117/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di lieve entità. La Corte ha chiarito che il riconoscimento del reato di lieve entità non comporta l'applicazione automatica dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, n. 4 c.p.), la quale richiede una valutazione separata sulla tenuità del lucro e sulla gravità dell'evento. È stato inoltre confermato il giudizio sulla recidiva per uno degli imputati, basato sulle precedenti condanne e sulla persistenza nel reato.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle?
Un'imputata ricorre in Cassazione contro una condanna per spaccio di lieve entità, contestando la qualificazione del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la presenza di bilancini e denaro occulato esclude l'uso personale. Inoltre, conferma che per negare le attenuanti generiche è sufficiente la mancanza di elementi positivi e la presenza di precedenti, non essendo più sufficiente la sola incensuratezza.
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Attenuanti generiche: no se mancano elementi positivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava le attenuanti generiche per mancanza di elementi positivi di valutazione, ribadendo che la sola incensuratezza non è sufficiente. Inammissibili anche i motivi sulla responsabilità e sulla mancata applicazione di sanzioni sostitutive, poiché non richieste dall'imputato in appello.
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Pena per droga: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ha ribadito che la valutazione sulla congruità della pena per droga è una prerogativa del giudice di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se ben motivata, come nel caso di specie, dove si è tenuto conto della pericolosità della condotta e dei precedenti penali.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava le attenuanti generiche per totale assenza di elementi positivi a favore dell'imputato e ha ribadito che la valutazione sul profitto del reato è una questione di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili due ricorsi. Il primo, relativo a una pena concordata in appello, è stato respinto poiché non si può contestare la congruità della pena. Il secondo, riguardante il diniego delle attenuanti generiche, è stato ritenuto inammissibile in quanto la decisione del giudice di merito, basata sulla personalità negativa dell'imputato e sui precedenti, era motivata in modo adeguato e non sindacabile in sede di legittimità.
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Attenuanti generiche: il diniego senza elementi positivi
Un imputato, condannato per reati minori legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione contro il diniego delle attenuanti generiche e la presunta carenza di motivazione della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'assenza di elementi positivi e la presenza di precedenti penali sono sufficienti a giustificare il mancato riconoscimento delle attenuanti. La Corte ha inoltre confermato che la valutazione della pena è una prerogativa discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se correttamente motivata.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per spaccio di stupefacenti. La decisione conferma il diniego delle attenuanti generiche, sottolineando che l'assenza di elementi positivi e la presenza di precedenti penali giustificano la scelta del giudice di merito. La Corte ribadisce che la valutazione delle attenuanti e la determinazione della pena sono attività discrezionali del giudice, non sindacabili in sede di legittimità se adeguatamente motivate.
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Attenuanti generiche: no con precedenti specifici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte conferma che la valutazione della pena è discrezionale e che le attenuanti generiche possono essere negate sulla sola base di precedenti penali specifici, considerati indicativi di una personalità negativa, senza la necessità di ulteriori elementi sfavorevoli.
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Attenuanti generiche: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso è stato respinto per 'difetto di specificità', in quanto le critiche, inclusa quella sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, erano generiche e non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che, per le attenuanti generiche, non basta l'assenza di precedenti penali, ma servono elementi positivi, e la motivazione del giudice di merito è insindacabile se non contraddittoria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in materia di stupefacenti, sottolineando che i motivi di appello non possono limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte, ma devono confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. Il caso chiarisce i requisiti di specificità del ricorso e i criteri per il diniego delle attenuanti generiche.
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