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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: la Cassazione conferma la misura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per 92.300 euro, emessa per reati di estorsione e illecita concorrenza. La Corte ha chiarito che il ricorso è limitato alla violazione di legge e ha confermato la validità della misura, sia per finalità preventive che per la confisca, ritenendo corretta la valutazione del Tribunale sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora.
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Sequestro preventivo: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per una presunta truffa. La sentenza chiarisce che il ricorso in Cassazione per misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per riesaminare nel merito la valutazione dei fatti o la logicità della motivazione del giudice, a meno che questa non sia totalmente assente o manifestamente illogica. Il caso riguardava il sequestro di una somma di denaro quale profitto di una presunta truffa nel commercio di metalli preziosi.
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Ricorso per cassazione sequestro preventivo: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo per truffa. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione sequestro preventivo non può contestare la valutazione dei fatti del giudice di merito, ma solo la violazione di legge. Il caso riguardava una presunta frode nel commercio di metalli preziosi.
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Sequestro a terzi: onere della prova sulla Procura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore europeo contro l'annullamento di un sequestro a terzi. La sentenza ribadisce che spetta all'accusa dimostrare l'effettiva disponibilità dei beni in capo all'indagato, e non al terzo intestatario provare la propria titolarità. La semplice incapacità patrimoniale del terzo non costituisce prova sufficiente per giustificare un sequestro preventivo.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un immobile e di conti correnti. Il sequestro era legato a presunti reati edilizi e truffa aggravata per l'ottenimento di bonus fiscali. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la validità del sequestro preventivo basato su plurimi indizi di colpevolezza e sul concreto pericolo di dispersione dei fondi.
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Sequestro preventivo terzo: onere della prova del PM
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore, confermando la restituzione di beni sequestrati a una terza persona. In un caso di sequestro preventivo terzo, la Corte ha ribadito che l'onere di provare l'intestazione fittizia e la reale disponibilità dei beni in capo all'indagato spetta esclusivamente alla Procura. La semplice dimostrazione dell'incapacità patrimoniale del terzo intestatario non è considerata prova sufficiente.
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Sequestro a terzi: onere della prova spetta al PM
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore europeo in un caso di sequestro preventivo. La sentenza stabilisce che in un sequestro a terzi, l'onere di provare che i beni intestati a un terzo sono nella disponibilità dell'indagato spetta esclusivamente all'accusa. Non è sufficiente dimostrare l'incapacità economica del terzo intestatario, ma è necessaria la prova concreta del controllo dei beni da parte dell'indagato. Il terzo ha sempre diritto al riesame per difendere la propria titolarità.
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Intestazione fittizia beni: onere della prova PM
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La sentenza ribadisce che in caso di presunta intestazione fittizia beni, l'onere di provare la reale disponibilità dei beni in capo all'indagato spetta all'accusa. Non è sufficiente dimostrare la sola incapacità patrimoniale del terzo intestatario per giustificare la misura cautelare. Il terzo ha pieno diritto di difendersi attraverso l'istanza di riesame.
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Sequestro beni terzi: onere della prova sulla Procura
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un sequestro preventivo su beni intestati a un terzo. In un caso di sequestro beni terzi, la Corte ha ribadito che l'onere di provare l'intestazione fittizia e la reale disponibilità da parte dell'indagato spetta esclusivamente al Pubblico Ministero. La semplice incapacità patrimoniale del terzo intestatario non è considerata prova sufficiente.
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Sequestro beni terzi: onere della prova sulla Procura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore europeo contro un'ordinanza che annullava un sequestro. Il caso riguardava un sequestro preventivo eseguito su beni intestati alla moglie di un indagato. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sul sequestro beni terzi: l'onere di provare che l'indagato abbia l'effettiva disponibilità dei beni, nonostante l'intestazione formale ad altri, spetta esclusivamente alla pubblica accusa. Non è sufficiente, a tal fine, dimostrare la sola incapacità finanziaria del terzo intestatario per giustificare la misura cautelare.
