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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso in Cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per furto. La decisione ribadisce che tale atto deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'albo speciale, comportando per il ricorrente la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un detenuto contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla necessità che il ricorso per cassazione sia sottoscritto da un avvocato cassazionista, come previsto dall'art. 613 c.p.p., a pena di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un detenuto presenta un ricorso per cassazione personale contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Cassazione lo dichiara inammissibile, ribadendo che, secondo l'art. 613 c.p.p., l'atto deve essere firmato da un avvocato iscritto all'albo speciale, che ne assume la paternità, e non può essere presentato personalmente dalla parte.
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Ricorso per Cassazione Avvocato: quando è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un detenuto contro un'ordinanza di espulsione. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un legale abilitato. Questo caso riafferma l'importanza cruciale del patrocinio legale specializzato e del ruolo del **Ricorso per Cassazione Avvocato** nel processo penale.
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Ricorso per cassazione: l’inammissibilità se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per tentato furto. La decisione si fonda sul fatto che l'atto è stato presentato personalmente dall'imputato, in violazione della norma che impone la sottoscrizione da parte di un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Tale vizio formale ha impedito l'esame nel merito dell'eccezione di prescrizione, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per Cassazione personale presentato da un imputato condannato per ricettazione. L'ordinanza ribadisce il principio, consolidato dopo la riforma del 2017, secondo cui l'atto di impugnazione dinanzi alla Suprema Corte deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. La sottoscrizione personale della parte rende l'atto nullo, senza possibilità di sanatoria.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: il ruolo del legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che ha reso obbligatorio il patrocinio di un difensore tecnico per i ricorsi in Cassazione, sottolineando l'importanza della difesa specializzata in questa fase del processo penale.
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Ricorso per cassazione e obbligo di difesa tecnica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla normativa che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile Cassazione: l’avvocato conta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in quanto proposto da un difensore non iscritto all'apposito albo speciale. Questa decisione, presa de plano, evidenzia l'importanza dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità e comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, poiché proposto personalmente dall'interessato e non tramite un avvocato abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. Tale vizio procedurale comporta non solo il rigetto dell'istanza, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. Il caso evidenzia l'importanza del patrocinio legale obbligatorio per il ricorso in Cassazione personale.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un privato cittadino avverso un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso per Cassazione personale sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso personale inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro la revoca della semilibertà. La decisione sottolinea una regola procedurale fondamentale: il ricorso in Cassazione in materia penale deve essere proposto esclusivamente da un avvocato. A causa di questo vizio, il ricorso personale inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sul principio che, a seguito delle riforme, il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: Avvocato sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario presentato personalmente da due cittadini. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, che ogni Ricorso per Cassazione in materia penale sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. La motivazione si basa sulla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, confermando l'impossibilità di un ricorso per cassazione personale.
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Ricorso in Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione personale poiché non sottoscritto da un avvocato abilitato, come imposto dalla riforma del 2017. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso in Cassazione: obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali, introdotte nel 2017, che impongono la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La decisione ribadisce la regola procedurale introdotta nel 2017, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., come modificato dalla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile se non firmato da avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non da un avvocato abilitato. La legge n.103/2017 impone la firma di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di tremila euro.
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