LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 31 di 37

728 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Associazione per delinquere: acquisto non basta
La Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L'acquisto continuativo di droga, anche per un lungo periodo, non è sufficiente a dimostrare la partecipazione al sodalizio. È necessario provare l'adesione al programma criminoso, valutando il contenuto economico delle transazioni e l'importanza dell'acquirente per il gruppo, elementi che il Tribunale del riesame non aveva adeguatamente motivato.
Continua »
Procura speciale: appello nullo senza di essa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo proprietario di beni sequestrati. La decisione si fonda su due errori procedurali: l'assenza della necessaria procura speciale al difensore e il deposito tardivo dell'atto di appello presso la cancelleria competente, rendendo l'impugnazione inefficace.
Continua »
Rischio di recidiva: la Cassazione annulla misura
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di arresti domiciliari per detenzione di armi. La decisione si fonda su un errore di motivazione del tribunale, che aveva giustificato il rischio di recidiva basandosi su un reato diverso (esercizio arbitrario delle proprie ragioni) e non su quello specifico che fondava la misura. La Corte ha ritenuto tale ragionamento illogico, imponendo una nuova valutazione che colleghi correttamente la pericolosità dell'indagato al reato contestato.
Continua »
Salto logico giuridico: annullamento con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza del Tribunale di Napoli che confermava una misura cautelare in carcere per tentata estorsione. Il motivo della decisione risiede in un vizio di motivazione definito 'salto logico giuridico': il Tribunale ha applicato un principio di diritto a una ricostruzione dei fatti che non poteva considerarsi consolidata, omettendo di esaminare e superare preventivamente le specifiche obiezioni difensive. La Corte ha stabilito che la valutazione delle censure difensive è un passo preliminare e ineludibile prima di poter considerare i fatti come accertati.
Continua »
Pericolo di reiterazione: basta un solo motivo
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura cautelare. Anche se il pericolo di fuga non è motivato, il concreto pericolo di reiterazione del reato è sufficiente a confermare la misura, specialmente in un contesto di continuità familiare nell'attività illecita.
Continua »
Misure Cautelari: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'infermiera contro l'applicazione di misure cautelari per aver tentato di introdurre droga e telefoni in carcere. La Corte ha ritenuto logica e congrua la motivazione del Tribunale del riesame sul pericolo di reiterazione del reato, sottolineando i limiti del proprio sindacato in materia. Il caso chiarisce i criteri di valutazione delle esigenze cautelari e il ruolo della Suprema Corte.
Continua »
Motivazione rafforzata: obbligo del riesame
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia in carcere. La decisione si fonda sul fatto che il Tribunale del riesame, nell'aggravare la misura cautelare, ha omesso di valutare la 'condotta collaborativa' dell'indagato, elemento chiave nella decisione del primo giudice. Viene ribadito il principio della motivazione rafforzata, che impone un confronto critico con le ragioni della decisione riformata in pejus.
Continua »
Chat criptate e OIE: utilizzabilità in Italia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto ad arresti domiciliari per traffico di stupefacenti, confermando l'utilizzabilità delle chat criptate acquisite dalla Francia tramite un Ordine di Indagine Europeo (OIE). La Corte ha chiarito che l'acquisizione di dati già esistenti e decriptati non costituisce un'intercettazione da autorizzare secondo le norme italiane, ma rientra nella disciplina della circolazione della prova tra Stati. L'eventuale violazione dei diritti fondamentali deve essere specificamente provata dalla difesa.
Continua »
Partecipazione associazione narcotraffico: i limiti
Un soggetto, accusato di essere fornitore stabile per un'associazione dedita al narcotraffico, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, chiarendo i limiti della prova per la partecipazione associazione narcotraffico. Secondo la Corte, la fornitura di stupefacenti, anche se ripetuta ma limitata nel tempo e contraddetta da episodi di acquisto dalla stessa organizzazione, non è sufficiente a dimostrare un inserimento stabile e consapevole nel sodalizio criminale, richiedendosi prove di un vero legame organico che superi il semplice rapporto commerciale.
Continua »
Partecipazione associazione narcotraffico: il pusher
Un individuo, destinatario di una misura cautelare per spaccio e per presunta appartenenza a un'organizzazione criminale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza, stabilendo che il ruolo di spacciatore ('pusher') che acquista droga da un gruppo non è sufficiente a dimostrare la partecipazione associazione narcotraffico. È necessaria la prova di un'adesione stabile e consapevole al programma criminale del sodalizio, che il giudice del rinvio dovrà ora rivalutare.