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Bonus Facciate: Sequestro per frode e crediti fittizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il caso riguarda una presunta frode legata al bonus facciate, con la creazione di crediti d'imposta fittizi per lavori edili mai realizzati. La Corte ha confermato la validità del sequestro, sottolineando che l'elemento decisivo è la mancata esecuzione delle opere, che rende i crediti inesistenti a prescindere dalla correttezza formale della procedura di cessione.
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Sequestro crediti fiscali: decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due indagati contro un'ordinanza di sequestro crediti fiscali, ottenuti tramite il 'Bonus Facciate'. La Corte ha stabilito che il sequestro preventivo è legittimo per impedire l'aggravarsi delle conseguenze del reato, anche se i crediti non sono ancora stati utilizzati. È stato inoltre chiarito che, sebbene lo stato di avanzamento lavori (SAL) non sia obbligatorio, è fondamentale che i lavori edili siano stati almeno iniziati, cosa che nel caso di specie non era avvenuta. La sentenza distingue nettamente tra il sequestro finalizzato a prevenire il reato e quello finalizzato alla confisca, validando l'operato dei giudici di merito.
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Fumus commissi delicti: cosa serve per il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imprenditori contro il sequestro preventivo di crediti d'imposta per oltre 4 milioni di euro. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro, è sufficiente un valido fumus commissi delicti, basato su indizi concreti della sussistenza del reato, senza che sia necessaria una prova piena della colpevolezza, la cui valutazione è riservata al giudizio di merito. L'appello che mira a una rivalutazione dei fatti è inammissibile in sede di legittimità.
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Impugnazione ordinanza sequestro: quando è inammissibile
Un imputato ha chiesto la revoca del sequestro di un'auto. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiarendo che l'impugnazione di un'ordinanza sul sequestro probatorio, emessa in dibattimento, non può essere autonoma ma va proposta insieme all'appello contro la sentenza.
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Ricorso cassazione inammissibile: limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile avverso un'ordinanza di sequestro probatorio. La sentenza chiarisce che il ricorso è limitato alla "violazione di legge", escludendo censure sull'illogicità della motivazione, che non costituisce un vizio deducibile in questa specifica sede processuale.
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Interesse ad impugnare: la Cassazione decide un caso
Un individuo ricorre contro un sequestro preventivo di una somma di denaro, sostenendo però che la stessa appartenga alla figlia. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di un concreto interesse ad impugnare. Secondo la Corte, poiché il ricorrente nega la proprietà del bene, non ha diritto alla sua restituzione, che rappresenta l'unico risultato utile dell'impugnazione, venendo meno così l'interesse processuale necessario.
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Sequestro preventivo: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di oltre 100.000 euro a carico di un imprenditore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le censure del ricorrente sono state ritenute un tentativo di rivalutare i fatti, non consentito in sede di legittimità. L'imprenditore era accusato di associazione per delinquere e frode su crediti d'imposta per lavori di sanificazione fittizi, e la Corte ha confermato la sussistenza dei presupposti per la misura cautelare, ovvero il 'fumus boni juris' e il 'periculum in mora'.
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Periculum in mora: Cassazione e sequestro preventivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo, chiarendo i limiti del giudizio di rinvio. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione sul periculum in mora basata sull'intestazione fittizia di beni, considerata indice del rischio di dispersione di profitti illeciti.
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Ricorso inammissibile: sequestro e fumus delicti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla genericità delle censure relative al 'fumus delicti' e sull'impossibilità di dedurre vizi di motivazione in questa sede. Il ricorso è stato respinto anche per carenza di interesse riguardo al 'periculum in mora', confermando la misura cautelare per reati di associazione per delinquere, truffa e riciclaggio.
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Accesso intercettazioni riesame: la richiesta generica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'indagata contro un sequestro preventivo, stabilendo un principio chiave sull'accesso alle intercettazioni per il riesame. La Corte ha chiarito che una richiesta di accesso agli atti meramente generica, che non specifica le conversazioni di interesse, non è sufficiente a far scattare la nullità del provvedimento in caso di mancata evasione. In procedimenti complessi con un vasto materiale probatorio, la difesa ha l'onere di indicare con precisione gli elementi necessari, bilanciando così il diritto di difesa con le esigenze di efficienza processuale.
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