Nella procedura di divisione ereditaria di un patrimonio familiare, un coerede contestava la stima di un'azienda agricola, svalutata del quaranta per cento per un affitto ormai prossimo alla scadenza, e la mancata assegnazione dei lotti tramite sorteggio. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibili i suoi motivi di gravame per presunta genericità. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del coerede, stabilendo che i motivi di appello erano specifici e chiari. Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che, anche in presenza di quote inizialmente disuguali, le porzioni uguali tra i coeredi devono essere assegnate tramite sorteggio e non per attribuzione diretta. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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