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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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411 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo immobile: quando è legittimo?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo immobile. La Corte ha ribadito che il riesame si limita alla violazione di legge, come la motivazione assente o apparente. Il tentativo di regolarizzare l'occupazione abusiva non esclude il reato, che tutela la corretta assegnazione degli alloggi pubblici.
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Sequestro conservativo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro conservativo su beni di due indagati per bancarotta fraudolenta. La vicenda riguarda una presunta operazione immobiliare simulata, utilizzata per distrarre ingenti somme da una società poi fallita. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame, dopo un primo annullamento, avesse correttamente motivato la sussistenza dei requisiti del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora', basandosi su elementi concreti come flussi finanziari anomali e il rischio di dispersione dei beni.
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Rinuncia al ricorso: la Cassazione e l’inammissibilità
Un soggetto presenta ricorso in Cassazione contro un sequestro preventivo. Successivamente, ottiene il dissequestro del bene dal giudice di merito e, di conseguenza, presenta una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'appello inammissibile, poiché la rinuncia, motivata dal venir meno dell'interesse ad agire, chiude il procedimento.
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Sequestro probatorio: quando la motivazione è valida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dirigente comunale contro un'ordinanza di sequestro probatorio. Il provvedimento, che riguardava dispositivi informatici, è stato ritenuto legittimo perché fondato su una motivazione adeguata sia riguardo al 'fumus commissi delicti' (sospetto di reato edilizio tramite silenzio-assenso) sia alle concrete esigenze di indagine. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione contro misure reali è limitato alla violazione di legge, escludendo censure sulla logicità della motivazione.
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Sequestro preventivo ambientale: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area in una nota località insulare, originariamente autorizzata per il recupero di rifiuti. La decisione si fonda sulla prova che il sito veniva utilizzato anche come base logistica per un'attività illecita di estrazione di pomice, causando un grave danno ambientale. La Corte ha ritenuto che la misura cautelare fosse necessaria per impedire la prosecuzione del reato, respingendo il ricorso dell'imprenditore che contestava la valutazione dei fatti.
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Sequestro preventivo stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo stupefacenti. La sentenza conferma che il Tribunale del riesame può integrare la motivazione del G.i.p. e ribadisce i criteri per la valutazione del 'periculum in mora' e la quantificazione del profitto illecito, anche quello derivante da un'associazione criminale. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente come tentativi di riesaminare il merito, inammissibili in sede di legittimità.
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Ricorso per cassazione sequestro preventivo: limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione sequestro preventivo, ribadendo che tale impugnazione è consentita solo per violazione di legge. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra una motivazione insufficiente, non censurabile in questa sede, e una motivazione meramente apparente o inesistente, che costituisce invece violazione di legge.
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Ricorso Cassazione Sequestro Preventivo: i Limiti
Un soggetto ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che in materia di misure cautelari reali, il ricorso cassazione sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge, che include la motivazione inesistente o meramente apparente, ma non la sua insufficienza o erroneità. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una motivazione, seppur contestata dal ricorrente, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro preventivo di un'area adibita a parcheggio abusivo. La decisione si fonda sul fatto che il ricorrente, non avendo ottemperato a un precedente ordine di demolizione, aveva perso la disponibilità giuridica del bene, automaticamente acquisito al patrimonio del Comune. Questo principio rende l'impugnazione priva di legittimazione.
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Abuso edilizio e sequestro: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per un abuso edilizio. La decisione si fonda sul fatto che l'indagato, non avendo rispettato l'ordine di demolizione del Comune, ha perso la disponibilità giuridica del bene, che è stato automaticamente acquisito al patrimonio comunale. Di conseguenza, l'indagato non aveva più la legittimazione per chiederne il dissequestro.
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Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Cassazione rigetta un ricorso contro un sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro per traffico di stupefacenti. La Corte chiarisce i requisiti della motivazione sul profitto del reato e sul 'periculum in mora', sottolineando i limiti del sindacato di legittimità, che non può entrare nel merito di calcoli se non in caso di vizi radicali.
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Termine per ricorso: inammissibile se tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero avverso l'annullamento di un sequestro probatorio. La decisione si fonda unicamente sul mancato rispetto del termine per ricorso, fissato in 15 giorni dalla notifica del provvedimento impugnato. L'appello, depositato oltre tale scadenza, non è stato esaminato nel merito, sottolineando il carattere perentorio dei termini processuali.
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Sequestro preventivo reati tributari: come si calcola?
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di sequestro preventivo per reati tributari, legato a una presunta operazione di svuotamento aziendale. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: dichiara inammissibile il ricorso della società terza per mancanza di procura speciale al difensore e rigetta il ricorso dell'indagata, confermando che il profitto del reato, oggetto del sequestro, corrisponde all'intero debito tributario evaso (imposte, sanzioni e interessi) e non solo al valore dei beni sottratti alla garanzia patrimoniale dello Stato.
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Ricorso per Saltum Sequestro PM: Inammissibile
Un professionista, indagato per reati fiscali, ha impugnato un decreto di sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per saltum sequestro inammissibile, specificando che l'unico rimedio previsto dalla legge in questi casi è il riesame. La Corte ha inoltre rifiutato di convertire l'impugnazione, poiché la scelta del rimedio errato è stata deliberata e consapevole da parte del ricorrente.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati fiscali. La Suprema Corte ha chiarito che i motivi basati sul principio del 'ne bis in idem', sulla mancata valutazione di prove documentali e su generiche censure alla motivazione non costituiscono 'violazione di legge', unico vizio deducibile in sede di legittimità contro provvedimenti cautelari reali. La decisione sottolinea come il ricorso inammissibile non possa trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.
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Credito d’imposta sismabonus: quando è fittizio?
La Cassazione conferma il sequestro preventivo su un ingente credito d'imposta sismabonus ritenuto fittizio. Decisivo il fatto che la demolizione fosse avvenuta anni prima dell'entrata in vigore della norma e che i lavori di ricostruzione non fossero mai iniziati. Secondo la Corte, il beneficio fiscale richiede un intervento unitario e l'effettiva esecuzione dei lavori, non solo la loro progettazione.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
Un imprenditore, indagato per sfruttamento del lavoro, ricorre contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che contro tali misure cautelari è possibile ricorrere solo per violazione di legge. La Corte chiarisce che non è consentito un riesame dei fatti, come la competenza territoriale o il 'periculum in mora', se la motivazione del giudice precedente non è totalmente assente o manifestamente illogica.
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Sequestro preventivo: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di €6.870,00. La Corte ha chiarito che, in materia di misure cautelari reali, il ricorso è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la logica della motivazione del giudice di merito, se questa non è meramente apparente.
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Sequestro preventivo: limiti del riesame e periculum
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di conferma di un sequestro preventivo per autoriciclaggio. L'imputato lamentava una motivazione carente sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del primo giudice e che le questioni esecutive non sono contestabili in sede di riesame. Il sequestro preventivo è stato quindi confermato.
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Bancarotta per distrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per bancarotta per distrazione. Gli amministratori di una società fallita avevano trasferito i rami d'azienda e fondi a nuove società a loro riconducibili, a danno dei creditori. La Corte ha stabilito che una precedente sentenza civile di rigetto di un'azione revocatoria è irrilevante nel processo penale e ha confermato la riqualificazione di un pagamento da bancarotta preferenziale a distrattiva, in quanto il trasferimento iniziale di fondi era privo di giustificazione.
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