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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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510 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Fattibilità giuridica: no al concordato con beni sequestrati
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una proposta di concordato preventivo a causa della mancanza di fattibilità giuridica. Il caso riguardava una società i cui beni aziendali erano stati sottoposti a sequestro preventivo penale. La Corte ha stabilito che la valutazione della fattibilità va condotta al momento della presentazione della domanda, e un piano basato sulla futura e incerta liberazione dei beni è inattuabile. Anche il successivo dissequestro a favore della curatela fallimentare non sana l'originaria inammissibilità, poiché i beni restano destinati alla procedura fallimentare e non a quella concordataria.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul ne bis in idem
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso complesso di sequestro preventivo per reati associativi. La sentenza affronta due questioni cruciali: l'inammissibilità del ricorso per conflitto d'interessi del legale rappresentante di un ente ex D.Lgs. 231/2001 e l'inapplicabilità del principio del 'ne bis in idem' quando una misura cautelare viene annullata per vizi meramente formali. La Corte ha annullato con rinvio il sequestro a carico di una società e di un terzo per carenza di motivazione, sottolineando la necessità di prove concrete sulla fittizia intestazione dei beni.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La misura era stata disposta su beni di una persona gravemente indiziata di associazione di tipo mafioso, data la palese sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione se non nei casi in cui essa sia totalmente assente o meramente apparente.
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Sequestro preventivo terzo: requisiti per ricorrere
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una somma di denaro, ritenuta profitto di reati legati agli stupefacenti. I ricorsi presentati dai familiari dell'indagato, qualificati come soggetti terzi, sono stati dichiarati inammissibili per assenza di procura speciale e per mancata dimostrazione della titolarità dei beni. È stato inoltre respinto il ricorso dell'indagato, chiarendo che il mancato rispetto dei termini per la convalida del sequestro d'urgenza non impedisce al giudice di disporre autonomamente la misura con efficacia ex nunc. La sentenza rafforza i requisiti formali per l'impugnazione da parte di un sequestro preventivo terzo.
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Sequestro impeditivo: no alla conversione in denaro
La Corte di Cassazione ha confermato l'impossibilità di convertire in una somma di denaro un sequestro di beni aziendali. La decisione si fonda sulla duplice natura della misura: non solo finalizzata alla confisca, ma anche e soprattutto un sequestro impeditivo, volto a prevenire la commissione di ulteriori reati. Secondo la Corte, questa finalità di interesse pubblico non può essere sostituita dal versamento di una somma di denaro, rendendo la richiesta di conversione inammissibile.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e l’intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'azienda. Sebbene l'attività fosse formalmente intestata a una donna, le intercettazioni hanno rivelato che il suo compagno era il vero proprietario e aveva utilizzato proventi illeciti per acquistarla. La Corte ha stabilito che la stessa intestazione fittizia è una prova sufficiente del pericolo di dispersione del bene, giustificando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
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Bancarotta fraudolenta e sequestro: la Cassazione
Un ex amministratore è accusato di bancarotta fraudolenta per aver acquisito crediti della società a un prezzo irrisorio prima della sua liquidazione giudiziale. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo sui suoi beni, ritenendo sufficienti gli indizi di reato (fumus delicti) basati sulla relazione del curatore e su altri elementi, come l'ingerenza continua nella gestione societaria.
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Sequestro stipendio: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza che limitava il sequestro stipendio accreditato su un conto. Il provvedimento impugnato aveva ridotto il sequestro a un quinto del saldo, applicando le norme sulla pignorabilità dei redditi da lavoro. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso generico, poiché non specificava chiaramente le richieste in relazione ai diversi limiti di pignorabilità previsti dalla legge, confermando di fatto la decisione del Tribunale del riesame.
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Sequestro preventivo testamento: motivazione e indizi
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un conto corrente ereditato tramite un presunto testamento falso. La Corte chiarisce che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del GIP sul periculum, se non del tutto assente, e che gravi indizi di colpevolezza possono basarsi non solo su perizie grafologiche ma anche su elementi circostanziali, come le modalità di redazione e consegna del testamento.
