LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 19 di 39

764 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Clausola clienti direzionali: validità e limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15005/2024, ha stabilito la validità di una clausola clienti direzionali in un contratto di agenzia. Il caso riguardava la richiesta di provvigioni da parte di un agente per affari conclusi dal preponente con clienti definiti 'direzionali'. La Corte ha ritenuto la clausola non nulla, poiché le categorie di clienti escluse (es. società di ristorazione collettiva, enti pubblici) erano sufficientemente determinate e non lasciavano la scelta al mero arbitrio del preponente. La decisione si fonda sull'interpretazione del contratto e sul comportamento delle parti, confermando che il diritto di esclusiva dell'agente può essere validamente derogato con pattuizioni chiare.
Continua »
Confessione stragiudiziale: la prova di proprietà
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in una causa sulla proprietà di tre dipinti di valore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, ribadendo che una confessione stragiudiziale contenuta in un documento scritto e non revocata costituisce prova piena della proprietà, precludendo una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La sentenza chiarisce anche i limiti del sindacato della Cassazione in presenza di una "doppia conforme" e l'autonomia del giudice civile nella quantificazione del danno rispetto al processo penale.
Continua »
Onere della prova pagamento: la Cassazione chiarisce
Una società committente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il saldo di un contratto d'appalto, sostenendo di aver già pagato parte del debito con un assegno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un principio fondamentale sull'onere della prova pagamento: quando il pagamento viene eccepito tramite la produzione di un assegno, spetta al debitore dimostrare il collegamento specifico tra quel titolo di credito e il debito azionato dal creditore. La mera consegna di un assegno non è sufficiente a invertire l'onere probatorio.
Continua »
Risoluzione del contratto: la gravità dell’inadempimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14552/2024, chiarisce i limiti del proprio sindacato sulla risoluzione del contratto per inadempimento. In un caso relativo a un appalto per la verniciatura di banchi scolastici, la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che attribuiva la colpa della mancata esecuzione all'appaltatore, nonostante quest'ultimo accusasse il committente di ritardi. L'ordinanza ribadisce che la valutazione sulla gravità dell'inadempimento è una questione di fatto, di competenza dei tribunali di primo e secondo grado, e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e completa.
Continua »
Inadempimento contratto preliminare: opere abusive
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare per grave inadempimento del promissario acquirente. Quest'ultimo, dopo aver ottenuto la disponibilità del bene, aveva realizzato opere abusive che rendevano l'immobile non commerciabile. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici di merito, che hanno addebitato la responsabilità dell'abuso al promissario acquirente, respingendo il suo ricorso e confermando l'inadempimento del contratto preliminare.
Continua »
Risarcimento del danno: quando la domanda è inammissibile
Un proprietario terriero ha citato in giudizio una società immobiliare per l'ostruzione di una servitù di passaggio, chiedendo un risarcimento del danno per una vendita immobiliare fallita. I tribunali hanno confermato la servitù ma negato il risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale, basando la sua decisione su principi procedurali chiave come la 'doppia conforme' (quando due corti inferiori concordano sui fatti) e la 'mutatio libelli' (un cambio inammissibile della base della domanda legale durante il processo).
Continua »
Denuncia vizi appalto: termini e conseguenze legali
La Corte di Cassazione conferma la decisione a sfavore di due committenti in una controversia per lavori di ristrutturazione. La sentenza ribadisce l'importanza cruciale della tempestiva denuncia vizi appalto, stabilendo che la consegna dell'immobile fa decorrere i termini per i vizi palesi. Viene inoltre chiarito che non è possibile modificare in appello la causa della domanda, passando dalla garanzia per vizi all'inadempimento per mancato completamento dell'opera, poiché costituisce una domanda nuova e inammissibile.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
Un venditore si rivolge alla Suprema Corte per dichiarare inefficace un trasferimento immobiliare a causa del presunto mancato pagamento del saldo da parte dell'acquirente. La Corte rigetta il ricorso in Cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare i fatti di una causa, specialmente quando una precedente decisione sul trasferimento della proprietà è passata in giudicato. I motivi del ricorso sono stati ritenuti inammissibili perché mascheravano una richiesta di nuova valutazione fattuale come violazione di legge.
Continua »
Presunzione di onerosità: non basta la professionalità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista del settore dello spettacolo che chiedeva il pagamento per una collaborazione pluriennale con una società organizzatrice di eventi. I giudici hanno confermato le sentenze precedenti, stabilendo che non vi era prova di un contratto d'opera retribuito. La collaborazione era finalizzata ad acquisire visibilità e notorietà, vincendo così la presunzione di onerosità tipica delle prestazioni professionali. Anche la domanda di arricchimento senza causa è stata respinta per mancanza di prova del nesso causale.
