LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 385 Codice Penale

Pagina 9 di 40

2848 provvedimenti

Reato di evasione e malore non provato: condanna confermata
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione preventiva dell'autorità giudiziaria. La difesa ha sostenuto la sussistenza dello stato di necessità a causa di un malore avvertito la sera precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per il reato di evasione. I giudici hanno chiarito che integra il delitto qualunque allontanamento dal domicilio, a prescindere dalla durata dell'assenza, dai metri percorsi o dalle motivazioni personali, escludendo l'urgenza medica in assenza di prove certe del pericolo.
Continua »
Evasione dagli arresti domiciliari: la Cassazione conferma la condanna
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Lavoratore condannato per evasione dagli arresti domiciliari. Il Lavoratore contestava la notifica dell'atto di appello e la sua responsabilità per il reato, oltre a chiedere l'applicazione di un'attenuante. La Corte ha confermato la validità della notifica e ha ribadito che il reato di evasione si configura con il solo allontanamento, indipendentemente dalla durata. Ha negato l'attenuante per rientro spontaneo, richiedendo la costituzione presso un'autorità. Il Lavoratore ha perso, con condanna alle spese e multa.
Continua »
Evasione e Inammissibilità Ricorso Penale: la Cassazione conferma la condanna
Un Lavoratore, già condannato per il delitto di evasione (Art. 385 c.p.) per essersi allontanato da un presidio ospedaliero per un periodo prolungato, ha presentato un ricorso penale alla Corte di Cassazione. Il ricorso contestava la ricostruzione dei fatti e il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ribadendo che in sede di legittimità non si possono riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: attenuante negata, costi a carico dell’imputato
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che non gli aveva riconosciuto un'attenuante (una circostanza che riduce la pena) prevista dall'Art. 385, comma 4, del Codice Penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato. I giudici hanno confermato che la Corte d'Appello aveva correttamente motivato il mancato riconoscimento dell'attenuante. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di 3000 euro alla Cassa delle ammende. Questo caso evidenzia l'importanza di presentare ricorsi ben fondati per evitare che un ricorso inammissibile comporti ulteriori costi.
Continua »
Evasione e rientro spontaneo: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Lavoratore condannato per il reato di evasione. Il Lavoratore contestava la mancata applicazione della circostanza attenuante per il rientro spontaneo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'attenuante del rientro spontaneo nell'evasione si applica solo se il soggetto si presenta a un istituto carcerario o a un'autorità con l'obbligo di tradurlo in carcere, non se ritorna semplicemente nel luogo di detenzione temporanea. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Evasione e Particolare Tenuità del Fatto: la Cassazione dice no
Un Lavoratore, già condannato per evasione dagli arresti domiciliari, è stato nuovamente sorpreso fuori dalla sua abitazione in compagnia di altre persone. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto dovesse essere considerato di "Particolare tenuità del fatto" e quindi non punibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le argomentazioni fossero mere contestazioni di fatti già valutati e che la condotta ripetuta del Lavoratore dimostrasse una sistematica insensibilità al rispetto della misura cautelare, escludendo così la "Particolare tenuità del fatto". La sentenza ha quindi confermato la condanna e imposto il pagamento delle spese processuali.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: la Suprema Corte conferma la condanna
La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un Recorrente, condannato per il reato di evasione (Art. 385 c.p.). Il Recorrente aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la sua responsabilità e la pena di un anno di reclusione. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, sia per questioni procedurali che di merito, inclusa la mancata applicazione di un'attenuante. Di conseguenza, il Recorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Inammissibilità Ricorso Penale: Evasione Seriale e Fatti Irripetibili
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un individuo condannato per il reato di evasione. L'appellante contestava la ricostruzione dei fatti e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ritenuto che il ricorso presentasse doglianze di fatto, già valutate dal giudice di merito. La non punibilità era stata correttamente negata a causa della serialità delle condotte (nove evasioni in un mese), che evidenziava una pericolosità sociale. L'individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione e futili motivi: la Cassazione nega gli sconti
Un imputato, condannato per il reato di evasione dopo essersi allontanato senza alcuna valida giustificazione verso un'altra regione, ha presentato ricorso per ottenere le circostanze attenuanti generiche e ridurre la pena inflitta. I giudici di merito hanno negato qualsiasi sconto di pena a causa dei precedenti penali del soggetto e della totale futilità dei motivi della fuga. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando integralmente la decisione precedente e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Inammissibilità ricorso penale: condanna per droga ed evasione confermata
Un Lavoratore è stato condannato per possesso di eroina e per evasione dagli arresti domiciliari. Ha presentato un ricorso in Cassazione contestando la sua responsabilità per una parte della droga e l'applicazione della recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha ritenuto che le contestazioni fossero generiche e mirassero a una nuova valutazione dei fatti, cosa non permessa in Cassazione. La Corte ha confermato la condanna, sottolineando la logica delle motivazioni precedenti riguardo al possesso di droga e alla recidiva, data la sua condotta durante la detenzione domiciliare e i numerosi precedenti.
Continua »
Finto malore e bar: evasione dagli arresti domiciliari
