LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 28 di 30

595 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Obbligo aggiornamento dati: il no della Cassazione
Una società edile ha citato in giudizio una Cassa Edile per non aver aggiornato il suo stato di irregolarità contributiva dopo l'inizio di una causa, impedendole di ottenere il DURC. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le sentenze precedenti. La Corte ha stabilito che non esiste un automatico obbligo di aggiornamento dati per revocare una segnalazione inizialmente legittima solo perché è sorta una controversia legale, criticando inoltre il ricorso per mancanza di specificità e per aver sollevato questioni nuove.
Continua »
Inammissibilità Ricorso Cassazione: Quando è Precluso
Dei cittadini citano in giudizio un Comune per danni da infiltrazioni ai loro immobili. Dopo due sentenze conformi nei primi due gradi di giudizio, che riconoscono la responsabilità dell'ente, i cittadini propongono ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso in Cassazione, chiarendo che non è possibile utilizzare questo strumento per ottenere una nuova valutazione dei fatti o delle prove, come le consulenze tecniche, ma solo per contestare errori di diritto. La decisione sottolinea i limiti del giudizio di legittimità e il principio della cosiddetta "doppia conforme".
Continua »
Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
Un gruppo di medici ha richiesto un adeguamento della remunerazione per gli anni di specializzazione antecedenti all'anno accademico 2006-2007, sostenendo una tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa precedente (D.Lgs. 257/1991) garantiva già una remunerazione medici specializzandi adeguata. La Corte ha stabilito che la legge successiva, più favorevole, non può essere applicata retroattivamente e che il blocco della rivalutazione monetaria delle borse di studio era legittimo.
Continua »
Onere della prova: danni da montaggio errato
Una cliente agisce in giudizio contro un fornitore dopo che una cucina, installata da poco, le è rovinata addosso. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei gradi precedenti, negando il risarcimento. Il punto cruciale è l'onere della prova: sebbene l'installazione difettosa fosse presunta, la cliente non ha dimostrato con prove chiare e coerenti il nesso causale tra il difetto e l'incidente, a causa delle sue versioni contraddittorie sulla dinamica dei fatti. La Corte chiarisce che spetta al danneggiato provare come l'inadempimento abbia specificamente causato il danno.
Continua »
Risarcimento lucro cessante: onere della prova
Un'impresa di trasporti subisce il furto di un semirimorchio affidato a un'officina e chiede il risarcimento dei danni, incluso il lucro cessante per il mancato utilizzo. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano negato il risarcimento lucro cessante per mancanza di prove adeguate. La decisione sottolinea l'importanza di dimostrare concretamente il danno e di formulare correttamente i motivi di impugnazione.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato da una società conduttrice, ritenuta responsabile per un incendio nel locale affittato. La decisione si fonda sul divieto di riesaminare i fatti in presenza di due sentenze conformi (c.d. doppia conforme) e sulla mancata autosufficienza dei motivi di ricorso, che non specificavano adeguatamente gli atti processuali a supporto delle proprie tesi. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale dei locatori è stato dichiarato inefficace.
Continua »
Vendita aliud pro alio: quando il ricorso è inammissibile
Un'acquirente contesta la conformità urbanistica di un immobile, invocando la vendita aliud pro alio per superare i termini di prescrizione brevi. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la qualificazione del vizio come 'aliud pro alio' è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, specialmente in caso di 'doppia conforme'.
Continua »
Responsabilità amministratore condominio: quando è lecita?
Un condomino ha citato in giudizio l'amministratore del proprio condominio, chiedendo un risarcimento per presunta responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, inclusa la diffamazione. La richiesta era basata su comunicazioni ritenute lesive della reputazione inviate dall'amministratore agli altri condomini riguardo a presunte morosità. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando il ricorso inammissibile e infondato. La Suprema Corte ha chiarito che la comunicazione di morosità ai condomini rientra nei doveri informativi dell'amministratore e non costituisce diffamazione, specialmente quando la critica si inserisce in un contesto di gestione condominiale. La decisione è stata rafforzata dal principio della "doppia conforme", che limita la possibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
Continua »
Verificazione scrittura privata: l’originale è tardivo?
Un fideiussore disconosce la firma su una garanzia prodotta in copia. La Cassazione chiarisce che il deposito dell'originale dopo i termini istruttori, ai fini della verificazione scrittura privata, non è una produzione tardiva ma una regolarizzazione formale, respingendo il ricorso.
