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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

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1591 provvedimenti

Accertamento induttivo: la Cassazione sui dati Cli.Fo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20357/2024, ha stabilito che un accertamento induttivo può legittimamente basarsi sui dati dell'elenco clienti e fornitori (Cli.Fo). Ha inoltre chiarito che, per gli accertamenti a tavolino su tributi armonizzati come l'IVA, l'onere del contraddittorio preventivo è attenuato se il contribuente, dopo aver ricevuto una richiesta di documenti, non risponde e non specifica quali difese avrebbe opposto.
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Detrazione IVA frode: basta la conoscibilità?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20301/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di detrazione IVA frode. Il caso riguardava una società a cui era stata negata la detrazione dell'IVA per l'acquisto di beni tramite fatture soggettivamente inesistenti, nell'ambito di una frode intracomunitaria. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che richiedeva all'Amministrazione Finanziaria la prova della piena "conoscenza" della frode da parte della società. La Suprema Corte ha ribadito che per negare il diritto alla detrazione è sufficiente dimostrare la "conoscibilità" dell'operazione fraudolenta, ovvero che l'imprenditore, usando la normale diligenza, avrebbe potuto e dovuto accorgersi delle anomalie dell'operazione.
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Responsabilità del preponente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità del preponente. Un'impresa nautica è stata ritenuta responsabile per l'affondamento di un'imbarcazione, causato da un incendio durante il trasferimento ad opera di marinai da essa incaricati. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'impresa, confermando che chi si avvale dell'opera di terzi, anche non dipendenti, ne assume il rischio e risponde dei danni causati, in base al principio di 'occasionalità necessaria'.
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Responsabilità aggravata: condanna per abuso del processo
Un avvocato ha citato in giudizio una società per presunti esposti disciplinari infondati. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la domanda, condannando l'avvocato per responsabilità aggravata (art. 96 c.p.c.). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo l'azione legale un palese abuso del diritto processuale, data la sua manifesta infondatezza, e ha ribadito che ai fini della soccombenza rileva l'esito finale della lite.
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Onere della prova: fornitore deve provare il contatore
Una consumatrice ha contestato una bolletta energetica esorbitante ricevuta dopo la sostituzione del contatore. Il fornitore non è riuscito a dimostrare il corretto funzionamento dell'apparecchio, avendolo rimosso senza un'ispezione congiunta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova in questi casi spetta al fornitore, confermando l'illegittimità della richiesta di pagamento.
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Prescrizione specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione negli anni '80. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione specializzandi, di durata decennale, ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, per aver insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1980 e il 1990. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. Questa decisione ribadisce un orientamento consolidato sulla prescrizione per i medici specializzandi, specificando che le incertezze giurisprudenziali non spostano il termine iniziale per agire.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi per il risarcimento danni da mancata attuazione di direttive UE. La Corte ha confermato che la prescrizione per i medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, respingendo le tesi sull'incertezza giurisprudenziale come causa di sospensione del termine.
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Onere della prova in appello: la Cassazione chiarisce
Un'amministrazione pubblica ricorre in Cassazione lamentando la prescrizione di un diritto, ma omette di riprodurre il documento chiave in appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova in appello grava sull'appellante, che deve fornire tutti gli elementi per dimostrare l'errore della sentenza impugnata.
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Prova del danno: la Cassazione e l’assegno pagato male
Una compagnia assicurativa agisce contro un intermediario finanziario per il pagamento di assegni forgiati. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché la compagnia non ha fornito la prova del danno subito, ovvero di aver dovuto effettuare un secondo pagamento ai legittimi beneficiari. La decisione sottolinea che non basta dimostrare l'errore dell'intermediario, ma è necessario provare il concreto pregiudizio economico come allegato nell'atto introduttivo.
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Canone a scaletta: quando è legittimo l’aumento?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della clausola di 'canone a scaletta' nei contratti di locazione commerciale. Un conduttore aveva impugnato tale clausola, sostenendone la nullità. La Corte ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile e ribadendo che l'aumento progressivo del canone è valido, a meno che non si provi che il suo unico scopo sia eludere i limiti di aggiornamento legati alla svalutazione monetaria. La Corte ha sottolineato che la censura del ricorrente era generica e non affrontava specificamente le ragioni della decisione d'appello.
