LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 375 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 6 di 19

380 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Retribuzione dirigente medico: no extra per debito orario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28731/2024, ha stabilito che un dirigente medico non ha diritto a un compenso aggiuntivo per le ore di lavoro supplementare svolte a causa di un erroneo calcolo del cosiddetto "debito orario" da parte dell'Azienda Sanitaria. La Corte ha ribadito che la retribuzione dirigente medico si basa sul principio di onnicomprensività, essendo una somma fissa mensile che remunera tutte le prestazioni rese, indipendentemente dal tempo effettivo impiegato. Pertanto, il lavoro eccedentario non dà diritto a una retribuzione extra, ma può, al massimo, fondare una richiesta di risarcimento per danno alla salute o di riposi compensativi, che devono però essere specificamente provati.
Continua »
Incentivo progettazione: quando spetta al dipendente?
Un dipendente comunale ha richiesto un incentivo progettazione per lavori di manutenzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale compenso è dovuto solo se l'attività lavorativa include una fase specifica di progettazione, non essendo sufficiente il solo ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP). La decisione del giudice di merito, che aveva concesso il compenso basandosi solo sul ruolo ricoperto, è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Prescrizione contributi INPS: quando inizia a decorrere?
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi non versati, eccependo la prescrizione. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'ente, fissando l'inizio della prescrizione alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo che la prescrizione dei contributi INPS decorre dalla data di scadenza del pagamento. Inoltre, ha chiarito che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito, ma richiede una prova specifica dell'intento fraudolento del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione contributi: il dies a quo per i redditi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28592/2024, interviene sul tema della prescrizione contributi dovuti alla Gestione Separata. Il caso riguarda un avviso di addebito per contributi del 2009, ritenuto prescritto nei primi due gradi di giudizio. La Suprema Corte ha cassato la decisione, evidenziando che il termine di decorrenza della prescrizione (dies a quo) non era quello originario, ma quello successivo stabilito da un decreto di differimento dei versamenti fiscali, rilevabile d'ufficio. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Carenza di interesse: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società per sopravvenuta carenza di interesse, a seguito di un accordo transattivo con un ex dipendente. La decisione chiarisce la distinzione tra cessazione della materia del contendere e la mancanza di interesse a proseguire il giudizio, con conseguente assorbimento del ricorso incidentale.
Continua »
Retribuzione dirigente medico: no a extra per errore
Una dirigente medico ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per ottenere un compenso aggiuntivo, a causa di un errato calcolo del suo 'debito orario' durante i periodi di ferie. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni dei gradi inferiori, stabilendo che la retribuzione dirigente medico è onnicomprensiva e su base mensile, non oraria. Di conseguenza, non spetta alcun compenso extra per le ore lavorate in eccesso, anche se l'errore è imputabile al datore di lavoro, poiché le 38 ore settimanali rappresentano un minimo e non un massimo.
Continua »
Garanzia occupazionale forestali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28579/2024, ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori forestali siciliani che chiedevano il riconoscimento di 78 giornate lavorative garantite per l'anno 2006. La Corte ha chiarito che, secondo la normativa regionale, la garanzia occupazionale per i lavoratori non inseriti nelle fasce prioritarie non costituisce un diritto soggettivo pieno, ma è subordinata alle esigenze del settore e alla priorità di impiego dei lavoratori con garanzie superiori (101 e 151 giornate). L'espressione "di norma" utilizzata dal legislatore regionale indica una possibilità e non un obbligo per l'amministrazione.
Continua »
Riposo compensativo: sì all’indennità post turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo successivo a un turno di lavoro notturno di 12 ore si qualifica come riposo compensativo. Di conseguenza, al lavoratore spetta la specifica indennità di turno anche per tale giornata di assenza, poiché essa è finalizzata al recupero dello stress psico-fisico derivante dalla particolare gravosità della prestazione, a prescindere dal superamento dell'orario settimanale contrattuale.
Continua »
Responsabilità solidale: anche sanzioni a carico?
Una società committente è stata ritenuta solidalmente responsabile per i contributi previdenziali non versati da una sua subfornitrice. La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità solidale si applica indipendentemente dalla qualificazione del contratto come appalto o subfornitura e non è soggetta al termine di decadenza biennale per le azioni degli enti previdenziali. Crucialmente, ha stabilito che la responsabilità si estende anche alle sanzioni civili per i debiti maturati prima del 10 febbraio 2012, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e rigettando quello dell'azienda.
Continua »
Validità transazione lavoro: i limiti per i diritti futuri
Un dipendente pubblico ha impugnato una transazione firmata con il proprio ente, sostenendone l'invalidità. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sulla validità transazione lavoro: un accordo che comporta la rinuncia a diritti retributivi non ancora maturati è nullo. La Corte ha chiarito che non si può disporre preventivamente di elementi fondamentali del rapporto di lavoro, distinguendo tra diritti già acquisiti (per i quali la transazione è solo annullabile) e diritti futuri (la cui rinuncia rende l'accordo nullo).