Un uomo sottoposto a detenzione domiciliare si allontana dalla propria abitazione simulando un malore urgente. Giunto al pronto soccorso senza autorizzazione, il personale medico esclude qualsiasi emergenza sanitaria. L'uomo approfitta della situazione per recarsi al bar di un padiglione adiacente. I giudici di merito lo condannano per evasione dagli arresti domiciliari, negando la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: la finta necessità medica serviva solo a eludere i controlli. La condotta premeditata e l'indifferenza alle regole impediscono sconti di pena, rendendo definitiva la condanna con il pagamento delle spese processuali.
Continua »
Reato di evasione: stop ai ricorsi per pochi metri
Un uomo sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione senza alcuna preventiva autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria. La Corte di Appello ha confermato la sua condanna per il reato di evasione, negando l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle circostanze attenuanti generiche. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando vizi di motivazione in merito alla gravità della condotta e alla consapevolezza del gesto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I giudici hanno chiarito che ogni allontanamento non autorizzato configura il delitto, a prescindere dalla distanza percorsa, dal tempo trascorso fuori o dalle ragioni personali del soggetto. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Violazione Misure: Inammissibilità Ricorso Penale e Condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un imputato. L'uomo era stato condannato per aver violato una misura restrittiva, uscendo dall'abitazione in cui era confinato. I giudici hanno ritenuto infondato il primo motivo di ricorso, poiché l'imputato aveva consapevolmente infranto il limite imposto, rendendo irrilevante la sua successiva sottrazione ai controlli. Anche il secondo motivo, relativo al diniego delle attenuanti generiche, è stato respinto. La Corte ha infatti sottolineato che la richiesta mirava a una nuova valutazione di merito, già correttamente effettuata dai giudici precedenti, che avevano considerato i numerosi precedenti penali dell'imputato. Di conseguenza, il ricorrente dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione boccia il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un'imputata condannata per il reato di evasione. I controlli effettuati dalle forze dell'ordine avevano accertato l'allontanamento non autorizzato dell'interessata dal luogo stabilito. La difesa ha impugnato la sentenza di secondo grado lamentando un presunto difetto di motivazione e richiamando principi giurisprudenziali astratti. I giudici supremi hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile: il ricorso non contestava elementi concreti della ricostruzione probatoria ma si limitava a formule teoriche generiche. Di conseguenza, la condanna originaria è divenuta definitiva con l'ulteriore sanzione pecuniaria a carico della ricorrente in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Attenuante del reato di evasione: ricorso respinto e sanzione
Un uomo condannato per il reato di evasione ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della specifica attenuante del reato di evasione, prevista per chi si costituisce prima della condanna. La Corte di Cassazione ha esaminato i motivi di impugnazione e li ha ritenuti del tutto generici. La difesa si era limitata a riprodurre le medesime contestazioni già valutate e correttamente respinte dalla Corte d'Appello. Per questo motivo, i giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso. Il condannato deve sostenere le spese del procedimento e versare la somma di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non perdona
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva impugnato la sentenza di appello, ma i motivi del ricorso erano già stati esaminati e respinti dai giudici precedenti. Inoltre, l'imputato non aveva fornito prove sufficienti per l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha anche evidenziato la grave recidiva dell'individuo, che indicava una maggiore pericolosità sociale. Per queste ragioni, il ricorso è stato respinto, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Evasione e Conferma della Pena
La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale presentato da un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari e recidiva. La Corte d'Appello aveva già confermato la sua responsabilità e la pena di un anno di reclusione. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché i motivi addotti erano troppo generici e riproponevano censure già esaminate e respinte dai giudici precedenti. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
Continua »
Evasione: La Cassazione e la scusa del pronto soccorso non valida
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). Il Ricorrente aveva giustificato il suo allontanamento da casa con la necessità di recarsi al pronto soccorso. Tuttavia, la Corte d'Appello aveva già respinto questa difesa, evidenziando che il percorso intrapreso non era compatibile con l'intenzione dichiarata. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che le argomentazioni fossero una mera reiterazione di quelle già adeguatamente confutate nei gradi precedenti. Il Ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Evasione e Ricorso Penale: Cassazione Conferma Inammissibilità
Il Lavoratore ha presentato un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Salerno, relativa al reato di evasione (Art. 385 c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. I motivi addotti erano una mera ripetizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti. La Corte territoriale aveva correttamente valutato i precedenti penali e la doppia fuga come indici di "pervicacia" (ostinazione), escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: confermata condanna e respinto il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato già condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di evasione. L'uomo contestava la presenza dell'elemento psicologico del reato, chiedendo ai giudici di terzo grado una rivalutazione delle prove a proprio favore. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso per cassazione non consente di proporre una ricostruzione alternativa dei fatti già accertati in appello, specie a fronte di una motivazione coerente e priva di vizi logici. Di conseguenza, la condanna per il reato di evasione è divenuta definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »