LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 325 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Pagina 10 di 21

411 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo terzo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro il sequestro dei propri beni. La sentenza ribadisce che il sequestro preventivo terzo è legittimo quando i beni, pur appartenendo a un soggetto estraneo ai fatti, hanno un legame con il reato e la loro libera disponibilità potrebbe aggravare o protrarre le conseguenze del crimine.
Continua »
Sequestro preventivo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per truffa aggravata. La sentenza chiarisce i limiti del ricorso, escludendo vizi di motivazione e confermando che l'incompatibilità del giudice non si applica alla fase del riesame cautelare.
Continua »
Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore contro l'annullamento di un sequestro preventivo per un'opera demaniale. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione in materia cautelare è consentito solo per violazione di legge e non per una diversa interpretazione dei fatti o degli atti amministrativi, che attiene al merito della vicenda.
Continua »
Frode in commercio: marchio CE e origine dei prodotti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro di prodotti con marchio CE ma di origine extra-europea. La sentenza conferma che il marchio CE non attesta solo la conformità a standard di sicurezza, ma anche la provenienza europea del bene. L'apposizione del marchio su prodotti importati può quindi configurare il reato di frode in commercio, poiché inganna il consumatore sull'origine del bene, a prescindere dalla sua effettiva conformità tecnica.
Continua »
Destinazione d’uso: parcheggio su area vincolata
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di un'area vincolata trasformata in parcheggio. Il cambio di destinazione d'uso, anche senza opere evidenti, richiede il permesso di costruire se altera permanentemente il territorio e ricade in una diversa categoria urbanistica.
Continua »
Crediti d’imposta inesistenti: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo per oltre 3,4 milioni di euro nei confronti di un imprenditore edile. Il caso riguarda l'utilizzo di crediti d'imposta legati al "Sisma Bonus Acquisti" per lavori di demolizione e ricostruzione mai completati. La Corte ha stabilito che, per la legittima fruizione del bonus, non è sufficiente la stipula di un contratto preliminare di vendita, ma è necessaria l'effettiva esecuzione e conclusione dei lavori. La creazione e cessione di bonus basati su opere non realizzate integra il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, configurando i bonus come crediti d'imposta inesistenti.
Continua »
Sequestro preventivo non convalidato: Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'ordinanza di non convalida di un sequestro preventivo d'urgenza. La decisione si fonda sul principio di tassatività dei mezzi di impugnazione: il provvedimento di non convalida non rientra tra quelli per cui la legge prevede espressamente la possibilità di appello o ricorso, anche se il giudice ha contestualmente emesso un nuovo sequestro.
Continua »
Confisca allargata: annullato sequestro per motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata, disposto sui beni della moglie di un indagato. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione del provvedimento meramente apparente e viziata da un'inversione dell'onere della prova. È stato ribadito che spetta all'accusa dimostrare, con elementi concreti, l'intestazione fittizia dei beni a terzi e non è sufficiente basarsi sulla sproporzione reddituale del terzo o sul rapporto di parentela con l'indagato. Inoltre, mancava una motivazione adeguata sulla proporzionalità della misura e sul periculum in mora, ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni.
Continua »
Motivazione apparente: annullato sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un sequestro preventivo, giudicando la sua giustificazione una 'motivazione apparente'. Il tribunale inferiore non aveva adeguatamente analizzato le prove fornite dall'accusa in un caso di autoriciclaggio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, limitandosi a motivazioni generiche. La Suprema Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame, sottolineando la necessità di un'analisi concreta degli elementi investigativi e non di affermazioni apodittiche.
Continua »
Maltrattamento animali: sequestro e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il sequestro preventivo di tre cani. La sentenza conferma che il reato di maltrattamento animali sussiste anche in presenza di gravi condizioni igieniche e di abbandono, a prescindere dallo stato di salute fisico. Viene inoltre chiarito che nuove prove, come una relazione veterinaria, non possono essere presentate per la prima volta in sede di legittimità.
Continua »
Sequestro patente: quando è legittimo per frode esame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro patente. Il provvedimento era stato emesso nei confronti di una candidata accusata di aver fraudolentemente superato l'esame di teoria della patente di guida utilizzando dispositivi elettronici. La Corte ha stabilito che la motivazione del tribunale del riesame, basata su prove indiziarie come dati GPS e intercettazioni, era sufficientemente solida e non meramente apparente, rendendo il ricorso non accoglibile in sede di legittimità.
