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Art. 62 Codice Penale — Anno 2019

5 provvedimenti

Altri anni per Art. 62 Codice Penale

Omicidio doloso: sparo in direzione di ladri di notte
Un uomo, allertato della presenza di ladri nella sua proprietà agricola, spara di notte dal balcone con un fucile a pallettoni, uccidendone uno. I giudici di merito qualificano il fatto come omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento. La Procura ricorre in Cassazione, sostenendo la tesi dell'omicidio doloso, almeno nella forma del dolo eventuale. La Suprema Corte accoglie il ricorso, annullando la sentenza con rinvio. La motivazione dei giudici di merito è stata ritenuta contraddittoria e illogica, in quanto non ha adeguatamente valutato la volontarietà dell'azione di sparare con un'arma letale in direzione di persone la cui presenza era nota, configurando così un possibile omicidio doloso.
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Patto in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cui la difesa, dopo aver richiesto un patto in appello rinunciando ai motivi di merito, ha sollevato questioni incompatibili con tale rinuncia, come la valutazione del vizio totale di mente. La richiesta di applicazione pena prevale, rendendo le altre domande improcedibili.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per ricettazione ed estorsione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e non pertinenti alla sentenza d'appello, che aveva già concesso le attenuanti generiche e non aveva applicato la recidiva. L'inammissibilità ricorso è stata quindi confermata con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Circostanza attenuante: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria. La difesa chiedeva il riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità (art. 62 n. 4 c.p.), ma la Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo che la valutazione globale della vicenda e il valore non 'modestissimo' del bene sottratto giustificassero il diniego dell'attenuante.
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Ricorso Cassazione inammissibile: no attenuanti d’ufficio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile. L'imputato, condannato per ricettazione, aveva impugnato la sentenza d'appello lamentando la mancata applicazione d'ufficio di un'attenuante non richiesta. La Suprema Corte stabilisce che, sebbene il giudice d'appello abbia la facoltà di concedere attenuanti non richieste, la sua omissione non può costituire un valido motivo di ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 606, comma 3, c.p.p. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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