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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

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1591 provvedimenti

Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3943/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici. Il caso riguarda la prescrizione del diritto al risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee sulla loro remunerazione. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il termine di prescrizione decennale è iniziato a decorrere dall'entrata in vigore della Legge n. 370/1999, e non da una legge successiva del 2011. Pertanto, il diritto dei ricorrenti è stato considerato estinto.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3950/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, in violazione delle direttive UE. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione del diritto al risarcimento ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/99, che ha cristallizzato l'inadempimento definitivo dello Stato.
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Remunerazione medici specializzandi: no risarcimenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3942/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguata remunerazione percepita durante la loro formazione. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano ha correttamente recepito le direttive europee con il D.Lgs. n. 257/1991, considerando adeguata la borsa di studio allora introdotta. Le successive normative che hanno congelato gli adeguamenti economici rientrano nella discrezionalità del legislatore nazionale e non configurano una violazione del diritto comunitario.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione. L'ordinanza conferma il consolidato orientamento secondo cui la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Le incertezze legali sollevate dai ricorrenti non sono state ritenute sufficienti a posticipare tale decorrenza.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la loro borsa di studio fosse inadeguata e non aggiornata secondo le direttive UE. Hanno richiesto un risarcimento per il periodo dal 2006-2007 in poi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la determinazione della remunerazione per i medici specializzandi rientra nella scelta discrezionale del legislatore nazionale. La Corte ha inoltre confermato che una serie di leggi nazionali ha legittimamente bloccato qualsiasi adeguamento automatico delle borse di studio al costo della vita o revisioni triennali.
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Canone a scaletta: legittimo l’aumento programmato
Una società conduttrice si opponeva alla risoluzione del contratto per mancato pagamento di un canone a scaletta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3838/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la piena legittimità della pattuizione di un canone crescente per le locazioni a uso diverso dall'abitazione, a meno che non si provi che tale clausola miri a eludere i limiti di legge sull'aggiornamento monetario.
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Retribuzione medici specializzandi: no a cause tardive
Un gruppo di medici, specializzatisi tra gli anni '80 e '90, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere la corretta retribuzione medici specializzandi, dovuta per la tardiva attuazione di direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il diritto si è estinto per prescrizione decennale, decorrente dal 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per abuso del processo, avendo intentato una causa basata su questioni già ampiamente consolidate in giurisprudenza.
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Borse specializzandi medici: no a importi maggiori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un adeguamento delle loro borse di studio, percepite ai sensi del D.Lgs. 257/1991, ai più alti importi previsti dal D.Lgs. 368/1999 per i colleghi iscritti dall'anno accademico 2006/2007. La Corte ha ribadito che i due regimi normativi sono distinti e non sovrapponibili, confermando che la borsa di studio originaria costituiva già un'adeguata remunerazione secondo le direttive UE, e che la successiva modifica legislativa fu una scelta discrezionale non retroattiva.
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Remunerazione medici specializzandi: no a importi maggiori
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto una maggiore remunerazione per i corsi frequentati dopo il 1991, invocando la normativa più favorevole entrata in vigore nel 2006. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la borsa di studio percepita era adeguata e che la nuova disciplina non ha efficacia retroattiva. La corretta remunerazione medici specializzandi è quella prevista dalla legge vigente al momento del corso.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1993 e il 2009, ha richiesto un adeguamento economico della propria borsa di studio, ritenendola non conforme alle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la migliore remunerazione per i medici specializzandi, introdotta da una normativa del 1999, si applica solo a partire dall'anno accademico 2006-2007. La Corte ha escluso la possibilità di applicare retroattivamente tali benefici, confermando la legittimità del trattamento economico ricevuto dai ricorrenti.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
L'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione del diritto al risarcimento per i medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi che contestavano l'inizio della prescrizione dalla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, confermando il suo orientamento consolidato. Ha stabilito che da quel momento i medici avevano la 'ragionevole certezza' della lesione del loro diritto, facendo decorrere il termine decennale. Tuttavia, la Corte ha accolto un motivo di ricorso relativo all'errato calcolo delle spese processuali, cassando la sentenza su quel punto e rinviando alla Corte d'Appello.
