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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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435 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso per cassazione: obbligatoria la firma del legale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un detenuto contro un'ordinanza restrittiva della corrispondenza. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale.
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Ricorso inammissibile: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in quanto proposto personalmente dal condannato e non tramite un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla modifica normativa che impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si basa sulla normativa introdotta nel 2017, che riserva la sottoscrizione del ricorso ai soli avvocati iscritti all'albo speciale, a causa della complessità del giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
Due imputati hanno presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile per due motivi: in primo luogo, perché è stato presentato personalmente dagli imputati e non da un avvocato abilitato; in secondo luogo, perché le motivazioni addotte non rientravano tra quelle tassativamente previste dalla legge per impugnare questo tipo di sentenze. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un individuo, condannato in primo grado per un reato legato agli stupefacenti, ha presentato personalmente appello alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017, che ha eliminato la facoltà per l'imputato di presentare un ricorso per cassazione personale, riservandola esclusivamente a un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: la Cassazione decide
Un detenuto ha presentato un ricorso per cassazione personale contro un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza relativo alle sue condizioni detentive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sull'applicazione della legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale dei cassazionisti, escludendo la possibilità per l'interessato di agire personalmente.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto avverso il diniego all'acquisto di un utensile da cucina. Il motivo è puramente procedurale: il ricorso per cassazione è stato presentato personalmente anziché essere sottoscritto da un difensore abilitato, come richiesto dalla legge a pena di inammissibilità.
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Ricorso in Cassazione: avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto perché presentato da un avvocato non abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il caso, originato dal diniego di ricevere un orologio in carcere, evidenzia l'importanza della legittimazione processuale per un valido ricorso in Cassazione, a prescindere dal merito della questione.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dalla parte interessata. La decisione si fonda sulla necessità, a pena di inammissibilità, che l'atto sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, come previsto dalla normativa vigente.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza che negava la sostituzione della custodia cautelare. La decisione si fonda su un vizio di forma: l'appello è stato presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dalla normativa post-riforma del 2017.
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Incidente probatorio ex art. 391-bis: no all’abnormità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rigetto di una richiesta di incidente probatorio, avanzata dalla difesa ai sensi dell'art. 391-bis c.p.p., non costituisce un provvedimento abnorme e, pertanto, non è impugnabile. La decisione del giudice, basata sulla prescrizione dei reati e sulla natura non illecita dei fatti, rientra nel normale esercizio del potere discrezionale di valutazione della rilevanza della prova, a differenza dei casi che coinvolgono vittime vulnerabili dove tale discrezionalità è limitata.
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Ricorso inammissibile: limiti al patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. La decisione si fonda su due pilastri: i motivi del ricorso non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge e l'atto era stato sottoscritto personalmente dagli imputati anziché da un avvocato cassazionista, rendendolo proceduralmente nullo.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per reati di droga. La decisione si fonda su due pilastri: l'inammissibilità del ricorso in Cassazione personale, che deve essere proposto da un avvocato abilitato, e la genericità dei motivi, che non si confrontavano specificamente con la sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che l'appello deve essere una critica argomentata e puntuale.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un patteggiamento in appello. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente, sia perché proposto personalmente (vietato dalla legge), sia perché, in caso di accordo sulla pena in appello, il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento per le cause previste dall'art. 129 c.p.p. La rinuncia ai motivi di appello, infatti, delimita l'oggetto della decisione alla sola rideterminazione della pena concordata.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: spese e sanzione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso presentato contro un'ordinanza del Giudice di Sorveglianza. A seguito della declaratoria di inammissibilità ricorso cassazione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi per escludere la sua colpa.
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Ricorso per cassazione: l’inammissibilità è certa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché non sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, come imposto dal codice di procedura penale. Tale vizio di forma ha comportato, oltre alla mancata disamina del merito, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché presentato personalmente dall'imputato. La legge, infatti, impone che tale atto sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. Di conseguenza, la sentenza di condanna è divenuta definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un'imputata, condannata in appello per ricettazione e truffa, presenta personalmente ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della L. 103/2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito e l'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato cassazionista.
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Ricorso per cassazione: obbligatorio l’avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone l'obbligo di difesa tecnica da parte di un avvocato abilitato. La Corte sottolinea che tale norma garantisce l'elevato livello di professionalità richiesto nel giudizio di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione proposto personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, c.p.p., che, a seguito della riforma del 2017, impone a pena di inammissibilità la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori e munito di specifico mandato.
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