Continua »
Intestazione fittizia: prova e onere della Procura
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo, stabilendo che per provare l'intestazione fittizia di beni a un terzo, l'accusa deve fornire prove concrete della discordanza tra titolarità formale e disponibilità effettiva. La sola sproporzione reddituale del terzo e il rapporto di parentela con l'indagato non sono sufficienti a giustificare la confisca ex art. 240-bis c.p.
Continua »
Intestazione fittizia: onere della prova e confisca
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro di quote societarie ritenute oggetto di intestazione fittizia. La sentenza chiarisce che per procedere a confisca non è sufficiente la sproporzione tra il reddito del titolare formale e il valore del bene, né il solo rapporto di parentela con l'indagato. Spetta all'accusa fornire prove concrete, precise e concordanti della discrasia tra titolarità formale e disponibilità effettiva del bene, dimostrando che l'intestazione è un mero schermo.
Continua »
Intestazione fittizia: onere della prova e confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30029/2024, ha annullato un sequestro preventivo, stabilendo un principio fondamentale in materia di intestazione fittizia. La sola sproporzione tra il reddito dell'intestatario formale e il valore del bene non è sufficiente a dimostrare che la proprietà sia in realtà di un'altra persona. Secondo la Corte, l'accusa ha l'onere di fornire prove concrete della discordanza tra titolarità formale e disponibilità effettiva, non potendo basare l'accusa su una mera presunzione.
Continua »
Sequestro preventivo truffa: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per truffa aggravata. Il caso riguarda un imprenditore che, dopo aver acquisito terreni con patto di riservato dominio e non aver pagato le rate, li concedeva a una propria cooperativa per ottenere illecitamente contributi pubblici. La Corte conferma che la valutazione del fumus commissi delicti spetta al giudice di merito e il ricorso in Cassazione è limitato alla sola violazione di legge, non potendo riesaminare i fatti.
Continua »
Sequestro preventivo: valido anche con incompetenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo del capitale sociale di una S.r.l.s. La ricorrente, terza interessata rispetto al reato contestato al figlio, ha sollevato questioni procedurali, tra cui la nullità della notifica e l'illegittimità del sequestro preventivo a seguito della dichiarazione di incompetenza territoriale del giudice. La Corte ha stabilito che la notifica al difensore era valida data l'inidoneità del domicilio eletto e che, in tema di misure cautelari reali, il giudice incompetente può mantenere il sequestro senza dover motivare sull'urgenza, a differenza di quanto previsto per le misure personali. I motivi relativi alla sussistenza del reato sono stati ritenuti inammissibili, in quanto il terzo può solo rivendicare la titolarità del bene e non contestare i presupposti della misura.
Continua »
Sequestro probatorio: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro probatorio. La decisione si fonda sulla genericità e aspecificità dei motivi di ricorso, che non affrontavano puntualmente le motivazioni del provvedimento impugnato e sollevavano questioni non pertinenti, come la restituzione di un immobile non oggetto del sequestro. La Corte ribadisce che per il riesame è sufficiente la trasmissione degli atti a sostegno del decreto, non l'intero fascicolo.
Continua »
Ragionevolezza temporale nel sequestro: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo su un immobile, rigettando il ricorso della moglie di un imputato. La Corte ha stabilito che il Tribunale ha correttamente motivato il nesso di ragionevolezza temporale tra l'acquisto del bene e le attività illecite, anche se alcuni pagamenti sono avvenuti poco prima del periodo formale di contestazione del reato, ritenendo plausibile che l'attività criminosa fosse già in corso.
Continua »
Sequestro per autoriciclaggio: il periculum in mora
La Corte di Cassazione conferma un sequestro per autoriciclaggio, chiarendo che il rischio di dispersione del profitto del reato (periculum in mora) deve essere motivato. La Corte ha ritenuto sufficienti, a tal fine, elementi come una significativa esposizione debitoria e passate operazioni immobiliari sospette, respingendo le argomentazioni della difesa basate sulla tracciabilità delle operazioni e sull'adesione a una 'pace fiscale'.
Continua »
Interesse ad impugnare: socio e sequestro beni S.r.l.
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'interesse ad impugnare del socio di una S.r.l. in caso di sequestro preventivo. Con la sentenza n. 26543/2024, è stato stabilito che il socio, anche se detentore di quasi tutte le quote, non può impugnare il sequestro dei beni aziendali, poiché appartengono a un soggetto giuridico distinto. L'interesse del socio è riconosciuto solo per il sequestro delle proprie quote sociali. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che aveva accolto l'impugnazione del socio per i beni della società.
Continua »