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un ente pubblico, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello in materia di lavoro, ha effettuato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La controparte ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, sottolineando che in Cassazione la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione per essere efficace, ma l'accettazione è rilevante per evitare la condanna alle spese. Visto l'accordo tra le parti sulla compensazione delle spese, la Corte non ha emesso alcuna statuizione in merito.
Continua »
Mobilità segretario comunale: le regole della Cassazione
Una segretaria comunale ha impugnato la sua cancellazione dall'albo professionale, avvenuta dopo il decorso del biennio di mobilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che la disciplina generale sulla mobilità nel pubblico impiego si applica anche ai segretari comunali e sottolinea i rigorosi requisiti di specificità necessari per i motivi di ricorso in Cassazione.
Continua »
Blocco assunzioni pubblico impiego: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che il blocco assunzioni pubblico impiego, imposto da leggi di spending review, prevale sul diritto del vincitore di concorso. Il ritardo nell'assunzione da parte della P.A. è legittimo e non genera diritto al risarcimento danni, poiché il diritto all'impiego non è assoluto ma condizionato dalle normative sopravvenute.
Continua »
Restitutio in integrum: sì al recupero retributivo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla restitutio in integrum per un dipendente pubblico. Sospeso in via cautelare a seguito di un procedimento penale, e poi sanzionato in via disciplinare con soli dieci giorni di sospensione, il lavoratore ha diritto al recupero delle retribuzioni per il periodo di sospensione cautelare eccedente la sanzione finale. La Suprema Corte ha stabilito che la sospensione cautelare non può trasformarsi in una sanzione sproporzionata, riaffermando il principio di riequilibrio del rapporto contrattuale.
Continua »
Risarcimento mancata assunzione: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28380/2024, ha stabilito importanti principi in materia di risarcimento per mancata assunzione di un vincitore di concorso pubblico. La Corte ha chiarito che il lavoratore non ha l'onere di provare la propria condizione di disoccupazione per ottenere il risarcimento. È sufficiente che lamenti la perdita delle retribuzioni a causa della mancata assunzione. Spetta invece al datore di lavoro, in questo caso l'ente pubblico, dimostrare che il lavoratore abbia percepito altri redditi (cosiddetto 'aliunde perceptum'). La presenza di un certificato di disoccupazione costituisce una 'pista probatoria' che impone al giudice di esercitare i propri poteri istruttori d'ufficio per accertare i fatti, senza poter gravare il lavoratore di un onere probatorio che non gli compete.
Continua »
Clausola di riserva: la Cassazione nega la validità
Un candidato, vincitore di un concorso pubblico, si è visto negare l'assunzione da parte di un Ente Locale a causa di una clausola di riserva inserita nel bando. La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di tale clausola, considerandola una condizione meramente potestativa. Con l'approvazione della graduatoria, sorge per il vincitore un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione, e l'amministrazione non può legittimamente rifiutarsi di procedere, se non per cause di impossibilità non imputabili.
Continua »
Rinvio al primo giudice: quando la Corte d’Appello erra
Una controversia sulla retribuzione di alcuni dirigenti medici ha portato a un'importante pronuncia della Corte di Cassazione. Il caso verteva su un errore procedurale: la Corte d'Appello, dopo aver riformato la decisione di primo grado sulla giurisdizione, ha deciso la causa nel merito. La Cassazione ha annullato tale sentenza, stabilendo che la Corte d'Appello avrebbe dovuto disporre il rinvio al primo giudice, garantendo così il doppio grado di giudizio sul merito della questione.
Continua »
Definizione agevolata parziale: effetti sul processo
Una società impegnata in un ricorso per Cassazione contro enti previdenziali e l'agente di riscossione, comunica di aver aderito alla definizione agevolata solo per una parte dei debiti contestati. La Suprema Corte, data la complessità e la parzialità della rinuncia, ha ritenuto di non poter decidere in camera di consiglio. Ha quindi rinviato la causa a una pubblica udienza per valutare approfonditamente gli effetti della definizione agevolata parziale sul giudizio pendente, anche alla luce di una nuova normativa in materia.
Continua »
Revoca incarico dirigenziale: riorganizzazione e limiti
Una dirigente pubblica ha contestato la revoca del proprio incarico e il trasferimento, avvenuti durante la fusione di due enti. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la revoca dell'incarico dirigenziale era illegittima. La Corte ha chiarito che l'ente non poteva procedere alla riorganizzazione funzionale e al conseguente riassetto del personale prima dell'emanazione dei decreti ministeriali specificamente previsti dalla legge di fusione, rendendo di fatto prematura e ingiustificata la decisione presa nei confronti della dirigente.
Continua »
Indennità sostitutiva ferie: onere della prova del datore
Un'azienda sanitaria è stata condannata a pagare l'indennità sostitutiva per le ferie non godute a un suo dirigente medico al momento della pensione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che spetta al datore di lavoro dimostrare di aver messo il dipendente nelle condizioni di fruire delle ferie, anche in caso di personale dirigente.
Continua »