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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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435 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso inammissibile: tardività e difetto di forma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato, oltre i termini di legge e per motivi non consentiti in caso di patteggiamento. La decisione sottolinea l'importanza delle regole procedurali e le conseguenze economiche in caso di loro violazione.
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Impugnazione difensore: l’avvocato può ricorrere?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava al legale il diritto di opposizione autonoma al rigetto del patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha stabilito che l'impugnazione del difensore è un diritto autonomo e parallelo a quello dell'imputato, anche se la procedura richiama norme civilistiche, poiché resta un sub-procedimento accessorio a quello penale.
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Aggravante metodo mafioso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di tre imputati e dichiarato inammissibile quello di un quarto, confermando le condanne per reati gravissimi tra cui tentato omicidio plurimo e rapina. La sentenza si sofferma sull'applicazione dell'aggravante del metodo mafioso, chiarendo che essa sussiste quando le modalità esecutive del reato evocano la forza intimidatrice tipica delle associazioni criminali. Viene inoltre ribadito il principio secondo cui il vizio di travisamento della prova non è ammissibile in caso di doppia conforme, ovvero quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione.
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Rescissione del giudicato: appello solo con avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la rescissione del giudicato presentato personalmente dall'imputato. La Corte ribadisce che, in base all'art. 613 c.p.p., tale ricorso deve essere sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione difensore: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un soggetto avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla normativa introdotta nel 2017, che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso cassazione difensore sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017 (Legge n. 103), che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato cassazionista, a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: avvocato obbligatorio
Un individuo presenta personalmente un appello alla Corte di Cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Suprema Corte dichiara il ricorso per cassazione inammissibile, ribadendo che, a seguito della legge 103/2017, solo un avvocato cassazionista può firmare l'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla riforma legislativa del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. A causa dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si basa sulla legge n. 103/2017, che richiede tassativamente la firma di un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un condannato ha presentato un ricorso per cassazione personale contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che, a seguito della L. 103/2017, tale ricorso deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha escluso la facoltà dell'imputato di proporre personalmente ricorso per cassazione, rendendo obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: Firma dell’Imputato è Invalida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una condanna della Corte d'Appello di Torino. La decisione si fonda sul principio, consolidato dopo la riforma del 2017, che il ricorso in Cassazione deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. La Corte ha inoltre giudicato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata riguardo a tale norma, ribadendo che la richiesta di una difesa tecnica qualificata è una scelta ragionevole del legislatore che non lede il diritto di difesa.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un imputato, il cui reato di appropriazione indebita era stato dichiarato prescritto in appello, ha presentato un ricorso personale alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso per cassazione personale in ambito penale è vietato. La legge richiede l'assistenza obbligatoria di un avvocato abilitato per garantire l'elevato tecnicismo necessario in questa fase del giudizio. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato, violando l'obbligo di rappresentanza tecnica. La Corte conferma la legittimità costituzionale dell'art. 613 c.p.p. e condanna il ricorrente al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Pene accessorie: quando sono legittime per la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 29691/2025, si è pronunciata su diversi ricorsi presentati da imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha rigettato i ricorsi, cogliendo l'occasione per chiarire importanti principi sulle pene accessorie, come l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, e sui limiti all'impugnazione in caso di precedente 'patteggiamento in appello'. La decisione sottolinea che l'applicazione di tali pene accessorie è un automatismo di legge legato alla gravità della pena principale e non una scelta discrezionale del giudice.
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