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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso in Cassazione: Firma dell’avvocato è obbligo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per furto. La decisione si basa sulla norma procedurale che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso in Cassazione sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti per l’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento per una duplice ragione. In primo luogo, l'appello era stato proposto personalmente dall'imputato, mentre la legge richiede la firma di un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. In secondo luogo, i motivi addotti non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge per impugnare una sentenza di patteggiamento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 del codice di procedura penale, che non consente più il ricorso in Cassazione personale, richiedendo obbligatoriamente l'assistenza di un difensore. A seguito dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si basa sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che non consente più all'imputato di proporre personalmente l'atto di impugnazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso Cassazione personale avverso una condanna per evasione. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., che impone la firma di un avvocato specializzato, pena l'inammissibilità dell'atto e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: requisiti e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato dalla persona offesa contro un'ordinanza di archiviazione. La decisione si basa su due vizi procedurali cruciali: la mancata sottoscrizione da parte di un avvocato cassazionista e l'errata scelta del mezzo di impugnazione, confermando l'importanza del rispetto delle norme formali.
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Notifica al difensore: l’errore che causa nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a causa di un grave vizio procedurale. La notifica al difensore per il giudizio di rinvio era stata inviata all'avvocato nominato solo per la fase di Cassazione, e non a quelli di fiducia per il merito, determinando una nullità assoluta. Il ricorso di un'altra parte è stato invece dichiarato inammissibile per difetto di procura speciale e perché basato su motivi di fatto non consentiti in sede di legittimità.
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Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, escludendo la facoltà dell'interessato di agire in proprio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: il ruolo dell’avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile perché proposto personalmente dal ricorrente e non da un avvocato abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. Il caso riguardava un reclamo per la liberazione anticipata. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20951/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma introdotta con la L. 103/2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché l'appellante lo ha presentato personalmente, violando l'art. 613 c.p.p. Questo vizio procedurale, ovvero il difetto di legittimazione, rende nullo un ricorso per cassazione personale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di tremila euro.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un soggetto contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha ribadito che, ai sensi della normativa vigente, il ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato. La mancanza della firma del difensore ha comportato non solo l'inammissibilità del ricorso, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla legge n. 103 del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato specializzato, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: sempre inammissibile
Un condannato ha presentato personalmente un ricorso avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione personale inammissibile, poiché la legge n. 103/2017 impone che tali atti siano sottoscritti da un difensore abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Traduzione Sentenza Penale: Diritto dell’Imputato
Un padre, condannato per sottrazione internazionale di minore, ricorre in Cassazione lamentando la mancata traduzione della sentenza d'appello, pur non conoscendo la lingua italiana. La Suprema Corte accoglie il ricorso, annullando la sentenza impugnata. Viene ribadito che la traduzione sentenza penale è un obbligo per il giudice e un diritto fondamentale dell'imputato alloglotto, essenziale per garantire un'effettiva difesa e un'impugnazione consapevole. La sua omissione integra una nullità.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito e l'atto deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un'imputata condannata per furto. La decisione si fonda sulla legge n. 103 del 2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. La Corte ha ribadito che tale requisito non viola il diritto di autodifesa, il quale si applica al giudizio di merito e non a quello di legittimità.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un condannato propone personalmente ricorso per cassazione avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso poiché, dopo la riforma del 2017, l'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato cassazionista, pena l'invalidità.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patrocinio Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso penale perché l'avvocato che lo ha presentato non possedeva la necessaria abilitazione al patrocinio in Cassazione. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali per l'accesso alla Suprema Corte, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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