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Remunerazione medici: no adeguamento dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che richiedevano l'adeguamento della loro remunerazione per il periodo 1998-2006. I medici sostenevano che il mancato aggiornamento della borsa di studio, a fronte dell'inflazione, violasse le direttive comunitarie su una "remunerazione adeguata". La Suprema Corte ha confermato la propria giurisprudenza consolidata, stabilendo che la determinazione e l'eventuale congelamento degli importi rientravano nella discrezionalità del legislatore nazionale, senza che le direttive UE imponessero un obbligo di adeguamento automatico.
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Fermo Amministrativo: Illegittimo con Garanzia IVA
Una società ha ottenuto una sentenza favorevole contro un fermo amministrativo applicato a un suo rimborso IVA, poiché aveva già presentato una garanzia fideiussoria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'amministrazione finanziaria non può cumulare le due misure cautelari. L'utilizzo congiunto di garanzia e fermo amministrativo è stato ritenuto un'ingiustificata duplicazione di tutele e un onere eccessivo per il contribuente, in violazione dei principi di buona fede e collaborazione.
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Indennità di esproprio: responsabilità dell’ente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2348/2023, ha stabilito che l'ente pubblico committente di un'opera rimane il soggetto responsabile per il pagamento della corretta indennità di esproprio, anche quando delega le procedure a un contraente generale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la decisione di merito che aveva aumentato l'indennizzo dovuto ai proprietari di un terreno espropriato per la costruzione di una strada. È stato inoltre chiarito che la riduzione del 25% dell'indennità non si applica automaticamente alle opere pubbliche e che i vincoli di inedificabilità su parti del terreno non ne diminuiscono necessariamente il valore complessivo se la cubatura edificabile può essere comunque sfruttata.
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Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Cessione gratuita prefabbricati: la Cassazione dubita
Un gruppo di cittadini, assegnatari di alloggi prefabbricati a seguito di un sisma, ha richiesto la cessione gratuita dei prefabbricati al proprio Comune. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, interpretando restrittivamente la legge. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sollevato un dubbio di legittimità costituzionale sulla norma, ravvisando una potenziale e ingiustificata disparità di trattamento tra cittadini che si trovano in situazioni identiche. Di conseguenza, ha sospeso il giudizio e ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale per una decisione.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un medico specializzando ha richiesto il risarcimento del danno per la mancata retribuzione durante gli anni di specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sentenza di merito che aveva ritenuto maturata la prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Essendo l'azione legale stata avviata nel 2011, il diritto al risarcimento era già estinto, consolidando il principio sulla prescrizione del risarcimento per i medici.
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Rinnovo contratto a termine: quando è illegittimo?
Un ente di ricerca ha rinnovato il contratto di un lavoratore il giorno immediatamente successivo alla scadenza del precedente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 253/2023, ha dichiarato illegittimo tale rinnovo contratto a termine per assenza dell'intervallo temporale previsto dalla legge. Anche se la durata complessiva dei contratti rientrava nei limiti consentiti, la successione immediata è stata qualificata come abuso, confermando il diritto del lavoratore a un risarcimento del danno forfettario, senza necessità di fornire prova specifica del pregiudizio subito.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
L'ordinanza analizza il caso di due medici che hanno citato in giudizio lo Stato per non aver ricevuto la corretta retribuzione durante la loro specializzazione negli anni '80, in violazione delle direttive CEE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla prescrizione del diritto. Il punto centrale è la decorrenza del termine decennale di prescrizione medici specializzandi, che la Corte fissa alla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso palese l'inadempimento parziale dello Stato, facendo scattare il termine per agire. L'incertezza giurisprudenziale non è stata considerata una causa valida per sospendere la prescrizione.
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Crediti prededucibili: il trasporto di prodotti finiti
La Corte di Cassazione chiarisce che i crediti prededucibili di un'impresa di autotrasporto verso una società strategica in amministrazione straordinaria includono anche il trasporto di prodotti finiti. La Corte ha stabilito che la normativa interpretativa ha esteso il concetto di funzionalità, rendendo prededucibile ogni trasporto che conclude il ciclo produttivo, non solo quelli per le materie prime o il risanamento.
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