Continua »
Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro la costituzione di una servitù di passaggio sul suo fondo. La decisione si fonda sul principio della 'doppia conforme', che impedisce il riesame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e ribadisce che la Cassazione non può rivalutare le prove già esaminate dai giudici di primo e secondo grado.
Continua »
Vizi occulti immobile vetusto: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha citato in giudizio i venditori di un vecchio edificio per presunti difetti nascosti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nel caso di vizi occulti immobile vetusto, i difetti legati all'età non sono considerati "occulti" se l'acquirente è un professionista del settore che avrebbe dovuto prevederli. La richiesta di risarcimento danni della società è stata respinta.
Continua »
Permuta di cosa futura: risarcimento pieno, no sconti
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un contratto di permuta di cosa futura, se il bene promesso (es. un immobile) non viene mai ad esistenza, il risarcimento del danno dovuto alla parte adempiente deve essere integrale. Il valore di eventuali manufatti diversi realizzati dal costruttore non può essere detratto, poiché la proprietà di un bene non conforme a quello pattuito non si trasferisce mai all'acquirente.
Continua »
Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
Una società alberghiera ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che le imponeva di rimuovere un cancello che bloccava una servitù di passaggio. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Le motivazioni principali si basano sull'applicazione del principio della 'doppia conforme', sulla genericità dei motivi di ricorso e sulla corretta individuazione delle parti da citare in giudizio in caso di azione a difesa di una servitù.
Continua »
Giurisdizione servizio idrico: chi decide sulle bollette?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13246/2024, ha chiarito la questione sulla giurisdizione del servizio idrico. Un utente ha citato in giudizio la società fornitrice per aver ricevuto acqua non potabile, chiedendo un risarcimento e la riduzione del canone. La società ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo la competenza di quello amministrativo. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la controversia riguarda un rapporto contrattuale privatistico tra utente e gestore, e non le scelte discrezionali della pubblica amministrazione. Pertanto, la giurisdizione spetta al giudice ordinario.
Continua »
Azione revocatoria: vendita con compensazione è a rischio
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare il cui prezzo era stato pagato tramite compensazione con un credito preesistente. Questa modalità, qualificata come 'datio in solutum', costituisce un mezzo anomalo di pagamento che, insieme ad altri indizi come la tempistica sospetta della vendita e la consapevolezza della difficoltà economica del venditore, giustifica l'azione revocatoria a tutela dei creditori.
Continua »
Legittimazione attiva condomino: prova della proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13233/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato che aveva impugnato una delibera condominiale senza riuscire a provare la sua qualità di proprietario. La Corte ha ribadito che la legittimazione attiva del condomino deve essere dimostrata esclusivamente tramite la produzione del titolo di proprietà (atto di acquisto) e che, in questo contesto, non si applica il principio dell'apparenza del diritto. L'iscrizione all'anagrafe condominiale o altre comunicazioni non sono sufficienti a tal fine.
Continua »
Simulazione vendita: quando la rinuncia è valida
Una figlia impugna la vendita di un immobile dal padre alla nipote, sostenendo una simulazione vendita. Avendo in precedenza firmato una rinuncia a contestare l'atto, il suo ricorso viene rigettato. La Cassazione conferma che il divieto di rinuncia preventiva all'azione di riduzione (art. 557 c.c.) riguarda le donazioni, non le vendite ritenute effettive. La Corte ha stabilito la validità della rinuncia e la realtà della compravendita, respingendo il ricorso.
Continua »
Mancato avveramento condizione: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione analizza un caso di compravendita immobiliare in cui un pagamento aggiuntivo era legato all'esproprio di un terreno. A causa del mancato avveramento condizione, dovuto a scelte della Pubblica Amministrazione, la Corte ha stabilito che nessuna colpa può essere attribuita all'acquirente, che aveva adempiuto ai suoi obblighi iniziali. Il ricorso della venditrice è stato rigettato, chiarendo i principi sull'onere della prova in queste circostanze.
Continua »
Accordo verbale: i costi extra non sono dovuti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fornitore che richiedeva il pagamento di costi extra per trasporto e installazione non esplicitamente inclusi in un accordo verbale. La Corte ha stabilito che i preventivi non firmati dalla controparte sono documenti unilaterali e non costituiscono prova di un'intesa su tali spese aggiuntive. La decisione si fonda sul principio che, in assenza di un contratto scritto, le pattuizioni devono essere provate da chi le rivendica, e la condotta delle parti può essere determinante per l'interpretazione del contratto.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
L'appello di una società immobiliare contro una società fornitrice è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha applicato la regola della "doppia conforme", sottolineando che il ricorso mancava di specificità e non dimostrava ragioni di fatto diverse tra le due sentenze di merito. Il caso riguardava una controversia sul pagamento di una fornitura, in cui un presunto accordo transattivo non era stato provato per iscritto. La decisione ribadisce i rigorosi requisiti procedurali per evitare un ricorso inammissibile.
Continua »