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Impegno di spesa: No a pagamenti senza delibera
Un'associazione no-profit ha richiesto a un Comune il pagamento per servizi di trasporto disabili. La Cassazione ha respinto la richiesta, confermando che senza un formale impegno di spesa, l'ente locale non è tenuto a pagare. La responsabilità ricade sul funzionario che ha autorizzato la spesa.
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Discarico automatico crediti: la Cassazione rinvia
Una cassa di previdenza privata ha impugnato in Cassazione la cancellazione automatica dei propri crediti iscritti a ruolo, lamentando la violazione di norme nazionali, costituzionali e comunitarie. La Corte Suprema, pur richiamando il proprio orientamento consolidato contrario alle tesi del ricorrente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione sul discarico automatico è stata rinviata in attesa della definizione di un altro giudizio pendente su una questione identica, al fine di assicurare coerenza giurisprudenziale.
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Accertamento induttivo: mutuo e prezzo di vendita
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18866/2024, ha stabilito che un accertamento induttivo è legittimo se basato sulla discrepanza tra il prezzo di vendita di un immobile e l'importo del mutuo ottenuto dall'acquirente. Tale scostamento costituisce una presunzione grave, precisa e concordante di un corrispettivo superiore non dichiarato. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente svalutato tale elemento indiziario, ribadendo la necessità per i giudici di valutare tutti gli indizi nel loro complesso e non singolarmente.
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Credito prededucibile: quando è negato ai professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18714/2024, ha negato il riconoscimento del credito prededucibile a due professionisti per l'attività svolta in una procedura di concordato preventivo mai aperta. La decisione si fonda sulla mancanza di continuità temporale tra il tentativo di concordato, dichiarato inammissibile, e il successivo fallimento della società, avvenuto quasi un anno dopo. Secondo la Corte, l'assenza di apertura della procedura e la discontinuità escludono la 'funzionalità' della prestazione professionale all'interesse dei creditori, requisito essenziale per la prededuzione.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18607/2024, interviene sulla lunga controversia riguardante la remunerazione dei medici specializzandi iscritti prima del 1991. La Corte ha stabilito che l'importo corretto è di € 6.713,94 annui, come previsto dalla L. 370/1999, e non la cifra superiore liquidata in appello. Fondamentale anche la precisazione sulla decorrenza del diritto: la remunerazione è dovuta solo a partire dal 1° gennaio 1983, anche per chi ha iniziato il corso in anni precedenti. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Insinuazione al passivo leasing: oneri del creditore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di leasing, confermando la reiezione della sua domanda di insinuazione al passivo leasing. La sentenza ribadisce che, in caso di contratto risolto prima del fallimento dell'utilizzatore, si applica l'art. 1526 c.c. e il creditore ha l'onere di presentare una domanda 'completa', fornendo una stima attendibile del valore del bene restituito per determinare il proprio credito.
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Efficacia esecutiva provvisionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riforma in appello di una sentenza di condanna al pagamento di una provvisionale ne determina la definitiva perdita di efficacia esecutiva. Questo fa sorgere un diritto immediato alla restituzione delle somme versate, anche se una successiva sentenza della Cassazione annulla con rinvio la decisione d'appello. Il titolo esecutivo originario non può 'rivivere', e la parte che aveva pagato conserva il diritto di recuperare quanto versato, mentre l'altra parte dovrà, eventualmente, avviare una nuova azione esecutiva sulla base della nuova decisione favorevole.
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Responsabilità professionale avvocato: compenso negato
La richiesta di compenso di un avvocato per attività in procedure concorsuali è stata respinta a causa di grave negligenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la presentazione di ricorsi inammissibili costituisce un inadempimento che giustifica il mancato pagamento. L'ordinanza chiarisce i limiti della responsabilità professionale avvocato e le conseguenze di una condotta imperita.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici per il risarcimento del danno da tardiva attuazione di direttive UE, confermando la prescrizione decennale del diritto. La Corte ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza contraria. La questione del risarcimento medici specializzandi è quindi ormai definita dalla giurisprudenza di legittimità.
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