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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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602 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo quote: quando il socio non può agire
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un socio contro il sequestro preventivo quote sociali di due società, indagate per riciclaggio. La Corte ribadisce che il socio non ha legittimazione ad agire per la restituzione e che il ricorso delle società non può contestare il merito dei fatti, ma solo violazioni di legge.
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Riciclaggio e sequestro: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per equivalente di oltre 1 milione di euro, disposto per il reato di riciclaggio. La ricorrente aveva messo a disposizione il proprio conto corrente al compagno per far transitare somme illecite. La Corte ha stabilito che la consapevolezza della donna è stata correttamente desunta da elementi come la titolarità di beni di lusso a fronte dell'assenza di redditi leciti, confermando che il ricorso in Cassazione in questa materia non può contestare la valutazione dei fatti, ma solo la violazione di legge.
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Sequestro preventivo: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8992/2024, ha esaminato un caso di sequestro preventivo per truffa pluriaggravata. Il Tribunale del Riesame aveva ridotto l'importo del sequestro a carico di un indagato, ritenendo che una parte del profitto fosse stata trasferita a una complice. La Suprema Corte ha annullato questa decisione, accogliendo il ricorso del Pubblico Ministero. Ha chiarito che, nella fase cautelare del sequestro preventivo, l'intero profitto del reato può essere sequestrato a carico di uno qualsiasi dei concorrenti, in virtù del principio di solidarietà, a prescindere dalla successiva ripartizione del denaro. La misura ha una finalità preventiva e non sanzionatoria in questa fase.
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Sequestro probatorio di contanti: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio di oltre 150.000 euro in contanti, trovati a casa di un indagato per usura. La Corte ha stabilito che il denaro è corpo del reato e non era necessaria una convalida specifica, ritenendo il vincolo legittimo ai fini dell'accertamento del delitto.
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Sindacato Cassazione Sequestro: limiti alla revisione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero avverso il rigetto di una richiesta di sequestro preventivo. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il sindacato della Cassazione sulle misure reali è circoscritto alla sola violazione di legge, escludendo una nuova valutazione del merito o della logicità della motivazione del giudice precedente, a meno che non sia totalmente assente o meramente apparente.
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Riciclaggio beni culturali: la sentenza della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro di un dipinto di valore. La sentenza conferma che una serie di trasferimenti di proprietà, volti a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del bene, configura il reato di riciclaggio beni culturali. L'opera era stata oggetto di illecita esportazione grazie a un certificato di libera circolazione ottenuto fraudolentemente, costituendo così il 'reato presupposto' per il successivo riciclaggio.
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Sequestro preventivo ricettazione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per ricettazione. La decisione si basa sulla sufficienza degli indizi, come il possesso di una ingente somma di denaro contante, l'assenza di una giustificazione plausibile e i legami familiari dell'indagato con esponenti di un clan mafioso. Questi elementi, nel loro insieme, sono stati ritenuti idonei a configurare il 'fumus commissi delicti' necessario per la misura cautelare reale, anche senza una ricostruzione dettagliata del reato presupposto.
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Confisca al terzo: i diritti e le tutele processuali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8011/2024, ha rigettato il ricorso di una terza interessata contro la confisca di suoi beni personali, avvenuta nell'ambito del procedimento penale a carico del marito. La Corte ha stabilito che la mancata citazione del terzo nel giudizio principale costituisce una mera irregolarità. L'onere di dimostrare la legittima provenienza dei beni grava sul terzo, che deve agire nelle sedi opportune, come il giudizio cautelare o la fase esecutiva. Poiché la ricorrente non aveva fornito tale prova, la decisione di procedere con la **confisca al terzo** è stata confermata.
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Impugnazione sequestro preventivo: quando è inammissibile
Una società finanziaria ha impugnato la decisione del Pubblico Ministero di non eseguire un sequestro preventivo su alcuni autotelai. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione del sequestro preventivo inammissibile, chiarendo che le questioni relative alle modalità esecutive di una misura cautelare devono essere sollevate tramite un incidente di esecuzione e non con un appello. La sentenza sottolinea l'importanza di utilizzare il corretto strumento processuale per evitare sanzioni.