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Sequestro preventivo: motivazione su fumus e periculum
La Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente di oltre 500.000 euro, emessa per un'ipotesi di truffa. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro preventivo, la valutazione del *fumus commissi delicti* è sommaria e riguarda la configurabilità astratta del reato, mentre il *periculum in mora* deve essere motivato con elementi concreti, sia oggettivi che soggettivi, che indichino un reale rischio di dispersione del patrimonio, anche in caso di beni fungibili come il denaro.
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Sequestro per equivalente: no alla responsabilità in solido
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro per equivalente per truffa aggravata. Il provvedimento era stato emesso in solido a carico dei dirigenti di un'associazione sportiva, accusati di aver creato falsa documentazione per far ottenere a terzi indebiti ristori pandemici. La Corte ha stabilito che il principio solidaristico è un criterio residuale e non si applica se le quote di profitto percepite dai singoli beneficiari sono chiaramente individuabili, come nel caso di specie. Il Tribunale dovrà quindi ricalcolare l'eventuale compartecipazione degli indagati al profitto illecito.
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Sequestro preventivo: limiti e ripartizione del profitto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del PM contro la riduzione di un sequestro preventivo. Il Tribunale del riesame aveva correttamente ripartito il profitto del reato tra l'individuo e l'ente coinvolti, limitando il sequestro a quanto ciascuno aveva concretamente percepito, in linea con un recente principio delle Sezioni Unite. La Cassazione ribadisce che il ricorso avverso tali provvedimenti è limitato alla sola violazione di legge.
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Sequestro preventivo concorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Europeo contro la riduzione di un sequestro. La sentenza ribadisce un principio fondamentale sul sequestro preventivo concorso di persone: è esclusa la solidarietà, pertanto la misura cautelare può colpire solo la quota di profitto individuale di ciascun concorrente nel reato e non l'intero importo.
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Periculum in mora: quando il sequestro è illegittimo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per reati fiscali. La decisione si fonda sulla carente motivazione del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha stabilito che tale rischio non può essere presunto né dalla natura del reato contestato, né dalla semplice conoscenza del procedimento da parte degli indagati, ma deve essere provato con elementi specifici e attuali.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che il denaro sul conto corrente aziendale, ritenuto profitto diretto del reato tributario, ha la priorità sulla confisca per equivalente dei beni degli amministratori. Pertanto, l'eventuale valore eccessivo dei beni sequestri per equivalente non giustifica lo sblocco del conto corrente oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta.
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Conversione sequestro: la Cassazione corregge il Tribunale
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'appello del Pubblico Ministero contro il rigetto di una richiesta di conversione sequestro. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di conversione da sequestro probatorio a preventivo include implicitamente la richiesta di emissione di un nuovo decreto di sequestro, correggendo l'errore del giudice di merito che aveva preteso una richiesta formale esplicita e separata.
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Legittimazione a impugnare il sequestro: chi può farlo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per difetto di legittimazione a impugnare. L'indagato, accusato di essere il proprietario di fatto di una società ma formalmente estraneo ad essa, non può contestare il provvedimento se nega la titolarità dei beni, poiché manca un interesse giuridicamente tutelato alla loro restituzione.
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Sequestro per equivalente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un provvedimento di sequestro per equivalente per reati fiscali. La sentenza chiarisce che un errore materiale nell'indicazione del capo d'imputazione non invalida il sequestro, se la somma corrisponde al profitto del reato effettivamente contestato. Inoltre, ha ribadito che il sequestro per equivalente può colpire tutti i beni nella disponibilità di fatto dell'indagato, anche se formalmente intestati a terzi, come un coniuge.
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Carico urbanistico: sequestro anche se usi la casa poco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il sequestro preventivo di un immobile abusivo. Il ricorrente sosteneva che l'uso solo estivo dell'edificio escludesse il pericolo di aggravamento del reato. La Corte ha invece confermato che il 'carico urbanistico', ovvero l'impatto su traffico, scarichi e ambiente, sussiste anche con un utilizzo saltuario, giustificando pienamente la misura cautelare per proteggere il territorio.
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Sequestro preventivo: prova indiziaria e ricettazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo di una cospicua somma di denaro, sospettata di essere provento di ricettazione. La sentenza stabilisce che, per giustificare la misura, è sufficiente la presenza di gravi indizi che rendano plausibile l'origine illecita dei beni, anche senza l'individuazione specifica del reato presupposto. Elementi come l'occultamento del denaro e precedenti penali specifici dell'indagato sono stati ritenuti decisivi.
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