Nel 1979, Il Promissario Acquirente e La Promittente Venditrice firmavano un contratto preliminare per un alloggio popolare. Il trasferimento era subordinato alla presentazione di un certificato del Genio Civile sui requisiti di edilizia pubblica. A causa della mancata consegna del documento, la vendita definitiva non si perfezionava. In un primo giudizio, la Corte d'Appello accertava l'irrilevanza di una certificazione tardiva. Successivamente, La Promittente Venditrice chiedeva la risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento. I giudici di merito accoglievano la domanda, ordinando il rilascio dell'immobile e il pagamento di un'indennità di occupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Promissario Acquirente, confermando che la questione del certificato era ormai coperta da giudicato e non più discutibile. Di conseguenza, il Promissario Acquirente perde definitivamente l'alloggio e deve risarcire la controparte.
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