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Art. 322-ter Codice Penale

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526 provvedimenti

Peculato gestore ricevitoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di peculato di un gestore di ricevitoria del lotto che non ha versato allo Stato le somme incassate. La sentenza conferma che il gestore, anche di fatto, è un incaricato di pubblico servizio e che la mancata rimessa integra il reato di peculato. Sebbene la condanna sia confermata, la Corte accoglie il ricorso riguardo la richiesta di sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, precedentemente negata, aprendo a una nuova valutazione in appello alla luce delle recenti riforme legislative.
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Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27807/2025, ha dichiarato inammissibili diversi ricorsi straordinari basati su un presunto errore di fatto. La Corte ha ribadito che tale rimedio si applica solo a errori percettivi (sviste nella lettura degli atti) e non a errori di valutazione o giudizio. Ha inoltre chiarito che il ricorso per errore di fatto è riservato al condannato, escludendo i terzi interessati dalla confisca.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore contro l'annullamento di un sequestro preventivo per equivalente. La sentenza conferma che un provvedimento di sequestro è nullo se manca una specifica motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. Tale vizio, essendo una nullità assoluta, non può essere sanato o integrato in un secondo momento dal Tribunale del Riesame.
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Sequestro preventivo: ricorso del PM inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo disposto a carico di una società terza. La decisione si fonda sul fatto che il sequestro principale, a carico del principale indagato, era già stato annullato con una decisione divenuta definitiva. Di conseguenza, venendo meno il presupposto del provvedimento cautelare, anche l'impugnazione accessoria perdeva la sua ragione d'essere.
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Confisca per equivalente: inammissibile ricorso del PM
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica contro l'annullamento di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. La decisione del Tribunale del Riesame, che aveva annullato la misura cautelare su beni di una società terza, diviene definitiva. Il caso verteva su presunti reati di frode legati a crediti fittizi.
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Motivi nuovi in Cassazione: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una confisca. La decisione si fonda sul principio che non è possibile presentare motivi nuovi in Cassazione che non siano stati precedentemente sollevati in appello, ribadendo un orientamento consolidato.
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Sequestro preventivo corruzione: quando il ricorso è out
Un magistrato, accusato di corruzione, impugnava un sequestro preventivo di 3000 euro, ritenuti il prezzo del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che in sede di legittimità non si può riesaminare il merito delle prove che giustificano il sequestro preventivo corruzione, ma solo contestare eventuali violazioni di legge.
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Riparazione pecuniaria e peculato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una tabaccaia condannata per peculato per non aver versato le tasse automobilistiche riscosse per conto della Pubblica Amministrazione. La Suprema Corte, pur confermando la responsabilità penale, ha annullato la condanna alla riparazione pecuniaria. La motivazione risiede nel fatto che il danno era stato integralmente risarcito prima della sentenza, seppur tramite un fideiussore. Applicare anche la riparazione pecuniaria avrebbe comportato un'indebita duplicazione sanzionatoria e un ingiustificato arricchimento per l'ente pubblico. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la sola valutazione di una circostanza attenuante.
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Peculato capogruppo consiliare: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex presidente di un gruppo consiliare regionale, confermando la sua condanna per il reato di peculato. La sentenza ribadisce che i fondi assegnati ai gruppi consiliari hanno natura pubblica e che il loro gestore riveste la qualifica di pubblico ufficiale. Di conseguenza, sussiste un obbligo intrinseco di rendicontazione per l'uso di tali fondi, anche in assenza di una specifica normativa all'epoca dei fatti. La Corte ha respinto le argomentazioni difensive relative all'erroneo calcolo della prescrizione, alla quantificazione del profitto e alla legittimità della Regione come parte civile, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Confisca obbligatoria: annullata sentenza di patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per truffa aggravata finalizzata a ottenere fondi pubblici. Il giudice di primo grado aveva omesso di disporre la confisca obbligatoria dei profitti illeciti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che la confisca obbligatoria è una misura di sicurezza inderogabile che deve essere applicata anche in sede di patteggiamento, annullando la sentenza sul punto e rinviando per un nuovo esame.
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Ruolo organizzatore associazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di associazione per delinquere finalizzata a reati tributari. La sentenza chiarisce i criteri per definire il ruolo organizzatore associazione, distinguendolo da quello di mero partecipe. La Corte ha stabilito che anche chi interviene in una struttura criminale già esistente, ampliandone le capacità operative e il numero di affiliati, ricopre un ruolo apicale. La maggior parte dei ricorsi è stata dichiarata inammissibile, ma per un imputato la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione sulla pena sostitutiva e per la prescrizione di un capo d'imputazione.