Continua »
Annullamento con rinvio: perizia fonica ignorata
La Corte di Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio di un'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per un imputato. La decisione è fondata sul fatto che il tribunale del riesame aveva completamente ignorato gli esiti di una perizia fonica, emersa in dibattimento, che scardinava il quadro indiziario originario basato su intercettazioni ambientali interpretate erroneamente.
Continua »
Pericolo di recidiva: quando il tempo non basta
Un soggetto ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare per finanziamento al narcotraffico, sostenendo la mancanza del pericolo di recidiva a causa del tempo trascorso dai fatti. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, affermando che la gravità dei reati, lo spessore criminale dell'indagato e la persistenza dei legami con un'organizzazione criminale, dimostrata da contatti successivi ai fatti, rendono il pericolo di reiterazione ancora attuale e concreto, giustificando la detenzione in carcere.
Continua »
Gravità degli indizi: la Cassazione e il narcotraffico
Un soggetto in arresti domiciliari per narcotraffico ricorre in Cassazione contestando la gravità degli indizi a suo carico, basati su intercettazioni dal linguaggio criptico. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo di non poter riesaminare il merito delle prove, ma solo la logicità della motivazione del giudice. Viene confermato che il pericolo di recidiva si desume dal stabile inserimento del soggetto in un contesto criminale organizzato, giustificando la misura cautelare.
Continua »
Partecipazione associazione criminale: il caso del custode
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per un uomo accusato di essere il 'custode' della cassa di un'associazione a delinquere. La Corte ha chiarito che la sola custodia di denaro illecito per conto di un parente, senza la prova della consapevolezza e volontà di agire per l'intero gruppo criminale (affectio societatis), non è sufficiente per configurare il reato di partecipazione associazione criminale.
Continua »
Partecipazione in associazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro l'ordinanza di arresti domiciliari per partecipazione in associazione finalizzata al narcotraffico e riciclaggio. La ricorrente, moglie di uno dei vertici, sosteneva di non essere consapevole e di avere rapporti solo con il coniuge. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito, che avevano evidenziato il suo ruolo attivo, consapevole e strategico all'interno del sodalizio, anche come prestanome per un'attività commerciale usata per riciclare denaro. Il ricorso è stato giudicato generico e basato su una rilettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso cassazione tardivo: le regole da seguire
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura cautelare perché presentato tardivamente. La sentenza chiarisce che l'invio a mezzo posta non è una modalità valida per questo tipo di impugnazione. Di conseguenza, la data di presentazione coincide con quella di arrivo in cancelleria e non con quella di spedizione, rendendo il ricorso cassazione tardivo e, quindi, inaccoglibile.
Continua »
Custodia Cautelare: quando il carcere è inevitabile
Un individuo, accusato di grave spaccio di stupefacenti, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, chiedendo i domiciliari. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la necessità della misura più afflittiva a causa di un elevato e concreto rischio di recidiva. La Corte ha sottolineato come le modalità professionali del reato e l'inserimento dell'indagato in una rete criminale rendessero la custodia cautelare in carcere l'unica misura idonea a prevenire la commissione di ulteriori delitti.
Continua »
Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari per un operatore di un Centro di Assistenza Agricola, indagato per truffa aggravata. La Suprema Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse valutato gli indizi in modo frammentario e illogico, senza una visione d'insieme. La sentenza sottolinea come la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza debba essere globale e coordinata, non potendosi limitare a una scomposizione atomistica degli elementi a carico. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
Continua »
Associazione per delinquere: indizi e prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione per delinquere e reati contro il patrimonio. La sentenza ribadisce che la Corte non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la logicità della motivazione. Vengono chiariti i criteri per distinguere l'associazione per delinquere dal concorso di persone e si sottolinea che anche in assenza di una 'cassa comune', l'esistenza di una struttura organizzata e un programma criminoso indeterminato sono indizi sufficienti.
Continua »
Sequestro preventivo: la richiesta di sanatoria non basta
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di un immobile pubblico occupato abusivamente. Gli occupanti avevano presentato una richiesta di sanatoria, ma la Corte ha stabilito che la sola domanda non rende lecita l'occupazione né elimina il pericolo che giustifica il sequestro. La misura penale può coesistere con le azioni civili di sfratto.
Continua »