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Legittimazione persona offesa: appello impossibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società, vittima di reato, contro l'annullamento di un sequestro probatorio. La sentenza chiarisce che la legittimazione della persona offesa non si estende a questo tipo di impugnazione, poiché la legge riserva tale facoltà solo a soggetti specifici, come l'indagato e il Pubblico Ministero. La restituzione dei beni va fatta a chi ne aveva il possesso al momento del sequestro, non al presunto proprietario.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sul contante
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di oltre 100.000 euro in contanti a carico di un individuo indagato per riciclaggio. La somma era ritenuta provento di reati tributari commessi da terzi. La Corte ha stabilito che la misura cautelare era legittima, poiché basata su solidi indizi (fumus commissi delicti) e su un pericolo concreto di prosecuzione del reato (periculum in mora), desunto non solo dalla natura del bene ma dalla condotta sistematica dell'indagato.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e il fumus delicti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per truffa aggravata ai danni dello Stato. La sentenza ribadisce che, in sede cautelare, la valutazione del giudice si limita al 'fumus commissi delicti', ovvero alla sussistenza di elementi minimi che rendano ipotizzabile il reato, senza un'analisi approfondita della colpevolezza. L'omessa comunicazione di provvedimenti amministrativi sfavorevoli è stata ritenuta sufficiente a configurare tale 'fumus'.
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Appropriazione indebita procura: la Cassazione decide
Una persona con procura ad operare su un conto corrente ha utilizzato i fondi per scopi diversi da quelli pattuiti. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo, qualificando il fatto come appropriazione indebita procura. La sentenza chiarisce che agire oltre i limiti del mandato ("ultra vires") integra il reato, in quanto si realizza un'interversione del possesso del denaro. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la motivazione del tribunale del riesame era completa e non manifestamente illogica.
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Autoriciclaggio: sequestro e onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per autoriciclaggio. La sentenza chiarisce che il sequestro può essere mantenuto anche se il reato presupposto (truffa) è prescritto, poiché l'autoriciclaggio costituisce un reato autonomo. È sufficiente la sussistenza del 'fumus commissi delicti', ovvero il sospetto che il reinvestimento dei proventi illeciti abbia ostacolato la tracciabilità della loro origine.
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Sequestro probatorio: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava un sequestro probatorio di beni ritenuti contraffatti e dei veicoli usati per la loro vendita. Il ricorso è stato giudicato meramente ripetitivo delle questioni già affrontate in sede di riesame. La Corte ha stabilito che la motivazione del Tribunale era adeguata e non apparente, avendo correttamente valutato sia la sussistenza degli indizi di reato ('fumus commissi delicti') sia il pericolo di reiterazione ('periculum'), ritenendo il sequestro una misura proporzionata.
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Sequestro preventivo: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della moglie di un imputato contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte chiarisce che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge, come la mancanza di motivazione, e non può riesaminare nel merito la sproporzione tra beni e reddito valutata dal tribunale. Viene confermato l'onere della prova a carico del familiare intestatario dei beni.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il ricorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro probatorio di una somma di denaro. La Corte ha stabilito che la legittimità del sequestro per ricettazione può fondarsi su una serie di indizi gravi e concordanti, come le modalità di occultamento del denaro, la tentata fuga e le dichiarazioni contraddittorie dell'indagato, senza che sia necessario accertare il delitto presupposto.
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Ricettazione denaro: la Cassazione sul sequestro
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di oltre 160.000 euro in contanti, ritenendolo provento di narcotraffico. La sentenza chiarisce che per configurare il reato di ricettazione denaro, sono sufficienti gravi indizi come l'ingente somma, l'occultamento sospetto e l'assenza di una giustificazione plausibile, senza la necessità di provare in dettaglio il reato presupposto.
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Sequestro probatorio patente: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro probatorio della sua patente di guida, sospettata di falsità. La decisione conferma che, per la validità del sequestro, è sufficiente una motivazione che indichi la finalità probatoria (in questo caso, accertare la genuinità del documento), specialmente quando i dubbi nascono da circostanze concrete come un incidente e la fuga del soggetto. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può riesaminare nel merito la logicità delle motivazioni del provvedimento di sequestro.
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Sequestro preventivo terzo: onere della prova PM
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del PM in un caso di sequestro preventivo terzo. La Corte ha confermato che per sequestrare beni intestati a un terzo, spetta all'accusa provare l'intestazione fittizia e la disponibilità effettiva da parte dell'indagato. La sola incapacità patrimoniale del terzo non è sufficiente. L'onere della prova non può essere invertito, rimanendo a carico del Pubblico Ministero.
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