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Periculum in mora: coesistenza di due sequestri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il ricorrente sosteneva la mancanza del 'periculum in mora' dato che i beni erano già soggetti a un sequestro di prevenzione. La Corte ha stabilito che le due misure possono coesistere, avendo finalità diverse, e ha confermato la validità del sequestro preventivo, ritenendo la motivazione del Tribunale del riesame adeguata e non meramente apparente.
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Appello contro sequestro preventivo: l’unica via corretta
Un terzo creditore, con pignoramento anteriore su un immobile, si è visto respingere l'istanza di dissequestro dal Giudice per le indagini preliminari. Ha quindi proposto ricorso immediato in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, specificando che l'unico rimedio esperibile contro tale provvedimento è l'appello ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p. Di conseguenza, ha riqualificato l'impugnazione e trasmesso gli atti al Tribunale competente.
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Confisca per equivalente: Cassazione nega retroattività
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26333/2025, interviene su un complesso caso di associazione per delinquere, truffa e riciclaggio. La decisione chiarisce due principi fondamentali: l'irretroattività della norma che consente la confisca per equivalente in caso di reato prescritto, se il fatto è anteriore alla sua entrata in vigore; e l'impossibilità di condannare al risarcimento civile se il reato era già estinto per prescrizione al momento della sentenza di primo grado. La Corte ha quindi annullato la confisca disposta a carico di un imputato e la condanna al risarcimento dei danni per un altro, dichiarando inammissibili gli altri ricorsi.
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Confisca e restituzione: no alla doppia sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava la confisca di una somma di denaro a carico di un amministratore, condannato per aver ottenuto illecitamente fondi pubblici. La Corte ha stabilito che, poiché la società amministrata aveva avviato un piano di restituzione integrale delle somme allo Stato, il giudice dell'esecuzione deve verificare l'effettivo adempimento per evitare una duplicazione del prelievo. Se il profitto del reato viene restituito, la confisca perde la sua causa e deve essere revocata.
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Sequestro per equivalente: no al dissequestro parziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava il dissequestro parziale di crediti fiscali. La decisione si fonda sulla natura del sequestro per equivalente, che rende irrilevante la provenienza lecita dei singoli beni, e sulla formazione di un 'giudicato cautelare' che preclude il riesame di questioni già decise. La Corte ha inoltre ribadito che eventuali errori esecutivi vanno contestati tramite incidente di esecuzione.
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Sequestro per equivalente: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. La sentenza stabilisce un principio fondamentale in materia di sequestro per equivalente: i beni personali dell'amministratore possono essere aggrediti solo in via subordinata, cioè dopo aver accertato l'incapienza del patrimonio della società che ha direttamente beneficiato del profitto del reato. La Corte ha inoltre censurato la mancata verifica della competenza territoriale e l'assenza di motivazione sul 'periculum in mora'.
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Prescrizione e confisca: evoluzione giurisprudenziale
I reati di un pubblico ufficiale sono dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello conferma due confische. La Cassazione si pronuncia sulla complessa relazione tra prescrizione e confisca, confermando la confisca dei beni sproporzionati come misura di sicurezza. Annulla con rinvio invece la confisca di 30.000 euro: se sarà provato essere il provento diretto del reato, resterà valida, altrimenti, essendo 'per equivalente', dovrà essere annullata per tutelare l'imputato da un'imprevedibile evoluzione giurisprudenziale sfavorevole.
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Rito abbreviato: la scelta preclude eccezioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di tre imputati, condannati per associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari. La Corte ha stabilito che la scelta del rito abbreviato implica la rinuncia a sollevare eccezioni di inutilizzabilità degli atti di indagine, a meno che non derivino da divieti probatori assoluti. Questa decisione conferma la natura 'negoziale' del rito, dove l'imputato accetta gli atti del fascicolo in cambio di uno sconto di pena, precludendosi così la possibilità di contestare vizi procedurali non assoluti.
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Confisca lottizzazione abusiva: Appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una confisca per lottizzazione abusiva confermata dalla Corte d'Appello, nonostante il reato fosse stato dichiarato prescritto. I ricorrenti, un direttore dei lavori e il legale rappresentante della società committente, hanno impugnato la decisione. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che i ricorrenti non hanno un interesse giuridicamente rilevante a contestare la confisca di beni appartenenti a un terzo (la società), anche se erano imputati nel procedimento penale. L'interesse a impugnare deve essere concreto e attuale, non meramente ipotetico come un'eventuale futura azione di responsabilità.
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