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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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780 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Inammissibilità ricorso Cassazione: avvocato obbligatorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23695/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, è obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Il ricorrente è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile se firmato dall’imputato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato anziché da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione sottolinea l'obbligatorietà della difesa tecnica qualificata per i ricorsi in sede di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione personale proposto da un cittadino contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la necessaria assistenza di un avvocato abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto e sottoscritto personalmente da un imputato. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, tali atti devono essere obbligatoriamente firmati da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione senza avvocato: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto personalmente da un cittadino avverso un decreto di archiviazione del 2015. Sebbene la normativa applicabile fosse quella dell'epoca (principio 'tempus regit actum'), che ammetteva il ricorso, la sua presentazione senza l'assistenza di un avvocato cassazionista ha violato una regola procedurale inderogabile, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un'imputata. La decisione si fonda sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore specializzato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso tardivo: le regole da seguire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23607/2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato quasi nove anni dopo il provvedimento impugnato. La decisione si fonda su un duplice motivo: la tardività dell'impugnazione, in quanto il ricorrente non ha provato la data di effettiva conoscenza del decreto, e un vizio di forma, poiché il ricorso non era stato sottoscritto da un avvocato cassazionista, requisito essenziale secondo la normativa vigente al momento della proposizione dell'appello. Questo caso sottolinea la cruciale importanza del rispetto dei termini e delle forme procedurali per l'efficacia di un'azione legale.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato, come richiesto dalla legge. La decisione, presa con procedura semplificata 'de plano', conferma che dopo la riforma del 2017, il ricorso per Cassazione deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un individuo contro un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che impone l'obbligo del patrocinio di un avvocato. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione personale: inammissibile senza avvocato
Un detenuto presenta personalmente ricorso in Cassazione contro il diniego di un permesso premio. La Corte dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel difetto di legittimazione del ricorrente, poiché, dopo la riforma del 2017, il ricorso Cassazione personale non è più consentito, essendo necessaria l'assistenza di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un detenuto avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza in materia di liberazione anticipata. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 cod. proc. pen., che impone il patrocinio di un avvocato abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: obbligatoria la firma legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in materia penale perché proposto personalmente dall'imputata anziché da un avvocato abilitato. La decisione conferma che l'art. 613 c.p.p. impone, a pena di inammissibilità, la rappresentanza tecnica di un difensore specializzato, ritenendo tale requisito conforme alla Costituzione data l'elevata tecnicità del giudizio di legittimità.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in materia penale poiché presentato personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato. La decisione ribadisce la regola inderogabile, introdotta dalla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena la reiezione del ricorso e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso firmato dall’imputato: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti. La decisione si basa su un vizio di forma: il ricorso per cassazione firmato dall'imputato personalmente viola la legge, che impone la sottoscrizione da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Di conseguenza, l'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si fonda sull'articolo 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale dei cassazionisti.
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Ricorso in Cassazione inammissibile se personale
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 23240/2024, ha dichiarato un ricorso in Cassazione inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato. La legge, infatti, impone che l'atto sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto all'albo speciale della Corte. Di conseguenza, l'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da due imputati condannati per furto. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che ha reso obbligatoria l'assistenza di un avvocato per il ricorso per cassazione personale, escludendo la possibilità per l'imputato di agire in autonomia. La Corte conferma la legittimità costituzionale della norma e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in cassazione: l’obbligo di difesa tecnica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si basa sulla riforma che impone la necessaria rappresentanza di un avvocato, escludendo la difesa personale in questa fase del giudizio.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale poiché sottoscritto direttamente dall'imputato e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione si basa sulla normativa introdotta nel 2017, che impone l'obbligo della difesa tecnica per questo tipo di impugnazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. L'ordinanza ribadisce che, a seguito delle riforme legislative, la parte non può più presentare direttamente il ricorso. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la decisione presa in appello basata su un accordo sulla pena.
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