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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Scambio elettorale politico-mafioso: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di concorso in scambio elettorale politico-mafioso. La sentenza chiarisce che per configurare il reato è sufficiente la promessa di voti in cambio di favori, e che anche un intermediario non affiliato al clan può essere ritenuto responsabile. La Corte ha rigettato le censure procedurali del ricorrente, ribadendo i limiti del proprio sindacato sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza operata dal Tribunale del Riesame.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di spaccio, rapina e detenzione di armi. La Corte ha stabilito che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza operata dal Tribunale del Riesame era logica e coerente, respingendo le censure difensive su presunti vizi procedurali, come la mancata trasmissione di atti o l'assenza di autonoma valutazione del giudice. La sentenza ribadisce che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione dei fatti.
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Concorso esterno: la Cassazione sui gravi indizi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza conferma la misura cautelare dell'obbligo di dimora, ribadendo che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza da parte del Tribunale del riesame era logicamente motivata. La Corte chiarisce i limiti del proprio sindacato, che non può consistere in una nuova valutazione dei fatti, ma solo in un controllo di legittimità e coerenza della motivazione.
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Interesse ad impugnare: PM e misure cautelari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della Procura Europea contro un'ordinanza che aveva escluso l'aggravante del metodo mafioso. La sentenza chiarisce che per un valido ricorso, il Pubblico Ministero deve dimostrare un concreto e attuale interesse ad impugnare, specificando il pregiudizio pratico derivante dalla decisione, come l'impatto sulla durata della custodia cautelare. Un dissenso puramente teorico non è sufficiente a fondare l'impugnazione.
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Tentata estorsione aggravata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo in custodia cautelare per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L'imputato sosteneva che il suo gesto, la foratura degli pneumatici di un ristoratore, fosse un atto isolato dal quale aveva desistito. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'azione era parte di un più vasto e unitario piano estorsivo, volto a imporre forniture da parte di un clan. La desistenza è stata esclusa poiché l'atto intimidatorio era già stato compiuto, inserendosi in una sequenza causale criminale in corso.
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Misura cautelare associativa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di far parte di un'associazione di narcotraffico legata alla mafia. Il ricorso, basato su vizi di motivazione (presunto 'copia-incolla' del GIP), erronea valutazione degli indizi e carenza di esigenze cautelari, è stato respinto. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione autonoma del giudice non è esclusa dalla riproduzione di atti del PM e ha confermato la validità della presunzione di adeguatezza della misura cautelare associativa in assenza di specifici elementi contrari.
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Interrogatorio preventivo: diritto individuale dell’indagato
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare in carcere per un indagato per spaccio, poiché non era stato effettuato l'interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che tale diritto è strettamente personale e non può essere negato a un indagato solo perché il suo procedimento è connesso a quello di altri accusati di reati più gravi, per i quali tale interrogatorio non è previsto. La mancata effettuazione, quando dovuta, determina la nullità dell'ordinanza cautelare.
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Ordine di demolizione: vale anche per il terzo acquirente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione per un immobile abusivo si applica anche al terzo acquirente, anche se in buona fede. Il principio di proporzionalità non può essere invocato per bloccare la demolizione di una parte non essenziale dell'abitazione, come un terrazzo, poiché prevale l'esigenza di ripristinare la legalità urbanistica.
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Trasmissione atti al riesame: i termini sono perentori
La Corte di Cassazione conferma che la mancata trasmissione degli atti al Tribunale del riesame entro i termini di legge comporta l'inefficacia della misura cautelare. Anche se gli atti sono già presso il tribunale per un altro coindagato, è necessaria una comunicazione tempestiva e specifica. Una comunicazione tardiva equivale a un'omissione, rendendo corretta la decisione del Tribunale di annullare la misura detentiva. Tale decisione non costituisce un atto abnorme, ma una precisa applicazione della legge.
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Misure cautelari: pericolosità e arresti domiciliari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato a cui era stata negata la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Nonostante l'assenza di precedenti, il suo deliberato intervento in una rissa, armato di catena, è stato ritenuto indice di una pericolosità sociale tale da rendere inadeguate altre misure cautelari meno afflittive. La Corte ribadisce che non può riesaminare nel merito i fatti, ma solo verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione del giudice precedente.