Continua »
Inadempimento grave locazione: il caso in Cassazione
La Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di locazione per inadempimento grave locazione, nonostante il pagamento tardivo dei canoni da parte del conduttore. La tolleranza passata del locatore non modifica gli obblighi contrattuali. Il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile, ribadendo principi consolidati in materia.
Continua »
Errore di fatto: quando è inammissibile in Cassazione
Un imprenditore tenta la revocazione di una sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto, sostenendo che la Corte non ha visto un documento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la critica a una valutazione giuridica non costituisce un errore di fatto revocatorio.
Continua »
Restituzione immobile senza titolo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che si rifiutava di restituire un immobile, eccependo il difetto di proprietà in capo all'ente concedente. La Corte ha ribadito che nelle azioni personali di restituzione, derivanti da un contratto, non è necessario per l'attore provare la proprietà del bene, ma è sufficiente dimostrare la fonte del proprio diritto alla riconsegna, come la scadenza del contratto. Questo principio si applica anche quando la controversia riguarda la restituzione immobile senza titolo di proprietà del concedente.
Continua »
Documenti in lingua straniera: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro un istituto di credito. La decisione chiarisce che i documenti in lingua straniera, se non specificamente contestati, possono essere utilizzati per provare la legittimazione processuale. Inoltre, viene ribadito il limite alla contestazione dei fatti in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito identiche nel risultato e nelle motivazioni fattuali.
Continua »
Azione revocatoria: quando la vendita è inefficace
La Corte di Cassazione conferma che una vendita immobiliare, anche a prezzo congruo, può essere soggetta ad azione revocatoria. La trasformazione di un bene immobile in denaro, più facilmente occultabile, costituisce un pregiudizio per il creditore. La Corte ribadisce che per dimostrare la consapevolezza dell'acquirente (scientia damni) sono sufficienti presunzioni basate su dati pubblici, come bilanci e ipoteche, senza necessità di provare un'intenzione fraudolenta. Il ricorso dell'acquirente è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Diritto di critica: quando non è diffamazione?
Un cittadino ha citato in giudizio un'azienda sanitaria e diversi media per diffamazione, dopo essere stato definito "antivaccinista" e diffusore di "fake news". Le sue affermazioni su un presunto danno da vaccino si erano rivelate non veritiere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando le sentenze precedenti e ribadendo la legittimità del diritto di critica di fronte a dichiarazioni fattualmente infondate su temi di rilevante interesse pubblico.
Continua »
Responsabilità professionale commercialista: il caso
Un'ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità professionale commercialista per l'omessa presentazione di una dichiarazione fiscale. Lo studio professionale, che ha causato al cliente la perdita di un credito IVA, è stato condannato al risarcimento. Il suo successivo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, in particolare per non aver contestato la ratio decidendi della sentenza d'appello e per non aver prodotto tempestivamente i documenti necessari, come la polizza assicurativa pertinente.
Continua »
Cessione di quote: obblighi di indennizzo e pagamento
Un venditore di partecipazioni societarie ha citato in giudizio gli acquirenti per il mancato pagamento del prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del venditore, confermando che egli non poteva esigere il pagamento poiché non aveva prima adempiuto al suo obbligo contrattuale di tenere indenni gli acquirenti da debiti fiscali preesistenti della società. Il caso evidenzia l'importanza delle clausole di garanzia nella cessione di quote.
Continua »
Risarcimento danni immobile: la prova del danno concreto
Un acquirente ha scoperto difetti acustici in un immobile che è stato successivamente venduto all'asta. Ha citato in giudizio la compagnia assicuratrice per ottenere un indennizzo. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento danni immobile, confermando che l'attore non è riuscito a dimostrare una perdita finanziaria concreta derivante dal difetto. Il solo costo della riparazione non costituisce una prova sufficiente del danno quando l'immobile è stato alienato.
Continua »
Tardività del ricorso: appello inammissibile
Una dottoressa impugna un'ordinanza di inammissibilità. La Cassazione dichiara il suo ricorso inammissibile per tardività del ricorso, essendo stato notificato oltre il termine di 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento. La Corte chiarisce anche che la trattazione scritta soddisfa l'obbligo di sentire le parti.
Continua »
Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
Un professionista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto. La Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La decisione chiarisce che l'errore di fatto revocatorio deve essere una svista percettiva evidente e decisiva, non un disaccordo con la valutazione giuridica o l'interpretazione dei fatti compiuta dai giudici. Il caso sottolinea la natura eccezionale di questo rimedio, che non può essere utilizzato per ottenere un ulteriore grado di giudizio.
Continua »