Un uomo agli arresti domiciliari ha commesso il reato di evasione durante la notte. L'imputato si trovava in detenzione domestica per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale. In passato, lo stesso soggetto aveva subito ben dieci condanne definitive per reati gravi, tra cui tentato omicidio, porto d'armi e incendio. Di fronte ai giudici, la difesa ha contestato l'applicazione della recidiva, sostenendo il trascorrere del tempo dai precedenti penali. La Corte di Cassazione ha rigettato l'impostazione difensiva e ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la maggiore pericolosità sociale dell'uomo e la sua radicata inclinazione a delinquere, evidenziando il fallimento della funzione rieducativa delle precedenti pene. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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