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Carico urbanistico e sequestro: la Cassazione chiarisce
Un privato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il sequestro preventivo di un suo immobile, sostenendo che, essendo i lavori ultimati, non vi fosse più alcun pericolo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il sequestro rimane legittimo per neutralizzare gli effetti negativi derivanti dall'aumento del "carico urbanistico" sul territorio, un pregiudizio che perdura anche dopo la fine della costruzione. La sentenza approfondisce il concetto di carico urbanistico, definendolo come un elemento dinamico e relazionale legato alla crescente domanda di servizi pubblici generata da nuove costruzioni.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di una società e del suo ex amministratore per reati fiscali. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo la corretta competenza territoriale, la legittimità del calcolo del profitto confiscabile e la sussistenza del *periculum in mora* (rischio di dispersione dei beni), basato su specifici comportamenti degli indagati post-indagine.
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Misura Cautelare: Valutazione solo sui fatti del caso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la custodia in carcere per un professionista accusato di peculato. Sebbene la Corte abbia riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio e di recidiva), ha stabilito che la scelta della specifica misura cautelare non può basarsi su elementi esterni al procedimento, come altre indagini a carico dell'indagato, o su generiche supposizioni. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione sulla misura più idonea, che sia ancorata esclusivamente ai fatti oggetto della provvisoria imputazione.
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Interrogatorio di garanzia: omesso, detenzione nulla
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omissione dell'interrogatorio di garanzia, anche se dovuta a un impedimento come l'indisponibilità di un interprete, comporta l'inefficacia della misura della custodia cautelare. Nel caso di specie, un cittadino straniero, non interrogato entro i cinque giorni previsti dalla legge, è stato immediatamente liberato. La sentenza sottolinea che l'impossibilità di svolgere l'interrogatorio durante l'udienza di convalida non esime il giudice dal garantirlo successivamente nei termini perentori di legge.
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Traduzione atti: quando è nulla la custodia cautelare?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata traduzione scritta di un'ordinanza di custodia cautelare a un indagato che non parla italiano non comporta l'annullamento automatico della misura. Se è stata fornita una traduzione orale d'urgenza, la difesa ha l'onere di dimostrare un pregiudizio concreto, attuale e verificabile al diritto di difesa, non essendo sufficiente lamentare un danno solo astratto o potenziale. Il caso riguardava un indagato la cui ordinanza, tradotta oralmente in udienza, non era stata tradotta per iscritto in tempo per il riesame.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due indagati per traffico internazionale di stupefacenti, confermando la custodia cautelare in carcere. La decisione si basa sulla sufficienza dei gravi indizi di colpevolezza, derivanti dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e corroborate da riscontri investigativi. La Corte ha ritenuto la misura adeguata data la gravità dei fatti, il pericolo di recidiva e i legami con la criminalità organizzata.
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Misura cautelare stupefacenti: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati legati al traffico di stupefacenti. La difesa contestava la mancanza di autonoma valutazione da parte del giudice e l'assenza di un pericolo attuale. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la gravità indiziaria, basata su intercettazioni e osservazioni, era solida. Ha inoltre ritenuto che il pericolo di reiterazione del reato fosse concreto e attuale, data la professionalità dell'attività criminale e l'inserimento dell'indagato in un contesto di criminalità organizzata, rendendo la detenzione in carcere l'unica misura cautelare stupefacenti adeguata a interrompere i legami con l'ambiente delinquenziale.
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Esigenze cautelari: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti. La Corte ha chiarito che le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione del reato, possono essere considerate attuali e concrete anche se i fatti sono risalenti nel tempo. La valutazione si basa sulle modalità professionali del reato e sull'inserimento dell'indagato in un contesto criminale organizzato, elementi che dimostrano una persistente pericolosità sociale e rendono la detenzione in carcere l'unica misura idonea.
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Ricorso misura cautelare: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso misura cautelare presentato da quattro imputati, accusati di un ingente furto e sottoposti agli arresti domiciliari. La sentenza chiarisce che il ricorso non può mirare a una nuova valutazione dei fatti, ma solo a denunciare vizi di legittimità. Elementi come il tempo trascorso, il patteggiamento o il trattamento più favorevole di un coimputato non sono sufficienti, di per sé, a giustificare una modifica della misura se la motivazione del giudice di merito è logica e coerente.
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Gravità indiziaria: Cassazione annulla misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per traffico di stupefacenti, sottolineando la mancanza di una solida gravità indiziaria. La decisione del Tribunale del riesame è stata giudicata congetturale e carente, poiché non ha valutato adeguatamente le intercettazioni, le ipotesi alternative della difesa e l'esito negativo delle perquisizioni, violando i principi per l'applicazione delle misure cautelari.
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